Elezioni regionali 2010 tutte le liste respinte in tutte le regioni

Non ci sono solo i casi più clamorosi, del Lazio e della Lombardia, ma pur se hanno fatto meno notizia, un po in tutte le regioni si hanno casi di liste e aspiranti governatori non ammessi alla competizione elettorale.

In Veneto due delle 16 liste depositate in tribunale per le regionali sono state respinte. Una per mancanza del numero di firme necessario, quella Bonino-Pannella (avrebbe sostenuto Giuseppe Bortolussi, centrosinistra) che ha presentato ricorso. A Venetie per l’Autogoverno, con candidato presidente Loris Palmerini, invece non è stato riconosciuto il diritto di non allegare firme alla lista, secondo la richiesta del movimento autonomista che si definisce «minoranza nazionale».

In Lombardia non è stata ammessa la lista Bonino-Pannella guidata da Marco Cappato, per mancanza del numero minimo di firme necessarie, ma a seguito del ricorso presentato da questi ultimi è stata esclusa la Lista per la Lombardia del governatore uscente Roberto Formigoni. I motivi per cui non è stata ammessa sono più d’uno, come si legge nel dispositivo firmato dal presidente dell’Ufficio centrale regionale Domenico Bonaretti e da Valter Colombo e Vincenzo Barbuto: mancanza del timbro tondo sui moduli (126 casi), mancanza data autenticità (121), mancanza luogo autenticità (229), mancanza qualifica autenticante (28). In tutto 514 sottoscrizioni non valide su un totale delle 3.935 presentate. Il numero di sottoscrittori è passato quindi a 3.421, inferiore al minimo di legge che è 3.500, mentre non è stata esclusa la lista di Filippo Penati, che era anchessa oggetto del ricorso dei radicali perche pur essendo state riscontrate delle irregolarità il totale delle firme “buone” era superiore al minimo consentito.
Sempre a Milano è stata ricusata lista “La Destra“” per la mancanza da parte di oltre 600 sottoscrittori del certificato elettorale in uno dei comuni della provincia di Milano.

In Piemonte annuncia ricorso contro liste omonime, Roberto Cota, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Piemonte. Si tratta di due liste, una chiamata Cota l’altra Pdl presentate a Torino.

In Emilia Romagna due delle 6 liste presentate in Corte d’Appello per il listino’ regionale sono state escluse. Si tratta della lista Bonino-Pannella, la cui esclusione era preannunciata anche da loro stessi per insufficienza di firme; e quella dei cosiddetti «Pcl», cioè «i lavoratori per il comunismo», sempre per mancanza di firme sufficienti.
Per quanto riguarda le liste provinciali presentate in Tribunale a Bologna, è stata esclusa solo quella Bonino-Pannella che ha presentato 463 firme, a fonte delle 1.750 richieste dalla normativa.

In Toscana, ricorsi di radicali e Forza nuova. Per quanto riguarda la lista Bonino-Panella la corte d’appello di Firenze dovrà verificare la presenza della lista in almeno 6 delle 10 province toscane, condizione necessaria per l’ammissione della candidatura a presidente della Regione. Per Forza Nuova, il tribunale di Firenze ha dato tempo fino a oggi per presentare documentazione integrativa necessaria all’ammissione della lista nella circoscrizione del capoluogo toscano. La corte d’appello a sua volta attende le valutazioni del tribunale di Firenze per verificare se la lista di Forza Nuova sia presente regolarmente in almeno 6 province toscane. Al momento, risultano validamente presentate 7 liste – Pd-Riformisti Toscani, Sinistra ecologia e libertà, Italia dei valori, Federazione della Sinistra, Pdl, Lega Nord, Udc – in tutte le province toscane.

