Il TAR Lombardia concede la sospensiva alla lista Formigoni

Mentre si attendeva la sentenza, la protesta punteggiava le vie e le piazze della città.
Manifestazione contro l’approvazione del decreto interpretativo deciso per risolvere il caos liste in Lombardia e Lazio. Decine di persone si sono fermate di fronte alla Prefettura bloccando il traffico per far sentire le loro ragioni e ribadire la propria contrarietà al decreto.

Alla guida dei manifestanti, che sventolano bandiere di Rifondazione comunista, del Partito socialista europeo, del Cub e del popolo viola, c’era Vittorio Agnoletto, candidato presidente in Lombardia per la Federazione della Sinistra. Alcuni manifestanti, compreso lo stesso Agnoletto, si sono seduti a terra sulla strada di fronte alla prefettura incatenandosi simbolicamente e mostrando un volantino listato a lutto per “la morte della democrazia”.

I Radicali non se la bevono, faranno saltare il tavolo ?

Un comunicato stampa dei Radicali della lista Bonino-Pannella fa intuire che, dall’accordo tra soggetti che ci hanno messo la faccia (Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano) e tutti gli altri (ancora da individuare) che sono rimasti nell’ombra, loro come sempre sono fuori e hanno tutta l’intenzione di rimanerci, perchè per loro “Parigi non vale una messa”.

OCCORRE TENERE PRESENTE IL MONITO DI BENEDETTO CROCE: ESISTONO MOMENTI NELLA STORIA IN CUI È NECESSARIO CHE VI SIA PUR QUALCUNO PER IL QUALE PARIGI NON VALGA UNA MESSA

6 marzo 2010

Questa mattina, nel corso di una riunione fra gli esponenti e dirigenti dei vari soggetti radicali con Emma Bonino e Marco Pannella, è stato affrontato il dilemma delle scelte da assumere: se sia possibile tuttora continuare a giocare con i bari, in una situazione in cui lo Stato non riesce a rispondere ad esigenze che non siano di Regime.

Sì è quindi deciso di convocare una Assemblea nazionale dei Radicali per martedì prossimo, a Roma, in luogo da precisare, per discutere pubblicamente delle decisioni da assumere, convinti che nessuna scelta in questo momento debba essere data per scontata.

Occorre tenere presente il monito di Benedetto Croce: esistono momenti nella storia in cui è necessario che vi sia pur qualcuno per il quale Parigi non valga una messa.

Roma, 6 marzo 2010

*** – Update

E Berlusconi disse a Napolitano: scateno la piazza

di Marco Conti

ROMA (6 marzo) – «Non ho bisogno della tua firma». Duro, durissimo Silvio Berlusconi al Capo dello Stato è arrivato a prospettare non solo l’inutilità della sua firma sotto al decreto legge, ma anche l’uso della piazza per contestare «una decisione che priva del diritto di voto milioni di cittadini».

La tensione con Giorgio Napolitano della sera precedente è stato di una durezza tale che solo ieri mattina è stato – forse soltanto in parte – recuperato il rapporto tra i due grazie alla telefonata che ieri mattina Gianni Letta ha imposto al Cavaliere: «Chiama Napolitano altrimenti non ne usciamo». Il consiglio del sottosegretario e di qualche ministro è stato raccolto dal presidente del Consiglio solo nella tarda mattinata.

Ripristinato un clima di «confronto istituzionale», come ieri sostenevano alcuni deputati del Pdl, è ripresa una trattativa difficile e complicata dalla voglia del Cavaliere di ”mettere una pezza” anche sul pasticcio compiuto a Roma, mentre leghisti ed ex An mostravano qualche cautela in più nei confronti del presidente della Repubblica e si sarebbero accontentati di sanare le irregolarità milanesi.

Fini e Berlusconi però non ci stavano a veder sacrificato il Lazio per colpa di una baruffa interna al Pdl romano. Mentre il presidente della Camera si è però mantenuto in posizione defilata pur dando il suo via libera, il Cavaliere, sbollita l’ira nei confronti del partito, ha puntato diritto ad un provvedimento d’urgenza superando anche l’iniziale «niente decreto» che il ministro Maroni aveva pronunciato qualche giorno fa.

