Se chi governa emana norme fuorilegge per favorire la sua parte politica

si può chiamare “golpe” ?

Il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, secondo quanto riferiscono fonti di maggioranza, ‘sanerebbe’ sia la situazione del Lazio sia la situazione della Lombardia.

Sembra che il cosidetto decreto interpretativo preveda all’art.1 che il diritto all’elettorato attivo e passivo sia preminente rispetto alle formalità.
All’art.2 che ci sono 24 ore di tempo, a partire dall’accettazione delle liste, per sanare le eventuali questioni di irregolarità formale.
Una norma transitoria sembra che stabilisca che – solo ed unicamente per quanto riguarda le elezioni regionali che si terranno in Lazio e Lombardia – lo start delle 24 ore sia da intendersi non dal momento di accettazione delle liste, ma da quello di attuazione del decreto.
Infine, all’art.3 si stabilisce che con ogni mezzo di prova si potrà dimostrare di essere stati presenti nell’ufficio competente al momento della chiusura della presentazione delle liste.

Insomma si tratterebbe proprio di un decreto “ad listam”.

Per il governo sarà comunque un percorso accidentato.

Una legge vieta espressamente una misura di questo tipo. E’ quella del 1988 sul potere normativo del governo.

L’articolo 15 secondo comma, della legge n.400 del 23 agosto stabilisce infatti che il governo non può provvedere nelle materie indicate nell’articolo 72, il quarto comma della Costituzione (materia costituzionale e elettorale), recita :”La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi”.”.

Diversi poi sono i poteri di intervento dello Stato nelle due regioni.

La modifica costituzionale del 2001 ha messo le Regioni sullo stesso piano dello Stato ed ha assegnato ad esse il potere di legiferare sulle elezioni regionali.
La legge costituzionale 22 novembre 1991, n. 1 e la legge 5 giugno 2003, 131 (art. 10, comma 2, lett.f.) dispongono che i comizi elettorali sono convocati dal Rappresentante dello Stato nella Regione (il Prefetto) fino a quando le Regioni non abbiano disposto diversamente.
La Lombardia NON lo ha fatto, quindi le elezioni sono state convocate dal Prefetto di Milano il 2 febbraio 2010.
La Regione Lazio, invece, con legge regionale n. 2 del 2005 ha provveduto a disciplinare le elezioni regionali, tanto è vero che le prossime elezioni del 28 marzo sono state convocate dal Presidente reggente della Regione Lazio il 26 gennaio 2010.

E infatti vi è già chi sostiene che: “Un decreto legge non può disciplinare nemmeno in via interpretativa il procedimento elettorale regionale perchè si tratta di materia di competenza esclusiva delle Regioni ai sensi del nuovo art. 117 della Costituzione”. Ad affermarlo è l’avvocato Gianluigi Pellegrino, legale del Movimento Difesa del Cittadino. “Si tratta – aggiunge il legale – di una ragione di manifesta incostituzionalità del decreto nella parte in cui pretende di incidere sul procedimento per le elezioni regionali in corso. Che la materia del procedimento elettorale per il rinnovo dei consigli regionali, sia di competenza esclusiva del legislatore regionale lo ha già detto la Corte costituzionale sin dal 2003 (sentenza n. 196)”.

Decreto interpretativo è il suo nome

E’ una controffensiva che parte dal “Decreto interpretativo” per arrivare al cuore del “potere rosso”.

Decreto interpretativo è il nome che si appresta a dare il Consiglio dei Ministri al provvedimento con il quale si tenterà di sanare le tre (si ai letto bene lettore, non due ma tre) situazioni problematiche per lo svolgimento di questa tornata elettorale regionale.
Il provvedimento conterrà misure atte a sanare la situazione determinatasi con l’estromissione della lista Pdl nel Lazio e con il listino di Formigoni in Lombardia, e con queste, l’interpretazione autentica, o sarebbe meglio dire riveduta e corretta, dell’articolo 2, comma 1, lett. f) della Legge 2 luglio 2004 n. 165.

In tal modo per il fatto stesso che nel provvedimento sia inserita l’interpretazione della legge sul terzo mandato il Pd sarà fatto entrare nella partita di coloro che sono nella condizione di avere necessità del provvedimento per salvaguardare i possedimenti dell’Emilia Romagna, in cui concorre per il terzo mandato consecutivo, Vasco Errani del Pd.

Dalla “non partecipazione” alla soluzione della questione liste in Lombardia e nel Lazio, il Pd verrebbe messo nelle consizioni di perdere, (anche temporaneamente), dopo Bologna la regione Emilia Romagna.

In poche parole un attacco al cuore del sistema.

Vuoi vedere che dietro questa cosa ci sarà il solito Calderoli ?