Nelle Marche sono due le liste in bilico. È probabile una corsa a tre per la presidenza della Regione Marche, con il governatore uscente Gian Mario Spacca (Pd), sostenuto da un «centrosinistra riformista» (Pd-Udci-Idv più liste civiche e forze minori), Erminio Marinelli per il centrodestra, e Massimo Rossi (Sel e Prc-Pdci). Su cinque candidature presentate infatti due sono in bilico: si tratta del radicale Marco Perduca, lista Bonino Pannella, che ha presentato circa 900 firme in meno di quelle necessarie, e di Marco Gladi, del movimento di ultradestra Forza Nuova, nel suo caso ci sarebbe un numero consistente di firme raccolte prima della convocazione dei comizi elettorali. Dovrebbero essere complessivamente 13, le liste ammesse nelle circoscrizioni provinciali.

Anche in Umbria, esclusi radicali, saranno soltanto tre i candidati presidente della Regione Umbria per le prossime elezioni: Paola Binetti (Udc), Catiuscia Marini (Pd) e Fiammetta Modena (Pdl). L’ufficio centrale regionale della Corte d’appello, dopo un primo esame delle firme raccolte a sostegno delle liste regionali e della relativa documentazione, ha escluso Maria Antonietta Farina Coscioni (Radicali) e Luigino Ciotti (Sinistra Critica). Anche Forza Nuova, con Riccardo Donti candidato presidente, aveva presentato le firme ma non era stata ammessa perché la documentazione era incompleta.

Nel Lazio, escluse dalla commissione elettorale circoscrizionale di Viterbo due liste dalle elezioni provinciali. Sono quella della Federazione della Sinistra (Prc – Pdci) e di quella de La Destra. La lista della Federazione della Sinistra è stata esclusa perchè a corredo delle firme raccolte, oltre 1.400, in alcuni casi sono stati allegati i singoli certificati e in altre il certificato elettorale cumulativo rilasciato dai comuni di residenza degli firmatari.
E naturalmente esclusa la lista del Pdl, in quanto non presentata materialmente.

In Campania a Benevento, l’ufficio elettorale presso il tribunale ha eliminato due liste: «Radicali Pannella Bonino» e «Forza Nuova». In entrambi i casi le liste non avevano un numero sufficiente di sottoscrittori. A Forza Nuova era stato concesso anche la possibilità di integrare la documentazione entro mezzogiorno di ieri ma ciò non è avvenuto e ora il candidato governatore Michele Antonio Giliberti rischia l’esclusione. Perché Forza Nuova ha presentato le proprie liste solo in tre province, il minimo per competere. Ma entrambi i rappresentanti delle liste hanno presentato ricorso. A Caserta, invece, la commissione elettorale ha ricusato la lista «Campania Libera», la civica di Vincenzo De Luca. L’esclusione è stata motivata per carenza di indicazioni sul luogo della raccolta delle sottoscrizioni. I promotori della lista, tra cui Michele Colamonici, segretario provinciale della Cgil, hanno annunciato ricorso.

In Basilicata la lista “Io Sud” a sostegno del candidato Magdi Cristiano Allam e “Federazione della sinistra” a sostegno del centrosinistra Vito De Filippo, sono state escluse dalle elezioni regionali del 28 e 29 marzo dell’Ufficio circoscrizionale provinciale di Matera a causa di “irregolarità relative alla documentazione”. Anche la lista che avrebbe avuto Maurizio Bolognetti, candidato presidente alla Regione Basilicata per i Radicali, è stata esclusa, le firme raccolte risultavano insufficienti rispetto al numero necessario.

In Puglia, esclusa la lista Io Sud-Mpa a Foggia. L’esclusione sarebbe stata decisa per presunte irregolarità nel deposito delle firme a sostegno della lista.

In Calabria, l’Ufficio centrale elettorale della Corte d’appello di Catanzaro ha escluso la candidatura a presidente della Regione Calabria di Pino Siclari, del Partito Comunista dei lavoratori (Pcl). La decisione, secondo quanto riferito da Demetrio Cutrupi, uno dei candidati della lista esclusa insieme al proprio candidato presidente, è da mettere in relazione alla mancanza delle firme nella documentazione relativa alla presentazione della candidatura per la presidenza della Regione.

