Bertolaso tutto qui ? Cose che solo in Italia

Mi ero ripromesso di non parlare di questa vicenda che riempie le prime pagine dei giornali degli ultimi giorni e che annovera, tra i personaggi di spicco coinvolti, il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, accusato di corruzione.

Leggendo, rileggendo e confrontando sono andato alla ricerca di quegli indizi e/o prove di colpevolezza che il mio senso comune di cittadino qualsiasi, (per niente soddisfatto dell’andazzo delle cose correnti e perennemente indignato per il cinismo e la volgarità imperante), mi fanno ritenere imprescindibili per l’avvio di ogni e qualsiasi azione giudiziaria che possa determinare anche solo il minimo sospetto sull’onorabilità di un qualsiasi cittadino di una stato democratico.

Ebbene non disponendo io dell’ordinanza a cui hanno potuto attingere i giornalisti che ne hanno parlato e commentato, mi sono valso della consultazione delle cronache che le diverse testate ne hanno fatto. Delle due l’una: o sono troppi i giornalisti che dovrebbero tornare a scuola, in quanto non in grado di separare la chiacchera dagli elementi rilevanti dell’inchiesta, o questi elementi rilevanti, e sia chiaro solo relativamente a Guido Bertolaso, nell’ordinanza proprio non ci stanno.

Della presunta corruzione, non un solo elemento di prova sembra sia contenuto nell’ordinanza, la quale si limita a tracciare solo uno scenario possibile.

Scrive il giudice: «Dalle operazioni di monitoraggio telefonico è emerso che Guido Bertolaso risulta essersi incontrato assai frequentemente con Diego Anemone e almeno uno di questi incontri è stato preceduto da frenetici dialoghi telefonici dell’Anemone tesi, con ogni evidenza, al rapido procacciamento di una consistente somma di denaro.

Inoltre Anemone in varie occasioni si è premurato di informare preventivamente di questi incontri Angelo Balducci e Mauro Della Giovampaola contattandoli al termine degli incontri medesimi per riferirne cripticamente l’esito a conferma della loro attinenza con le cointeressenze di natura illecita che il gruppo Anemone coltiva con i pubblici ufficiali.

L’episodio cui si fa riferimento risale al 21 settembre 2008, alle 10.30 Anemone deve incontrare Bertolaso. Un’ora prima telefona a don Evaldo, sacerdote per conto del quale sta eseguendo lavori edili.

Anemone: Senti don Eva’, scusa se ti scoccio… stamattina devo vedere una persona verso le 10.30-11.00, tu come stai messo?
Don Evaldo: Di soldi? Qui ad Albano ce n’ho 10 soltanto. Giù a Roma potrei darteli… Debbo poi portarli in Africa… mercoledì vediamo un po’…

Secondo gli inquirenti “i due si accordano per l’indomani”.

Anemone: Eh ma oggi non ce la facciamo eh? Domani… domani. mattina faccio un salto caso mai.

In una telefonata di due giorni dopo, sottolinea il giudice, “Anemone sembra quantificare in 50.000 euro la somma di denaro richiesta e ottenuta da don Evaldo”.

Questo episodio così viene commentato nell’ordinanza: “Guido Bertolaso intrattiene rapporti diretti con l’imprenditore Diego Anemone con il quale spesso si incontra di persona. In previsione di taluni incontri Anemone si è attivato alla ricerca di denaro contante, tanto che gli investigatori ritengono abbia una certa fondatezza ritenere che detti incontri siano stati finalizzati alla consegna di somme di denaro a Bertolaso”.

Gli investigatori ritengono abbia una certa fondatezza ?

Il sospetto è ancora solo un sospetto ed i fatti sono tutti da accertare ma si ritiene di aprire comunque un procedimento giudiziario in presenza di una pura e semplce, al momento, elucubrazione mentale. Ma dico, siamo matti !

Le parole dei giudici infatti delineano in assenza di riscontri fattuali solo un quadro di sospetti e tali restano in assenza di dati numeri, circostanze documentate. Restano parole, affermazioni pesanti quanto vuote di riscontri che non dimostrino alcunchè e tanto meno un qualsiasi ruolo da corrotto dello stesso Guido Bertolaso.

Altro è il discorso sulle eventuali responsabilità politiche del Bertolaso e sui doverosi controlli e provvedimenti che deve predisporre chi sta in alto nella scala gerarchica a garanzia della correttezza dei suoi sottoposti e per i quali nel caso di quanto emerge già nell’ordinanza non può esimersi dal pagare politicamente.

