Non sono matti, hanno solo riscoperto il nazismo

e non lo sanno !

Santite questa, a Goito in provincia di Mantova, nella già civilissima Lombardia, nell’anno di grazia 2010, grazie all’approvazione dell’articolo 1 del regolamento per l’iscrizione all’asilo comunale da oggi in poi sarà requisito indispensabile per i bambini la provenienza da famiglie che accettanol’ispirazione cristiana della vita“.

Il regolamento è stato approvato a maggoranza dal consiglio comunale di Goito fra le proteste dell’opposizione.
Il sindaco Anita Marchetti motiva tale decisione con l’argomento che “pur essendo l’asilo pubblico, da sempre viene gestito secondo criteri che si ispirano al cristianesimo“.

Al sindaco ed alla sua maggioranza (Udc,Pdl e Lega Nord) non passa neanche per l’anticamera del cervello che la costituzione della repubblica italiana prevede espressamente all’articolo 3 comma 1 che: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”.

Pertanto può ben dirsi che con l’approvazione di tale regolamento gli amministratori di Goito da un lato si sono posti consapevolmente e con determinazione al di fuori della costituzione italiana e dall’altro al di fuori dei principi e valori cristiani.
Ma si sà, si tratta di gente che si sente più vicina culturalmente a Goebbels che ad Einaudi o a Papa Giovanni XXIII.

Formigoni ed Errani go home … ma non per tutti

Dopo l’iniziativa di cui ho riferito qui sulla ineleggibilità per la terza volta consecutiva di Roberto Formigoni e Vasco Errani, alla presidenza della Lombardia il primo e dell’Emilia Romagna il secondo, si cominciano registrare le prime reazioni.

Tra i primi a dichiarare il candidato del Pd per la presidenza della regione Lombardia, lo sfidante ‘ex presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, il quale in linea del tutto teorica dovrebbe essere anche il primo ad assumersi la responsabilità della tutela della legalità nel rinnovo degli organi democratici della regione.

Sull’iniziativa dei sei esponenti del Pd Filippo Penati dice:

Non sono stato preventivamente informato dell’esposto presentato oggi. Per quanto mi riguarda non condivido il merito dell’iniziativa. Ho chiesto personalmente diversi pareri giuridici e, pur non avendo ottenuto un parere unanime, la stragrande maggioranza delle persone consultate si è espressa per la legittimità della candidatura di Roberto Formigoni”.

Giustamente Luca Sofri di fronte a queste parole pone alcuni interrogativi:

Come sarà fatta una “stragrande maggioranza di persone consultate”? Per essere così stragrande dovranno essere almeno sei, sette, no? Quindi ne ha consultate una decina? E chi sono? Il giurista e candidato del PD Angiolini, che ha dato parere contrario alla candidabilità di Formigoni? O il presidente Onida? O il costituzionalista Ainis?
E quanto è rilevante che Penati non sia stato “preventivamente informato”? E quanto è rilevante che Penati sia oggi uno dei massimi dirigenti del PD, che presenta in Emilia un candidato nelle stesse condizioni di Formigoni?”

Sul blog di Pippo Civati invece, dove di solito i commenti sono controversi e polemici, per una volta i commenti sono unanimi.
Valga per tutti a descrivere il clima il commento di Francesco Rocchi:

“In casi come questo non ce “noi” o “loro”, i “nostri” o i “vostri”.
Se l’appartenenza di partito si mette davanti alla legalità, è finita, ritorneremmo (se ne fossimo mai usciti) sempre allo stesso marasma.
Forse può essere amaro vedere che chi non rispetta le leggi se la gode di più di chi vi si attiene. Ma se si vuole stabilire il punto, marcare una differenza, se si vuole un paese migliore e funzionante, la legge va rispettata, punto.
Altrimenti come distinguiamo i “nostri” dai “loro”?

Infine per comprendere quanto le posizioni alla Penati registrano consenso si segnala che gli ultimi sondaggi danno Formigoni intorno al 57,0% e Penati intorno al 30,0%.

Se si applica ancora un po Penati riuscirà ad essere doppiato.