Consiglio Comunale del 22 marzo Live Blogging dalle 18,30

Il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo è convocato per il giorno 22 Marzo, Lunedì alle ore 18,30, presso i locali del Palazzo Municipale, Aula Consiliare, in seduta pubblica ordinaria, per la trattazione dei seguenti punti all’O.d.G.:

ORDINE DEL GIORNO

1. Nomina scutatori e lettura ed approvazione verbali seduta precedente;
2. Comunicazioni del Presidente;
3. Proposta deliberativa n. 123 del 11/12/2009 avente per oggetto: Modifica al regolamento Comunale per i servizi funebri e del Cimitero.
4. Proposta deliberativa n. 17 del 12/02/2010 avente per oggetto: Regolamento per la gestione di aree pubbliche destinate a parcheggi a pagamento senza custodia, individuate nel territorio di Castellammare del Golfo – rilascio di autorizzazioni.
5. Proposta deliberativa n. 15 del 08/02/2010 avente per oggetto: approvazione per l’attività di barbiere parrucchiere ed estetista.
6. Proposta deliberativa n. 28 del 09/03/2010 avente per oggetto: approvazione modifiche al regolamento per la disciplina di istallazione dei dehors approvato con delibera di C.C. n. 51 del 29/05/2010.
7. Proposta deliberativa n. 14 del 05/02/2010 avente per oggetto: controllo finanziario degli enti locali: bilancio di previsione 2009. Deliberazione Corte dei Conti Regione Siciliana n. 227/2009, presa d’atto e determinazioni consequenziali.

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Loro hanno la Lega, noi Liga

Lui dice di essere vittima di un equivoco, gli inquirenti invece non sembrano avere particolari dubbi.

Si chiama Giuseppe Liga, ha 60 anni, di professione Architetto, iscritto all’ordine dal 1978 è stato arrestato questa notte a Palermo da agenti della Guardia di Finanza, con l’accusa di associazione mafiosa, estorsione e fittizia intestazione di beni. Vero o meno che sia quanto contestatogli il fatto è che in precedenza il Liga era assai molto più noto per la sua vita da cittadino impegnato anche nel sociale che per essere, come qualcuno sostiene, come il successore dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo alla guida del mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo, a Palermo per come indicato dai collaboratori di giustizia più recenti.

Le intercettazioni si dice abbiano confermato le rivelazioni dei pentiti. Secondo quanto è emerso dalle indagini, Liga, sarebbe stato il collettore delle estorsioni gestendo e incassando il denaro ricavato dal pizzo.

Liga, era indicato nei pizzini trovati nel covo del boss Lo Piccolo col numero 013. Insieme a lui sono finiti in cella il suo braccio destro Giovanni Angelo Mannino, accusato di associazione mafiosa e Agostino Carollo e Amedeo Sorvillo. Questi ultimi rispondono di fittizia intestazione di beni. Secondo gli inquirenti sarebbero i titolari della società Euteco, di fatto riconducibile a Liga.

Giuseppe Liga, è un professionista molto conosciuto a Palermo anche per la sua passione per la politica e i suoi frequenti rapporti istituzionali. Per otto anni, dal 1989 al 1997, è stato il segretario nazionale del Mcl, il Movimento Cristiano Lavoratori, e molto stimato anche dalle gerarchie ecclesiali. Liga ricopriva la carica di reggente regionale del Movimento fino all’11 marzo.

Liga, in un’intervista rilasciata sull’ultimo numero del magazine siciliano “S”, sosteneva di avere rapporti con numerosi esponenti politici e rappresentanti istituzionali: dal presidente della Regione Raffaele Lombardo a Sergio Mattarella fino all’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Il nome dell’architetto Giuseppe Liga salta fuori, per la prima volta, tra le carte che i poliziotti trovarono addosso a Salvatore Lo Piccolo, il giorno del suo arresto nel covo di Giardinello il 5 novembre del 2007. Una valigetta piena di nomi e cifre. Era la contabilità del boss che annotava i nomi dei commercianti e accanto la cifra da pagare. Tra gli appunti anche la frase: “Architetto Liga 10.000″ . Un anno dopo, il 14 novembre del 2008, i boss mafiosi che progettano la ristrutturazione di Cosa nostra citano nuovamente il nome del professionista nel corso di un summit di mafia.

Nel settembre del 2008 viene arrestato l’avvocato Marcello Trapani, legale dei Lo Piccolo. E nell’ordinanza di custodia cautelare del penalista si fa nuovamentre riferimento all’architetto.
Di recente si sono aggiunte anche le dichiarazioni del pentito Maurizio Spataro, il “cassiere” della cosca di Resuttana. Ed il collaboratore, senza esitazione, indica nell’architetto Liga l’uomo che comanda a San Lorenzo.

