A scanso d’equivoci

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Do you remember Mario Brega ?

Mario Brega naque a Roma il 5 marzo del 1923 e d ivi morì il 23 luglio del 1994.

Era noto anche come Richard Stuyvesant, proprio come la nota marca di sigarette.

Interprete di personaggi  secondari durante la sua carriera di attore, Brega inizia la sua avventura nel cinema con Dino Risi ne “La marcia su Roma” del 1962, in cui interpreta il ruolo del truce camerata Marcacci, detto il Mitraglia. Segue la formazione alla scuola di Fellini e Sergio Leone.
Memorabile rimane la sua parte in “Il buono, il brutto e il cattivo”, dove interpreta un implacabile gangster.

La notorietà l’acquisisce con i film di Carlo Verdone, e parte del successo dei primi film di Verdone va attribuita a lui .

Alcune sue frasi, spesso fuori copione,  sono diventate oggetto di culto.

Memorabile quando, in “Un sacco bello”, interpretando il ruolo del padre di un giovane hippy, e venendo accusato di essere un fascista, alzava prima il pugno sinistro e poi anche quello destro urlando: “A me fascio? Io fascio? A Zoccole’… Io non sò communista cossì… Sò communista cossìiii!!!“.
O l’altrettanto mitico dialogo nel negozio di alimentari in “Borotalco”: “Ah Sè, assaggia sto presciutto, è ‘n zucchero” e “assaggia st’olive, so’ greche“.
O ancora in “Bianco Rosso e Verdone” nel ruolo del camionista: “Me chiameno er principe, a signò” e “Sta mano pò èsse fero e pò èsse piuma… oggi è stata ‘na piuma“.

Brega era il duro, il cattivo senza pietà, il “border line” che, all’occorrenza, può trasformarsi in una pasta d’uomo, il simbolo di un uomo vero, reale, tutto d’un pezzo. Un coatto che vive come tale senza il minimo rimpianto.

Qui Mario Brega racconta a Carlo Verdone e ad un pugile alcune “problematiche” insorte con Gordon Scott sul set di “Buffalo Bill l’eroe del Far West”

e qui Da “Borotalco” la “sottile” opera di convincimento del grande Mario Brega nei confronti di Carlo Verdone