Proprio al ministro dell’Interno è toccato ieri il compito di scendere in sala stampa per spiegare il testo di un decreto che di fatto sana le irregolarità di Milano e permette al Pdl romano di presentarsi nuovamente negli uffici elettorali.

La trattativa con il Colle ha fatto slittare di oltre un’ora il consiglio dei ministri e il via-vai di bozze e note con i tecnici del Quirinale è andato avanti mentre il Cavaliere al telefono parlava ai partecipanti di una manifestazione elettorale. Trovata la quadra solo poco prima delle dieci di sera, è iniziato un consiglio dei ministri riunitosi a ranghi ridotti per le numerosissime assenze.

Intorno ad un tavolo oltre al presidente del Consiglio, i ministri Maroni, Calderoli, Meloni e La Russa. La discussione è stata breve anche perché la pattuglia dei ministri presenti aveva sperimentato nei giorni scorsi la furia del presidente del Consiglio. La stessa che la sera precedente il Cavaliere era riuscito a sbollire solo verso le due di mattina grazie alla compagnia di un gruppo di giovani che il presidente del Consiglio ha fatto salire a palazzo Grazioli per «una pizzetta».

Restano ora nel Pdl la preoccupazione per le conseguenze del braccio di ferro ingaggiato con Quirinale giovedì sera alla presenza dei ministri La Russa, Maroni, Calderoli e del sottosegretario Letta. «Per un momento ho temuto che venissimo sbattuti fuori – ha raccontato uno dei ministri presenti alla scena – i due non si sono nemmeno salutati».

Se per il ministro Gelmini «il decreto non è assolutamente un golpe», per Berlusconi rischiare di perdere un milione di voti e una regione era troppo pericoloso e in grado di compromettere anche la tenuta del governo. Il grazie che nella tarda serata di ieri il presidente del Consiglio tributa alle «istituzioni per la collaborazione» e non al Quirinale, la dice lunga sull’entità dello strappo.

da Il Messagero

*** Update

(AGI) – Genova, 6 marzo – “Lasciamo fuori il Presidente Napolitano. Non e’ il suo mestiere entrare nel merito dei decreti. Il governo ha la responsabilita’ di questo decreto. E’ a lui che bisogna rivolgersi”. Lo ha affermato Pier Luigi Bersani, a Genova per l’apertura dalla campagna elettorale del Pd intervenendo sulla polemica riguardo al decreto ‘salva liste’.

Il decreto è servito

DECRETO-LEGGE 5 marzo 2010, n. 29
Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione. (10G0052) (GU n. 54 del 6-3-2010 )

testo in vigore dal: 6-3-2010

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 17 febbraio 1968, n. 108;
Ritenuta la straordinaria necessita’ e urgenza di consentire il
corretto svolgimento delle consultazioni elettorali per il rinnovo
degli organi delle Regioni a statuto ordinario fissate per il 28 e 29
marzo 2010 tramite interpretazione autentica degli articoli 9 e 10
della legge 17 febbraio 1968, n. 108, e dell’articolo 21 del decreto
del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, assicurando
il favor electionis secondo i principi di cui agli articoli 1 e 48
della Costituzione;
Ritenuto che tale interpretazione autentica e’ finalizzata a
favorire la piu’ ampia corrispondenza delle norme alla volonta’ del
cittadino elettore, per rendere effettivo l’esercizio del diritto
politico di elettorato attivo e passivo, nel rispetto
costituzionalmente dovuto per il favore nei confronti della
espressione della volonta’ popolare;
Ravvisata l’esigenza di assicurare l’esercizio dei diritti di
elettorato attivo e passivo costituzionalmente tutelati a garanzia
dei fondamentali valori di coesione sociale, presupposto di un sereno
e pieno svolgimento delle competizioni elettorali;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 5 marzo 2010;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’interno;

Emana
il seguente decreto-legge:

Art. 1

Interpretazione autentica degli articoli 9 e 10 della legge 17
febbraio 1968, n. 108

