Incapaci (2). La selezione al peggio della classe dirigente nel Pdl comincia a dare cospicui frutti

per gli avversari.

Dopo il caso Lazio è caos liste pure in Lombardia. La lista del presidente, “Lombardia per Formigoni” esclusa per la irregolarità di 514 firme.

Dice Pippo Civati: “Allo stato attuale, Formigoni è fuori, perché la lista in questione è proprio il listino del presidente (e dell’igienista dentale, per capirci). Proprio quel listino sul quale il Pdl ha discusso fino alle ultime ore. L’avevo detto io che un giorno e mezzo per raccoglierle era molto poco…“.

Mi spiego: Formigoni, allo stato attuale, non si può presentare alle elezioni. Poi faranno ricorsi, leggine, de-cretini e altro ancora, ma per ora, Formigoni è escluso dalla competizione elettorale. Questo perché Formigoni è il «primo della lista» (del cosiddetto «listino»). Decadono lui e il listino, perché non hanno firme a sufficienza, e, di conseguenza, tutte le liste collegate. Cioè, tutti. Effetto domino, tipo.

Cose che accadono quando non hai più rispetto per le regole, ti senti al di sopra di tutto, invincibile e insindacabile, ma sei solo un poveraccio.

Mancanza del timbro tondo sui moduli, per 136 firme, mancanza data dell’autentica, per 121, mancanza luogo dell’autentica, per 229, e mancanza qualifica autenticante, per altre 28, queste le anomalie riscontrate dalla Corte d’appello in 514 delle 3.935 firme presentate per la lista “Per la Lombardia” di Roberto Formigoni. Quest quanto si legge nel provvedimento con cui la lista è stata dichiarata non ammissibile dall’Ufficio centrale regionale accogliendo il ricorso presentato dalla lista Bonino-Pannella.

Rimangono fuori, (per ora, qui la lista è stata comunque presentata, ed esistono margini per le interpretazioni),l’igienista dentale ed il geometra di Arcore.

Dopo il pomodoro con più fan di Berlusconi su Facebook, sembra che l’azione combinata di un panino e della placca dentale abbiano messo ko il Pdl.

E’ tutto così irreale.

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Sondaggio Euromedia Reserch sulle elezioni regionali, tutte le regioni

Sondaggio Politico-Elettorale

VERSO LE REGIONALI

Pubblicato il 1/3/2010. Autore: Euromedia Research (Ghial Media Srl)

Committente/ Acquirente: Panorama. Diffuso e pubblicato da Panorama il giorno 26 febbraio 2010 (pag. 74)

Criteri seguiti per la formazione del campione: Le interviste sono state effettuate su un campione stratificato per sesso, età e dislocazione territoriale dei residenti nelle 13 Regioni che andranno al voto alle prossime elezioni regionali (MARZO 2010)

Metodo di raccolta delle informazioni: Interviste telefoniche – metodologia C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 1.000 casi per ciascuna regione; popolazione residente nelle 13 regioni di 18 anni e oltre, di entrambi i sessi appartenenti a qualsiasi condizione sociale, residenti in famiglie con il telefono (Fonte ISTAT – 2009)

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 17/02/2010 ed il 23/02/2010

QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni per eleggere il Presidente di Regione, Lei a quale dei seguenti candidati avrebbe dato la Sua preferenza? (liste e candidati ad oggi)..

Risposte:

REGIONE LOMBARDIA Roberto Formigoni (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 55.7% (MIN 52.6% – MAX 58.8%) Filippo Penati (PD+IDV+altri di centrosinistra): 34.1% (MIN 31.2% – MAX 37.0%) Savino Pezzotta (UDC): 4.8% (MIN 3.5% – MAX 6.1%) Altri: 5.4% (MIN 4.0% – MAX 6.8%) INDECISI: 16.4%

REGIONE PIEMONTE I CANDIDATI: Roberto Cota (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 47.1% (MIN 44.0% – MAX 50.2%) Mercedes Bresso (PD+IDV+UDC+altri di centrosinistra): 49.6% (MIN 46.5% – MAX 52.7%) Altri: 3.3% (MIN 2.2% – MAX 4.4%) INDECISI: 23.3% I PARTITI: PDL+Lega Nord+altri di centrodestra: 49.5% (MIN 46.4% – MAX 52.6%) PD+IDV+UDC+altri di centrosinistra: 47.3% (MIN 44.2% – MAX 50.4%) Altri: 3.2% (MIN 2.1% – MAX 4.3%)

REGIONE LIGURIA Sandro Biasotti (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 48.2% (MIN 45.1% – MAX 51.3%) Claudio Burlando: (PD+IDV+UDC+altri di centrosinistra): 49.4% (MIN 46.3% – MAX 52.5%) Altri: 2.4% (MIN 1.5% – MAX 3.3%) INDECISI: 23.5%

