Autoimpiego (1) – Aprire un sexy shop

“Tutta vestita di nero, accollata che più non si può, Elsa Casarin, veneziana, sposata, sta dietro il bancone del sexy shop appena aperto a Treviso, uno spazio grande, arioso, luminoso. Faceva la camiciaia finché la sua fabbrica non ha chiuso, poi si è adattata a fare le pulizie e lavare i piatti, “lavoretti saltuari, per pagare il mutuo di casa”.

Ha appena venduto a un distinto signore di mezza età un affare monumentale da 35 centimetri al prezzo di 135 euro. Dice che all’inizio ha avuto “un po’ di imbarazzo”, poi è passato, “è un lavoro come un altro”, e che i clienti sono gentili, al massimo qualche proposta di uscire la sera e qualche domanda “un po’ indiscreta”. “Mai avuto noie”, dice Roberto, tranne alcune proteste dei vicini e qualche performance dei soliti esibizionisti. Quasi tutta locale la clientela, molti gli “habitués”, soprattutto fra i 35 e i 45 anni, ma anche molte coppie, e parecchie donne. A Bassano, più donne che uomini.”

Tutto il pezzo su La Repubblica

grazie a Galatea

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