1. Il primo comma dell’articolo 9 della legge 17 febbraio 1968, n.
108, si interpreta nel senso che il rispetto dei termini orari di
presentazione delle liste si considera assolto quando, entro gli
stessi, i delegati incaricati della presentazione delle liste, muniti
della prescritta documentazione, abbiano fatto ingresso nei locali
del Tribunale. La presenza entro il termine di legge nei locali del
Tribunale dei delegati puo’ essere provata con ogni mezzo idoneo.
2. Il terzo comma dell’articolo 9 della legge 17 febbraio 1968, n.
108, si interpreta nel senso che le firme si considerano valide anche
se l’autenticazione non risulti corredata da tutti gli elementi
richiesti dall’articolo 21, comma 2, ultima parte, del decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, purche’ tali
dati siano comunque desumibili in modo univoco da altri elementi
presenti nella documentazione prodotta. In particolare, la
regolarita’ della autenticazione delle firme non e’ comunque
inficiata dalla presenza di una irregolarita’ meramente formale quale
la mancanza o la non leggibilita’ del timbro della autorita’
autenticante, dell’indicazione del luogo di autenticazione, nonche’
dell’indicazione della qualificazione dell’autorita’ autenticante,
purche’ autorizzata.
3. Il quinto comma dell’articolo 10 della legge 17 febbraio 1968,
n. 108, si interpreta nel senso che le decisioni di ammissione di
liste di candidati o di singoli candidati da parte dell’Ufficio
centrale regionale sono definitive, non revocabili o modificabili
dallo stesso Ufficio. Contro le decisioni di ammissione puo’ essere
proposto esclusivamente ricorso al Giudice amministrativo soltanto da
chi vi abbia interesse. Contro le decisioni di eliminazione di liste
di candidati oppure di singoli candidati e’ ammesso ricorso all’
Ufficio centrale regionale, che puo’ essere presentato, entro
ventiquattro ore dalla comunicazione, soltanto dai delegati della
lista alla quale la decisione si riferisce. Avverso la decisione
dell’Ufficio centrale regionale e’ ammesso immediatamente ricorso al
Giudice amministrativo.
4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle
operazioni e ad ogni altra attivita’ relative alle elezioni
regionali, in corso alla data di entrata in vigore del presente
decreto. Per le medesime elezioni regionali i delegati che si siano
trovati nelle condizioni di cui al comma 1 possono effettuare la
presentazione delle liste dalle ore otto alle ore venti del primo
giorno non festivo successivo a quello di entrata in vigore del
presente decreto.

Elezioni Regionali 2010: manifesti e idee confuse (5)

Per la serie “manifesti e idee confuse” due video.

Durante la trasmissione “Un Giorno da Pecora” del 23 febbraio scorso l’On. Roberto Pierino Cota (Lega Nord), candidato alla Presidenza del Piemonte per il centrodestra, dimostra di aver bisogno di tornare sui banchi scuola… Non conosce né i confini, né la montagna più alta, della regione che si candida a governare.

Questa invece la registrazione originale dalla trasmissione “Un giorno da pecora” cui partecipava l’onorevole Cota

Sondaggio Euromedia Reserch su Piemonte, Liguria, Lazio e Puglia

Sondaggio Politico-Elettorale

VERSO LE REGIONALI

Pubblicato il 5/3/2010. Autore: Euromedia Research (Ghial Media Srl)

Committente/ Acquirente: Panorama. Diffuso e pubblicato da Panorama il giorno 5 marzo 2010 (pag. 82)

Criteri seguiti per la formazione del campione: Le interviste sono state effettuate su un campione stratificato per sesso, età e dislocazione territoriale dei residenti in 4 Regioni che andranno al voto alle prossime elezioni regionali (Piemonte, Liguria, Lazio, Puglia)

Metodo di raccolta delle informazioni: Interviste telefoniche – metodologia C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 1.000 casi per ciascuna regione; popolazione residente nelle 4 regioni (Piemonte, Liguria, Lazio, Puglia) di 18 anni e oltre, di entrambi i sessi appartenenti a qualsiasi condizione sociale, residenti in famiglie con il telefono (Fonte ISTAT – 2009)

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 01/03/2010 ed il 02/03/2010

QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni per eleggere il Presidente di Regione, Lei a quale dei seguenti candidati avrebbe dato la Sua preferenza? .