REGIONE VENETO Luca Zaia (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 56.0% (MIN 52.9% – MAX 59.1%) Giuseppe Bortolussi: (PD+IDV+altri di centrosinistra): 36.5% (MIN 33.5% – MAX 39.5%) Antonio De Poli: (UDC): 6.0% (MIN 4.5% – MAX 7.5%) Altri: 1.5% (MIN 0.7% – MAX 2.3%) INDECISI: 19.4%

REGIONE EMILIA ROMAGNA Anna Maria Bernini (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 37.5% (MIN 34.5% – MAX 40.5%) Vasco Errani: (PD+IDV+altri di centrosinistra): 54.3% (MIN 51.2% – MAX 57.4%) Gianluca Galletti: (UDC): 4.5% (MIN 3.2% – MAX 5.8%) Altri: 3.7% (MIN 2.5% – MAX 4.9%) INDECISI: 15.1%

REGIONE TOSCANA Monica Faenzi (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 37.9% (MIN 34.9% – MAX 40.9%) Enrico Rossi: (PD+IDV+altri di centrosinistra): 55.3% (MIN 52.2% – MAX 58.4%) Francesco Bosi: (UDC): 4.3% (MIN 3.0% – MAX 5.6%) Altri: 2.5% (MIN 1.5% – MAX 3.5%) INDECISI: 15.8%

REGIONE UMBRIA Fiammetta Modena: (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 38.7% (MIN 35.7% – MAX 41.7%) Catiuscia Marini: (PD+IDV+altri di centrosinistra): 52.1% (MIN 49.0% – MAX 55.2%) Paola Binetti: (UDC): 4.8% (MIN 3.5% – MAX 6.1%) Altri: 4.4% (MIN 3.1% – MAX 5.7%) INDECISI: 18.9%

REGIONE MARCHE Erminio Marinelli (PDL+Lega Nord+altri di centrodestra): 42.5% (MIN 39.4% – MAX 45.6%) Gian Mario Spacca (PD+IDV+UDC+altri di centrosinistra): 48.5% (MIN 45.4% – MAX 51.6%) Massimo Rossi (Federazione della sinistra+Sinistra Ecologia Libertà): 5.5% (MIN 4.1% – MAX 6.9%) Altri: 3.5% (MIN 2.4% – MAX 4.6%) INDECISI: 21.2%

REGIONE LAZIO Renata Polverini (PDL+UDC+altri di centrodestra): 49.1% (MIN 46.0% – MAX 52.2%) Emma Bonino: (PD+IDV+altri di centrosinistra): 47.1% (MIN 44.0% – MAX 50.2%) Altri: 3.8% (MIN 2.6% – MAX 5.0%) INDECISI: 25.3%

REGIONE PUGLIA Rocco Palese (PDL+altri di centrodestra): 43.1% (MIN 40.0% – MAX 46.2%) Nichi Vendola (PD+IDV+altri di centrosinistra): 46.1% (MIN 43.0% – MAX 49.2%) Adriana Poli Bortone (UDC+Io sud): 10.0% (MIN 8.1% – MAX 11.9%) Altri: 0.8% (MIN 0.2% – MAX 1.4%) INDECISI: 24.2%

REGIONE BASILICATA Nicola Pagliuca (PDL+altri di centrodestra): 38.9% (MIN 35.9% – MAX 41.9%) Vito De Filippo (PD+IDV+UDC+altri di centrosinistra): 52.5% (MIN 49.4% – MAX 55.6%) Altri: 8.6% (MIN 6.9% – MAX 10.3%) INDECISI: 23.0%

REGIONE CALABRIA Giuseppe Scopelliti (PDL+UDC+altri di centrodestra): 47.4% (MIN 44.3% – MAX 50.5%) Agazio Loiero (PD+altri di centrosinistra): 38.3% (MIN 35.3% – MAX 41.3%) Pippo Callipo (IDV+Radicali Lista Bonino Pannella+altri): 13.4% (MIN 11.3% – MAX 15.5%) Altri: 0.9% (MIN 0.3% – MAX 1.5%) INDECISI: 25.9%

REGIONE CAMPANIA Stefano Caldoro (PDL+UDC+altri di centrodestra): 49.1% (MIN 46.0% – MAX 52.2%) Vincenzo De Luca (PD+IDV+altri di centrosinistra): 46.6% (MIN 43.5% – MAX 49.7%) Paolo Ferrero (Federazione della sinistra): 2.5% (MIN 1.5% – MAX 3.5%) Altri: 1.8% (MIN 1.0% – MAX 2.6%) INDECISI: 26.0%