Castellammare del Golfo – Sequestrato l’impero del “cassiere” della mafia

L’imprenditore Saracino. raggiunto da provvedimento per 20milioni di beni, è in carcere dal 2004

Castellammare del Golfo (Tp), 05.03.2010 – Il “cassiere” della mafia castellammarese, ma anche il “ministro” dei Lavori Pubblici e delle “Finanze” delle cosche di Castellammare ed Alcamo. Questo secondo i giudici che lo hanno condannato in via definitiva è stato l’imprenditore Mariano Saracino, 63 anni, che adesso è stato raggiunto da un provvedimento di sequestro di beni per 20 milioni di euro. L’esecuzione è legata al pronunciamento del Tribunale delle misure di prevenzione di Trapani, a censire i beni e a provarne la provenienza illecita sono state le indagini della Dia (direzione investigativa antimafia) di Trapani, coordinate dalla Procura antimafia di Palermo. Saracino era stato raggiunto da due distinte richieste di sequestro, quella per l’appunto della sezione di Trapani della Dia e l’altra avanzata dal pool di magistrati della Dda di Palermo che fanno parte del dipartimento di criminalità economica coordinato dal procuratore aggiunto Roberto Scarpinato.

Il sequestro ha riguardato ditte individuali e società di capitali, appezzamenti di terreno, fabbricati, veicoli industriali, autovetture, denaro liquido posto su conti correnti. Cemento, edilizia, immobili, residenze estive, costituivano l’impero dell’imprenditore che è in carcere dal 2004, da quando è diventata definitiva la sua condanna a 10 anni per associazione mafiosa.I sigilli sono stati apposti al 30 per cento del capitale sociale non chè al complesso dei beni aziendali della Calcestruzzi Castellammare srl, di Castellammare del Golfo; al capitale sociale e al complesso dei beni delle società Scopello Costruzioni, Cosi e Del Ponte, tutte operanti nel settore delle costruzioni edili di Castellammare del Golfo; al 49 per cento della società Cereve snc, operante nel settore della revisione e riparazione di veicoli industriali; l’intero patrimonio della società Maxim’s Bar di Filippazzo G. & c. snc di Castellammare del Golfo (somministrazione alimentare); alle imprese intestate allo stesso Saracino e alla moglie Caterina Sottile operanti nei settori edile e agricolo; ad otto appartamenti, dieci unità immobiliari destinate ad attività commerciali ed uffici ubicati a Castellammare nonchèp a venti unità immobiliari destinati a magazzini e depositi di vario genere detenuti in diverse località del trapanese, ed ancora sei villini che si trovano nella zona residenziale di Scopello, 30 terreni molti con destinazione urbanistica edificabile tra Castellammare, Scopello e Guidaloca. Del sequestro fanno altresì parte fondi agricoli con fabbricati rurali sempre nel circondario castellammarese, venti veicoli e conti correnti presso diversi istituti di credito.

Il nome dell’imprenditore Mariano Saracino è legato a diverse indagini antimafia nel tempo condotte nel trapanese (in particolare Arca e Tempesta), finito con il trovarsi a capo di una cordata di imprenditori che dapprima con il sostegno e poi in rappresentanza di Cosa Nostra hanno dato nel tempo l’”assalto” ai lavori pubblici, ma anche garantito alla mafia una serie di copertura, a proposito di latitanze come quelle del calibro dell’ex capo mafia di San Giuseppe Jato Giovanni Brusca

di Rino Giacalone

da Liberainformazione.org

Update

“Nell’ambito dell’operazione condotta stamani, la Dia di Trapani ha sequestrato beni per oltre 20 milioni all’imprenditore di Castellammare del Golfo (Trapani), Mariano Saracino, già condannato per associazione mafiosa. Il provvedimento è stato eseguito su disposizione della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani che ha accolto la richiesta della Dda di Palermo e della stessa Dia. A Saracino sono stati sequestrati quote societarie, imprese individuali, 8 appartamenti, 10 unità immobiliari destinati ad attività commerciali, 20 unità immobiliari destinati a magazzini, 6 villini, 30 appezzamenti di terreno edificabile, 4 fondi agricoli, 20 autoveicoli e disponibilità finanziarie depositate nei diversi istituti di credito.

E’ un legame antico quello fra l’imprenditore di Castellammare del Golfo, Mariano Saracino, e Cosa nostra. Già nella seconda metà degli anni Ottanta Saracino sarebbe stato il punto di riferimento dell’allora reggente del mandamento mafioso Filippo Melodia, di cui avrebbe anche coperto la latitanza. Nell’aprile dell’89 Melodia viene assassinato. Il ruolo di comando passò successivamente nelle mani di Gioacchino Calabrò, Giuseppe Ferro e Antonino Melodia. I rapporti fra Saracino e i nuovi capi sarebbero stati costanti. L’imprenditore viene arrestato la prima volta nell’88 per falsa testimonianza e favoreggiamento nel processo sulla strage di Pizzolungo. Nel 2000 finisce di nuovo in carcere. Secondo l’accusa, aveva fornito rifugio ed assistenza a latitanti del calibro di Giovanni Brusca, Vincenzo Milazzo e Nicolò Scandariato. In immobili di sua proprietà si sarebbero svolti anche dei summit di mafia. Per queste vicende Saracino è stato condannato a due anni con sentenza definitiva. Nel 2001 la richiesta di sequestro preventivo del suo patrimonio viene respinta. Tre anni dopo l’imprenditore viene raggiunto da un terzo ordine di arresto per associazione mafiosa, estorsione e danneggiamenti. I magistrati gli contestano che, attraverso la società Calcestruzzi Castellammare srl e grazie all’intermediazione del boss Giuseppe Ferro, si sarebbe aggiudicato la fornitura del cemento necessario per la costruzione dello svincolo autostradale di Alcamo. Una vicenda per cui è stato condannato a dieci anni di carcere. “Oggi siamo riuciti a chiudere il cerchio investigativo – ha spiegato in conferenza stampa, il capitano della Dia di Trapani, Giuseppe Di Sclafani-. In passato le richieste di sequestro erano state respinte. Mancavano i riscontri necessari che abbiamo trovato con un lavoro lungo e difficile”.”