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13 thoughts on “Elezioni regionali 2010 tutte le liste respinte in tutte le regioni

  1. chi di firme ferisce …
    è sintomatico che il centro destra, responsabile della legge elettorale del parlamento più anticostituzionale della storia fatta per escludere tutti quelli che non fanno parte del potere protempore, scalpitino per essere stati esclusi in conformità alla legge da loro sostenuta che restringe il più possibile la possibilità di liberi cittadini di presentarsi/partecipare alle elezioni. l’ortolano

    • C’è una cultura, soprattutto a sinistra, che eleva la legge a verità. Abominio! La legge non è al di sopra di quell’interesse collettivo che chiamiamo democrazia, ovvero la capacità di un popolo di eleggere i propri rappresentanti. La legge è uno strumento per garantire questa come tante altre cose e non è affatto sacra ne veritiera. In questo caso i poco avveduti rappresentanti del PDL, non avendo quello zelo da burocrati caratteristico dei soldati della sinistra, non sono stati capaci di usare lo strumento di legge in modo corretto. Bene, anzi, molto male. E’evidente che se abbiamo un minimo di senso della democrazia intuiamo che quando la via legale fallisce, gli interessi degli elettori debbo essere tutelati attraverso la via politica, con un provvedimento ad ‘hoc che restituisca ai cittadini la lista che più li rappresenta (e qui sto parlando esclusivamente di numeri). Ammetto di credere che non sarebbe stato altrettanto importante riammettere alle consultazioni una lista come il PCL la quale avrebbe racimolato forse lo 0,5%. Atteggiamento antidemocratico? Niente affatto! Non confondiamo queste tre cose: Legge; Democrazia; Rilevanza Politica. Sono tutti e tre strumenti complementari per raggiungere il migliore compromesso, in questo caso, di rappresentatività popolare

  2. al sig DE MARCO – COME FA A SAPERE CHE E’ LA LISTA CHE PIU’ LI RAPPRESENTA SE ANCORA NON SONO STATE FATTE LE
    ELEZIONI? ALTRA COSA: LA VIA LEGALE NON PUO’ FALLIRE
    POICHE’ SONO L’ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA

  3. in alcuni scioperi davanti alle fabbriche si formano dei picchetti per impedire a chi invece vorrebbe lavorare di farlo la stessa cosa è stata utilizzata per le liste del pdl nel lazio. un conto è non avere i requisiti o non essere presenti un’altra cosa è essere fisicamente impediti.ma il fatto più grave è che la sinistra e i radicali hanno presentato dei contro ricorsi per contrastare i ricorsi leggittimi del pdl che giustamente voleva essere riammesso. la sinistra in tutto il mondo non è mai andata al potere democraticamente oggi in italia ne vediamo un esempio tipico: correre da soli per vincere sicuro . è questa la democrazia che ci propone la sinistra

    • La destra invece offre uno spettacolare rispetto della democrazia cercando con tutti i mezzi possibili di impedire ai suoi oppositori di comunicare ai cittadini le cose che non vanno (bene) o vanno decisamente male.
      E’ di questi giorni la scoperta (casuale) di trame per zittire i programmi che vanno oltre i proclami (siamo bravi, va tutto bene) per raccogliere gli elementi di dissenso sul campo.
      D’altra parte qualche anno fa’ abbiamo già avuto l’editto bulgaro che perseguendo gli stessi obiettivi li ha raggiunti. L’informazione addomesticata e i “telefoni bianchi” l’Italia li ha già (purtroppo) conosciuti.
      Le regole si rispettano e se si sbaglia lo si ammette, se chi comanda non rispetta le regole (in qualunque attività) va a finire che le regole non le rispetta più nessuno ed a quel punto si finisce male. Sulle facciate dei nostri tribunali la presenza della scritta “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI” non è frutto di un momento di fantasia per qualche legislatore ma viene da una profonda presa di coscienza del fatto che uno dei sentimenti più avvertiti da tutti i cittadini è la sete di giustizia.