Il Panino della libertà

Il Panino della Libertà

Sabato scorso al Tribunale di Roma, da cinquanta minuti è scaduto il termine per la presentazioni delle liste. In piena contestazione per il ritardo con cui Alfredo Milioni tenta di consegnare la documentazione, ed incalzato dalle domande, dice che è uscito una prima volta per prendere i lucidi dei simboli che aveva dimenticato, e poi una seconda volta portando con sé le accettazioni:  “Ne ho approfittato per mangiare qualcosa e sono tornato in tutta tranquillità”.
Resta il fatto che, dopo mezzogiorno, né lui né l’altro delegato erano in tribunale e che la lista e la documentazione nessuno l’ha consegnata all’ufficio preposto al ricevimento in tempo utile.

Alfredo Milioni, cinquantenne presidente del XIX municipio di Roma, è il delegato che sabato mattina ha ritardato la consegna della lista, provocandone l’esclusione. Non è la prima volta che Milioni – ormai soprannominato “il recidivo” – finisce al centro di un giallo legato alla sparizione di documentazione elettorale. Già nel 2006, alla vigilia del deposito delle firme per le comunali, Milioni sparì per una notte intera con tutto il faldone relativo. Una ritorsione: lui voleva essere candidato alla presidenza del suo municipio, ma l’allora Forza Italia gli preferì Ettore Rubino, un ex democristiano legato al senatore Cesare Cursi. Staccò il telefono di casa e il cellulare, nessuno sapeva che fine avesse fatto. I militanti azzurri furono costretti a restare in giro fino all’alba per raccogliere nuove firme. Poi, non si sa bene se per un sussulto di coscienza, il mattino dopo ricomparve e tutto tornò a posto. Come non è accaduto l’altro ieri.

Quando – si sussurra nei corridoi del Pdl – lui si era allontanato dall’ufficio elettorale non già “per mangiare qualcosa” portando via con sé l’accettazione delle candidature “per non farmela fregà'”, bensì perché voleva cancellare in extremis uno dei candidati, Samuele Piccolo, per inserire un nome più gradito.

Oggi dice “La Repubblica“: “È fatto così Milioni. Distaccato per anni nell’ufficio del deputato ed ex assessore forzista della giunta Storace Giorgio Simeoni (raggiunto nel 2006 da una richiesta di arresto per gli scandali nella sanità laziale), ha sempre goduto di coperture eccellenti. Di cui si vanta spesso. Rafforzando il suo senso di impunità.

Da presidente del municipio si è lasciato spesso andare in escandescenze e insulti. Memorabile la scenata del settembre 2008 in consiglio: “Siete degli stronzi, andatevene aff…”, urlò contro il Pd abbandonando l’aula. Per sfidarlo, volle passare dietro i banchi dell’opposizione, anziché della maggioranza. Il consigliere Lazzara però non si mosse. E lui tentò di montargli sopra.”

Per il momento la lista Pdl è fuori dai 121 comuni della provincia, uno dei collegi più importanti d’Italia, con 4 milioni di abitanti, 1.135 sezioni elettorali ed un peso sul totale della regione pari a due terzi.

E fuori dei giochi sarebbero 41 nomi di candidati presenti nella lista. Tra questi tutti i consiglieri regionali uscenti come Luigi Celori, Francesco Lollobrigida e Bruno Prestagiovanni, Donato Robilotta, e tra le new entry Luca Malcotti; il sindaco di Marino Adriano Palozzi, il marito dell’assessore capitolino Laura Marsilio, Pier Paolo Terranova, Pino Cangemi del Cda dell’Ama. Tutti esponenti importanti del Pdl locale.

Quanto peserebbe per la Polverini questa esclusione ?

Tanto, ma tanto !

Regionali Lazio, assicurare il diritto di voto ? Ma chi lo nega ?

Negli ambienti del Pdl romano la parola d’ordine è ora “diritto di voto”. Così il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl Ignazio La Russa a proposito dell’esclusione della lista del Pdl a Roma per le regionali del Lazio afferma: “C’è stata leggerezza, una grande leggerezza. Ma su questo andremo a fondo dopo. Ora l’importante è l’ammissione della lista, adesso dobbiamo impegnarci per assicurare ai cittadini il diritto di voto e chiarire le contingenze che hanno portato a questo presunto ritardo. Ma certo le liste non si presentano all’ultimo minuto. In Alleanza nazionale io, a Milano, le liste le ho sempre presentate il venerdì sera e non il sabato mattina”.

Per parte sua il sindaco di Roma Alemanno ha scritto al presidente Napolitano “per chiedere che si riconosca a tutti i cittadini di Roma il diritto di voto”.

Ma è questo il problema ?