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Titolo: “Il giudice che escluse gli azzurri tiene in ufficio il ritratto del Che

Nel corpo dell’articolo si parla di un servizio del TG3 sul giudice ed in riferimento alla frase che fa da titolo e che dovrebbe riassumere lo “scoop” si dice:

“Il servizio del Tg3 mostra il giudice, una distinta signora dal caschetto biondo, che s’infila la toga nel suo ufficio. Parte la voce della giornalista che racconta. Dopo pochi secondi, il servizio ha un’impennata di interesse. Il fermo immagine è nitido, nonostante l’oggetto particolare sia poggiato contro il muro, in un angolo, capovolto. Quest’oggetto è un ritratto in bianco e nero di Ernesto Che Guevara che fuma il suo sigaro, in una delle espressioni più affascinanti del suo repertorio iconografico. Non è specificato se la stanza mostrata sia quella personale del giudice, comunque il comandante è lì, nell’ufficio del Tribunale di Roma, pronto per essere portato via, spostato, o appeso. Incorniciato con cura, il guerrigliero argentino.”

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“Formigoni è ineleggibile” ora lo dice anche Pezzotta (Udc)

Sono tra le elezioni più contestate della storia repubblicana, queste regionali del 2010.

Elezioni per il rinnovo dei condigli regionali e dei governatori delle regioni, il cui esito finale è sempre più nelle mani del giudizio di una qualche corte, di un qualche tribunale, e sempre meno nelle mani degli elettori. E ciò si badi bene non tanto per invadenza dei giudici, quanto per un mix di incapacita, arroganza e/o assenza o rifiuto del rispetto di un minimo di regole condivise da parte della classe politica.

Il quadro è quello di un paese allo sbando e smarrito. Un paese in cui sembra che nessuno si interroghi, e meno che meno, tenti di dare risposte alle reali preoccupazioni dei suoi abitanti, che si riassumono in misura prevalente nella paura per la perdita del lavoro e nella preoccupazione di non trovarlo.

Tema quello del lavoro e dello sviluppo che resta ancora fuori dalla campagna elettorale, che vede tutte le forze in campo impegnate ad evitare ogni confronto sull’argomento e quando sollecitati a buttarla in rissa.

Così la questione, anche per il fururo, continuerà ad essere questa: “Savino Pezzotta ricorda: «Ricordiamo che Formigoni è ineleggibile, la legge vieta il terzo mandato consecutivo a suffragio diretto».” .

Ma anche l’altra questione,  se la lista del Pdl a Roma andava riammessa o meno, se era questionre di forma o di sostanza, di incapacità o di democrazia, ci accompagnerà per anni.

Caccia all’Atlantic Explorer che cerca il petrolio tra le Isole Egadi e Pantelleria

La Shell esplora i fondali per verificare la presenza di giacimenti petroliferi., cerca petrolio in un’area di 4.300 chilometri quadrati contigua alle Isole Egadi ed a Pantelleria ed interessata dall’istituzione di un Parco nazionale.

L’allarme arriva dal senatore del Pdl Antonio D’Alì. Il parlamentare nazionale e presidente della Commissione Ambiente del Senato, ha chiamato in causa il governo con una interrogazione diretta ai ministri Prestigiacomo (Ambiente), Frattini (Esteri) e Scajola (Sviluppo Economico). D’Alì chiede se hanno notizie della nave laboratorio “Atlantic Explorer” che lavora per nome e per conto della Shell.

Per il senatore ci sono rischi concreti perchà la già l’attività di ricerca può essere considerata “invasiva dei fondali e degli ambienti marini”. D’Alì non ha dubbi: “L’area individuata comprende superfici marine ad altissima concentrazione naturalistica e vi è compresa l’Area Marina protetta delle Isole Egadi, la più grande del Mediterraneo, nonchè una zona di cautela marina particolare quale dell’isola di Pantelleria. Le attività di esplorazione potrebbero dare seguito a tentativi di perforazione per l’attivazione di pozzi estrattivi sperimentali”.

Lo stesso D’Alì fa presente che ci si trova di fronte a due aree che sono interessate dall’istituzione di un Parco nazionale. Il senatore ha le idee chiare in proposito e chiede “l’immediata sospensione di tutte le attività che stanno suscitando vivissima preoccupazione nelle comunità locali.

D’Alì è ancora alla ricerca dell’autorizzazione che ha permesso alla Shell di avviare le ricerche con la nave laboratorio. La risposta è affidata ai tre ministri ma anche alla Regione siciliana.