da Siciliainformazioni

Elezioni Regionali – Lazio e Puglia: sondaggio Crespi Ricerche, Emma Bonino e Nicki Vendola avanti

Lazio

Sondaggio Politico-Elettorale

Verso le elezioni regionali in Lazio – Pubblicato da Omniroma il 02/03/2010

Pubblicato il 4/3/2010. Autore: CRESPI RICERCHE

Committente/ Acquirente: Omniroma

Criteri seguiti per la formazione del campione: Sondaggio telefonico a livello regionale

Metodo di raccolta delle informazioni: Interviste telefoniche condotte con metodologia C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 1000 interviste

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 01/03/2010 ed il 02/03/2010

QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni per eleggere il Presidente della Regione Lazio, Lei per quale tra i seguenti candidati avrebbe votato. .. .

Risposta:
Renata Polverini 38,0%;
Emma Bonino 39,0%;
Altri 2,8%;
Indecisi 20,2%;

QUESITO n.2

Domanda : E per quale partito?…..

Risposta: PDL 16,5%; La Destra 4,9%; Lista Renata Polverini Presidente 14,3%; Altri Centrodestra 5,0%; PD 28,0%; IDV 6,5%; PRC+PDCI 3,0%; Sinistra Ecologia e Libertà 2,2%; Lista Pannella Bonino 5,5%; verdi 1,5%; Altri di Centrosinistra 1,5%; Altri 3,3%; Indecisi 33,4%

Puglia

Sondaggio Politico-Elettorale

Verso le elezioni regionali in PUGLIA Pubblicato il 26/02/2010 su Il Clandestino

Pubblicato il 4/3/2010. Autore: CRESPI RICERCHE

Committente/ Acquirente: Il Clandestino

Criteri seguiti per la formazione del campione: Sondaggio telefonico a livello regionale

Metodo di raccolta delle informazioni: Interviste telefoniche condotte con metodologia C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 800 interviste

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 22/02/2010 ed il 25/02/2010

QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni per eleggere il Presidente della Regione Puglia, Lei per quale tra i seguenti candidati avrebbe votato. .. ..

Risposta: Dati espressi in percentuale

Nichi Vendola 45,0;
Rocco Palese 43,0;
Adriana Poli Bortone 12,0;

Indecisi 18,5;

QUESITO n.2

Domanda : E per quale partito?……

Risposta: Dati espressi in percentuale Popolo della Libertà 38,5; La Destra 1,5; UDEUR 1,0; Altre di centrodestra 1,0; Partito Democratico 20,5; Italia dei Valori 8,5; PRC+PDCI 2,5; Sinistra Ecologia e Libertà 9,5; Lista Pannella-Bonino 1,0; Altri di centrosinistra 1,5; UDC 8,5; Io Sud 4,5; MPA 0,5; Altri 1,0; Indecisi 21,5;

Elezioni regionali in Calabria: sondaggio Crespi ricerche Scopelliti in testa

Sondaggio Politico-Elettorale

Verso le elezioni regionali in Calabria Pubblicato il 02_03_2010 su Il Clandestino

Pubblicato il 4/3/2010.  Autore: CRESPI RICERCHE

Committente/ Acquirente:  Il Clandestino

Criteri seguiti per la formazione del campione: Sondaggio telefonico a livello regionale

Metodo di raccolta delle informazioni: Interviste telefoniche condotte con metodologia C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 800 interviste

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 25/02/2010 ed il 01/03/2010

QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni per eleggere il Presidente della Regione Calabria, Lei per quale tra i seguenti candidati avrebbe votato?……

Risposta: Dati espressi in percentuale

Giuseppe Scopelliti 55,0;
Agazio Loiero 30,0;
Pippo Calippo 14,0;
Altri 1,0;
Indecisi 20,1

QUESITO n.2

Domanda : E per quale partito?……

Risposta: Dati espressi in percentuale

Popolo della Libertà 43,0;

La Destra 2,5;

UDC 10,0;

Altri di Centrodestra 0,6;

Partito Democratico 21,5;

Prc+Pdci 3,5;

Lista Pannella Bonino 1,0;

Sinistra Ecologia e Libertà 6,2;

Altri di centrosinistra 0,5;

Italia dei Valori 9,0;

Io resto in Calabria 1,5;

Altri 0,7;

Indecisi 32,0.