Se la giustizia si pensa debba essere elastica …

ma tanto, tanto elastica, allora ha ragione Renata Polverini, candidata per il centrodestra alla presidenza della regione Lazio, la quale sul suo Blog scrive un post dal titolo “Non cancelleranno la Democrazia“:

Cari amici, come certamente molti di voi sapranno stiamo subendo una grave ingiustizia. C’è il rischio reale che il Pdl, principale partito del Paese, non possa partecipare alle prossime elezioni regionali del Lazio. Questo perché nel momento della presentazione formale delle liste è stato fisicamente impedito ai nostri delegati di ultimare la consegna del materiale necessario. Si tratta di un episodio di incredibile gravità, assolutamente estraneo alle regole democratiche e al confronto politico.
Inutile dire che io non mi tiro indietro. Oggi più che mai sono convinta che c’è bisogno di un profondo cambiamento nella nostra regione. Siamo forti delle nostre idee e dei nostri convincimenti. Chi pensa di fermarci in questo modo vuole, infatti, solo cancellare la Democrazia facendo ricorso alla forza fisica e ai legacci della burocrazia esasperata.
Sono certa che i cittadini del Lazio vogliono voltare pagina e cancellare la cattiva amministrazione, le prepotenze e le ingiustizie che troppo spesso sono costretti a subire. Sono scesa in campo per cambiare le cose. E so di potercela fare con il sostegno di tutti voi.
Da oggi pomeriggio alle cinque dal mio gazebo di piazza del Popolo inizieremo a distribuire gomme da cancellare, perché saremo noi a cancellare quello che non funziona in questa regione, e non il contrario.”

In pratica la Polverini sta tentando di trasformare l’errore della propria parte, cosa di cui si rendono ben conto quanti pur schierati politicamente con il centrodestra, non indulgono nel dare del “idioti” agli incaricati della presentazione della lista, in un “complotto antidemocratico“, o tuttal più in un errore formale da sanare in nome del peso della forza politica che rimarrebbe fuori dalla competizione.

I commenti, tralasciando quelli degli “infiltrati” (gli avversari politici), rispecchiano tali divisioni e se Giuseppe Ferrara scrive, “Cara Renata non diamo la colpa a chi ha impedito di presentare la lista pdl a Roma, queste sono solo scuse infantili, questi sono una massa di incapaci, non bisognava aspettare l’ultimo minuto per la presentazione della lista, vuoi sapere la verità questo puzza di tradimento da parte di una parte della pdl e sappiamo tutto quello che è stato scritto e detto sul giornale del presidente del consiglio contro la tua candidatura” , e Daniele “Mi sei simpatica, ero intenzionato a votarti. Ma oggi mi chiedo: quelli che stanno dietro di te che non sono capaci nemmeno di presentare la lista PDL in tempo utile, come fanno a governare questa Regione? Roba da matti, troppi incapaci e a questo punto, devo dire, invotabili. Ciao..” e Serena scrive “E’ un’ottima candidata ma dovrebbe fare, prima di tutto, pulizia all’interno del suo schieramento. Gente solo in grado di mangiarsi un panino, pensando che il popolo possa sempre aspettare i loro comodi“,  a manifestare insofferenza e più o meno consapevole volontà di non rispetto per le regole ci pensa Stefano L. che scrive, “BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA…non ci rubate i votiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii e il nostro dirittooooooooooooooooooooo…Voglio essere libero di votare chi mi rappresenta…basta tutta questa burocrazia in Italia…Renata non ti lasceremo sola in questo momento di antidemocrazia“, Mario che scrive “Restituiamo ai cittadini i loro diritti…ridateci il diritto di votare a chi ci rappresenta! Tutti in piazza a cancellare queste ingiustizie…voglio solo che mi rappresenti chi è più in grado di farlo…e la Polverini è l’unica, oggi come oggi…sa cosa vuol dire lottare per i diritti di noi cittadini…siamo con te Renata“, e Nicola Formenti scrive “credo che se non verrà data ai cittadini di Roma la possibilità di esprimere liberamente il proprio voto per il PdL dovrà essere messa in atto una azione di resistenza tale da indurre chi di dovere a riammettere immediatamente il Pdl alla libera competizione elettorale…saremmo in presenza di un colpo di stato , un atto di viltà e di assenza di democrazia..dobbiamo difendere la LIBERTA’”.

Resta il fatto che la lista non è stata presentata nei termini e non ammetterla, non è un atto antidemocratico, ma un atto di elementare giustizia.

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