Per questa responsabilità politica, e non per essere indagato in questo modo, Guido Bertolaso aveva fatto bene a presentare doverose dimissioni.

E’ stato un errore imperdonabile l’averle ritirate.

Come si è detto sono le intercettazioni telefoniche a rivelare come Anemone si preoccupasse di compiacere Bertolaso anche nei momenti liberi.
Il tenore dei dialoghi intercettati induce il giudice a ritenere che Bertolaso abbia usufruito presso il centro, all’uopo chiuso al pubblico, di prestazioni di natura sessuale e che a tale specifico fine il Rossetti abbia ingaggiato una donna che si è intrattenuta con Bertolaso.

In particolare nel documento viene citato un episodio che risale al 14 dicembre 2008 quando “viene fatta giungere una donna di nazionalità brasiliana, di nome Monica (con ogni verosimiglianza una prostituta gestita da tale Regina), che intratterrà Bertolaso”.

Ma mancano i riscontri relativamente all’incontro della donna con il Bertolaso.

E poi si sottolinea come il capo della Protezione civile “si è recato più volte presso il centro usufruendo delle prestazioni di tale Francesca” almeno dodici volte tra il 2008 e il 2009, che sono state annotate nelle loro informative dai carabinieri del Ros.

Ma sulla “tale Francesca” niente sappiamo dagli atti dell’inchiesta.

Stralci dell’inchiesta:

È il 21 novembre 2008.
Bertolaso: sono Guido buongiorno
Rossetti: buongiorno, tutto bene?
Bertolaso: Sono atterrato in questo istante dagli Stati Uniti… se oggi pomeriggio Francesca potesse… io verrei volentieri… una ripassata.

Sei mesi dopo, l’11 marzo 2009, Bertolaso chiama Rossetti e lo avverte che «stanno venendo i miei due ragazzi che avevano una cosa per Francesca che gli dovevo mandare da tanto tempo».

Il 21 settembre 2008, annota il gip nella sua ordinanza, “l’Anemone, unitamente al Rossetti (Simone Rossetti, indagato, gestore del Salaria sport village – ndr)”, si attiva per organizzare la “cosa megagalattica”.

Rossetti: …capo
Anemone: …eccomi R.:…allora domenica prossima alle 8
A.: …di quello che parlavamo prima…?
R.: … si si… cosa megagalattica
A.: …ma li da voi?
R.: …chiudo il circolo due ore prima…festa al Centro Benessere
A.: …benissimo okay
R.: … (inc)… con lui
A.: …eh?
R.: …tre persone con lui (…)
A.: …grazie… quindi l’ora a che ora è?
R.:…io direi per le 8 così ci organizziamo.. un po’ di frutta prima… champagne… frutta … un po’ di colori fuori… cose

Il 23 settembre altra conversazione intercettata tra i due.

Anemone: …2 cose… la prima al 99% domenica va bene
Rossetti: …okay… perfetto
A.: …me lo conferma sabato… però m’ha detto che al 99%… si
R.: … okay… sicuramente ci costerà qualche soldino
A.: non mi frega un c. Simò
R.: …no, no, io ’ste cose A.:…sì, sì, però mi raccomando…la riservatezza tua e basta…Simò
R.: … ah…Diè…tranquillo proprio…

I due parlano ancora della festa il 25 settembre.

Rossetti: …senti quante situazioni devo creare?…una…due
Anemone: ….io penso due… lui si diverte… due
R.: …tre?…che ne so!
A.: …eh la Madonna!
R.: …(ride) va bene… a posto
A.: …di qualità!
R.: …assolutamente

Bertolaso, in una telefonata ad Anemone del 27 settembre, spiega però di non poter essere a Roma la sera dopo, domenica.

Anemone: …quindi non ci sei domani sera
Bertolaso: …no domani sera… ahimè non ci sono
A.: … ho capito…
B.: …però conto che l’offerta possa essere ripetuta ovviamente in un’altra occasione (…)
A.: …come no! come no!…grazie…ci sentiamo in settimana.

Iran oggi

Gli slogan scanditi dai manifestanti dicono :  “Marg Bar Diktator!” o “Death to the Dictator !”. Notizie non confermate parlano di una ragazza di 27 anni, Leyla Zarei, uccisa  dalle milizie “basiji”.