Risposta:

REGIONE PIEMONTE Roberto Cota (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 47.7% (MIN 44.6% – MAX 50.8%) Mercedes Bresso (PD+IDV+UDC+altri di centrosinistra): 48.8% (MIN 45.7% – MAX 51.9%) Altri: 3.5% (MIN 2.4% – MAX 4.6%) INDECISI: 21.0%

REGIONE LIGURIA Sandro Biasotti (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 48.6% (MIN 45.5% – MAX 51.7%) Claudio Burlando: (PD+IDV+UDC+altri di centrosinistra): 51.4% (MIN 48.3% – MAX 54.5%) INDECISI: 20.2%

REGIONE LAZIO Renata Polverini (PDL+UDC+altri di centrodestra): 48.5% (MIN 45.4% – MAX 51.6%) Emma Bonino: (PD+IDV+altri di centrosinistra): 49.2% (MIN 46.1% – MAX 52.3%) Altri: 2.3% (MIN 1.4% – MAX 3.2%) INDECISI: 23.3%

REGIONE PUGLIA Rocco Palese (PDL+altri di centrodestra): 44.0% (MIN 40.9% – MAX 47.1%) Nichi Vendola (PD+IDV+altri di centrosinistra): 46.4% (MIN 43.3% – MAX 49.5%) Adriana Poli Bortone (UDC+Io sud): 8.5% (MIN 6.8% – MAX 10.2%) Altri: 1.1% (MIN 0.5% – MAX 1.7%) INDECISI: 22.9%

Puglia Nichi Vendola in testa

Sondaggio Politico-Elettorale

Orientamenti di voto alle elezioni regionali in Puglia

Pubblicato il 4/3/2010. Autore: SWG

Committente/ Acquirente: La Fabrica di Nichi – pubblicato su Corriere del Mezzogiorno il 2 marzo 2010

Criteri seguiti per la formazione del campione: Campione casuale rappresentativo dell’universo di riferimento; campionamento stratificato per quote di genere, età e zona di residenza

Metodo di raccolta delle informazioni: Interviste CATI e CAWI

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 3000 interviste; universo di riferimento: maggiorenni residenti nella regione Puglia

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 19/02/2010 ed il 24/02/2010

QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Se dovesse votare oggi per eleggere il Presidente della regione, chi voterebbe più probabilmente tra:

Castellammare del Golfo: Consiglio Comunale lunedì 8 marzo

Il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo è stato convocato per il giorno Lunedi’ 08 Marzo , alle ore 18,30, presso i locali del Palazzo Municipale, Aula Consiliare, in seduta pubblica ordinaria, per la trattazione dei seguenti punti all’O.d.G.

1. Nomina scrutatori e lettura ed approvazione verbali seduta precedente
2. Comunicazioni del Presidente
3. Interpellanza del cons. Motisi prot. N.0002234 del 22/01/2010, avente per oggetto: chiarimenti in merito al trasloco dell’utc presso la sede del “plesso buccellato” e relativi atti deliberativi.
4. Interpellanza del cons. Paradiso Maurizio prot. n° 0006437 del 23/02/10 avente ad oggetto: Interpellanza sul viaggio del Vice-Sindaco alla B.I.T. di Milano.
5. Mozione di indirizzo dei cons. Bucca, Cusenza, Mattarella, Ciaravino, Blunda prot. N. 0005291 del 12/02/2010 in ordine agli avvisi di accertamento per l’anno 2004 relativi all’imposta comunale sugli immobili (ICI) per le aree fabbricabili
6. Mozione del cons. Motisi prot. N. 0006246 del 19/02/2010 avente per oggetto “istituzione tavolo tecnico zone ZPS
7. Proposta deliberativa n. 20 del 23/02/2010 avente per oggetto: Art. 36, comma 5 Norme tecniche di attuazione del P.R.G.:Interpretazione autentica.
8. Proposta deliberativa n. 19 del 18/02/2010 avente per oggetto: Integrazione vigente Regolamento I.C.I.
9. Proposta deliberativa n. 18 del 17/02/2010 avente per oggetto “approvazione Piano di Lottizzazione convenzionato in zona C.3-1 del nuovo PRG – c/da crociferi F. 57 part. 80 ecc. ecc.”