    • Siccome il mondo è bello perché é vario penso che sia giusto che Lei sappia che c’è anche qualcun altro che ha dei concetti di rispetto della democrazia diversi dai suoi.
      Io ad esempio trovo insultante il fatto che chi governa e cerca il consenso per rinforzare la sua preminenza fa tutto quello che può per impedire che qualcuno dica agli italiani che anche, se chi governa si dice quotidianamente che è bravo, che nessuno è meglio di lui, che nella soluzione dei problemi nessuno ha mai fatto meglio di lui, le cose non vanno in realtà bene come dichiarato.
      E’ notizia fresca che si stia cercando con ogni mezzo di far scomparire i programmi che fanno servizi in mezzo alla gente rilevando le cose che non vanno molto bene (o vanno decisamente male).
      Qualche anno fa c’è già stato un “editto bulgaro” che ha di fatto cancellato qualunque informazione non allineata con il “tutto va ben madama la marchesa” governativo. La tacitazione degli incontri politici televisivi ha di fatto impedito che ci fossero delle opposizioni critiche verso l’operato del governo, d’altra parte si chiamano opposizioni proprio perché si “oppongono” alle scelte governative proponendo alternative. Qualche decennio fa i”telefoni bianchi” e la mancanza coatta di opposizione ci ha creato qualche problema (si chiamava fascismo e i libri di storia lo tramandano, almeno fino ad ora, come un sistema dittatoriale).
      Io credo che in tema di giustizia valga quanto scritto sulle facciate dei nostri tribunali “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI”; dove “chi comanda” non osserva le regole si crea nel tempo un ambiente (in questo caso l’Italia) dove le regole non le rispetta più nessuno, e questo genera indubbiamente qualche problema.
      Chi vuole governare e farsi rieleggere “FACILE” facendo scomparire i suoi oppositori non ha ben chiare le differenze fra un sistema democratico ed un sistema totalitario.

  4. La frase ” La legge è uguale per tutti”, non significa proprio niente per voi?

    Nelle democrazie, da quella di Atene ai giorni nostri le leggi sono state e tuttora vengono scritte perchè non ci si possa impunemente comportare in modo contrario ad esse.

    Se per presentarsi ad un concorao occorre tassativamnte presentare la documentazione necessaria entro un termine stabilito, e tutti i cittadini debbono osservare tale comportamnento, perchè se un partito è così disorganizzato da non essre in grado di fare ciò cheè richiesto dalle leggi, deve essere ammesso ugualmente?

    Certo che avete una bella idea distorta della democrazia:” le leggi che non vanno bene per il vostro partito o il vostro capo possono essere totalmente cambiate anche se ci sono già le elezioni indette”!!!

  5. I radicali e FN sono stati esclusi quasi ovunque, eppure i presunti fascisti si sono dimostrati molto più democratici dei piagnoni pdlini, che senza nessuna vergogna calpestano le leggi, e poi invocano la corte marziale per extracomunitari, disoccupati e studenti.

  6. Il principio per cui ogni Stato del mondo deve sottostare all’osservanza delle leggi e per farle rispettare ci sono i tutori dell’ordine gli avvocati, la magistratura, i tribunali e tutto un ambaradam di istituzioni e persone, serve solo per essere tutti uguali di fronte allo Stato per non creare cittadini di serie A e di serie B. In qualunque Nazione civile e democratica si vada non ci sono persone che tollerano che gli vengano impedite delle cose che invece sono consentite ad altri, verrebbe meno l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Queste non sono cose che si devono ripetere, lo sanno anche i bambini perché sono le prime cose che ci insegnano a scuola. E mi sembra strano che a distanza di tempo c’è bisogno di ripeterle come se non fossero cose risapute, scontate e consumate. A volte mi chiedo, ma lo fate a posta a far vedere che venite da un altro mondo? perché secondo me ci marciate. Vedete di smetterla perché come dicono i partenopei,
    “ Accà nisciun è fesso” ci siamo capiti????????????

  7. Ciò che ho scritto in presedenza, voglio spiegarlo perché c’è chi non capisce il dialetto partenopeo. Significa che le persone che notano questi comportamenti anomali e non replicano non vuole dire che siano ingenue e non si accorgono che si sta consumando una “furbata” ai danniu di altri che rispettano le regole. Ora è tutto chiaro???

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