Nell’intervista ad “S”, Liga ammette di conoscere “fin da ragazzo” il boss Salvatore Lo Piccolo ma sostiene di essere stato costretto a pagare il “pizzo” e di avere denunciato tutto ai carabinieri. Nell’intervista nega con decisione di essere il nuovo capo di Cosa Nostra a Palermo. Tra le carte sequestrate ai Lo Piccolo gli investigatori avevano trovato un appunto: “Architetto Liga 10.000″. Lui afferma che si tratta del pagamento di un’estorsione:”Se fossi stato un mafioso di certo non sarei andato da carabinieri a denunciare che sono stato vittima, io ho fatto una denuncia, perché in passato avevo ricevuto minacce. Io ho pagato 10 mila euro: sono venuti in cantiere e mi hanno detto che dovevo pagare, altrimenti saltava tutto”. Ma il pentito Maurizio Spataro, ex cassiere della cosca di Resuttana, dichiara a verbale: “So che l’architetto Liga si occupa delle attività economiche riconducibili ai Lo Piccolo”.

Lui replica nell’intervista:”gli architetti Liga sono almeno una ventina, 5 o 6 sono iscritti all’albo. Sono al centro di un equivoco”. Il professionista ammette poi di avere avuto rapporti con alcuni esponenti mafiosi, ma senza sapere chi fossero veramente: “ero direttore dei lavori in un cantiere per conto di una cooperativa che aveva subappaltato altre opere a due ditte. I titolari erano Cinà e Alamia”. E conferma di conoscere i Lo Piccolo: “Il papà l’ho conosciuto quando era ragazzo. Nel quartiere dove anche io sono cresciuto. I figli li ho visti quando erano bambini”. Per quanto riguarda le intercettazioni di un summit mafioso, avvenuto nel dicembre del 2008, in cui i boss affermano che a Tommaso Natale dopo l’arresto dei Lo Piccolo adesso “c’é l’architetto”, Liga ribatte: “Io non c’entro niente, ammesso che esista veramente un architetto e che non sia un soprannome”.

Liga sostiene infine nell’intervista di avere rapporti bipartisan con diversi rappresentanti istituzionali: “Sono cresciuto insieme al presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Mi chiama, ci parlo. Ho rapporti anche con le gerarchie ecclesiali, siciliane e nazionali. Dall’89 al ’97 sono stato segretario del Movimento Cristiano Lavoratori. Sono stato in contatto con Mattarella, il fratello di Piersanti. Leoluca Orlando e’ diventato sindaco per me e per altri due amici”. E alla domanda “Come ci si sente ad essere indicati come capimafia?”, risponde: “Non ci dormo la notte”.

Intanto il Movimento cristiano dei Lavoratori, a cui era a capo Liga, ha comunicato in una nota di aver “sospeso in via precauzionale l’architetto già dallo scorso 11 marzo, in seguito ad alcuni articoli di giornale che riferivano di un presunto coinvolgimento di Liga in fatti all’attenzione della magistratura”.

Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, preannuncia che si costituirà parte civile e dichiara: “Esprimo il mio sentito compiacimento ai magistrati e alla guardia di finanza che, a Palermo, lavorano all’indagine che ha portato all’arresto per associazione mafiosa dell’architetto Giuseppe Liga, conosciuto negli ambienti politici e istituzionali per la sua funzione di dirigente provinciale e regionale del Movimento cristiano lavoratori. La notizia di un suo coinvolgimento negli affari delle cosche che lo avrebbero portato a diventare addirittura il reggente di un mandamento mafioso, suscita un profondo sconcerto.” ed ancora “Un medico mio amico, undici anni fa, mi presento’ il presidente nazionale del Movimento cristiano lavoratori, senatore Carlo Costalli. E da quel momento ho intrattenuto con i rappresentanti nazionali, regionali e locali di Mcl un rapporto di collaborazione istituzionale, tanto che ho partecipato a numerose riunioni e iniziative pubbliche del movimento, a Catania, Palermo, Roma e Bruxelles.”.

Infine,  “Ancora una volta il lavoro encomiabile ed instancabile della magistratura e delle forze dell’ordine ha messo a segno un altro successo”, dichiarano in una nota congiunta Fabio Giambrone, commissario regionale siciliano dell’ Italia dei Valori, e Leoluca Orlando, portavoce nazionale del partito, commentando l’oeprazione che ha portato all’arresto di Liga.