I know my chicken

Questa espresione inglese (traduzione letterale dell’italiano “conosco i miei polli”) veniva usata a mò di battuta da un comico di cui non mi sovviene il nome, e mi è tornata in mente leggendo sui blog castellammaresi alcuni appassionati e partecipati commenti alla lettera inviata dal Sindaco alla presidente del comitato per il Plesso Buccellato ed ai dirigenti scolastici, e tesa ad evitare la celebrazione del referendum popolare richiesto dallo stesso comitato.

Come la penso sulla questione “Plesso Buccellato vs. Ufficio Tecnico” è cosa nota, ed è stata espressa qui. Il mio pensiero rimane ancora quello, anzi con il tempo le considerazioni sulla non opportunità e contradditorietà della decisione, rispetto ai manifestati propositi di indirizzare lo sviluppo del paese verso il turismo da parte dell’amministrazione comunale, si sono ancor più rafforzati.

Altra e di disapprovazione è invece la mia opinione sulla scelta del comitato di percorrere la via del referendum consultivo.

Ecco qui entra in gioco “i know my chicken”.

Questo comune ha un numero di aventi diritto al voto di poco superiore ai 14.000 (alle scorse consultazioni per le europee erano 14.030), perchè la consultazione referendaria sia valida è necessario che vadano a votare almeno il 50% +1 degli aventi diritto al voto (art.57 dello statuto comunale), come a dire oltre 7.000 elettori. Si tenga presente che nelle elezioni in cui massima era la mobilitazione elettorale (comunali del 2008) sono andati alle urne 9.859 elettori pari al 68,94 % degli aventi diritto (14.301) , e che nelle elezioni in cui la mobilitazione elettorale era minima (europee del 2009) sono andati alle urne in 5.322 pari al 37,93 %.

Ora onestamente c’è qualcuno che pensa di essere davvero in grado di mobilitare su un problema di non capitale importanza e/o drammaticità per l’intera cittadinanza qualcosa come 7.000 elettori ?

Se, come è già da ora prevedibile, ne consegue che il referendum fallisce per mancato aggiungimento del “quorum”, si pensa davvero di poter trovare tanti cittadini disposti a credere in buona fede che le spese sostenute dalla collettività per celebrare un referendum inutile siano da addebbitare (sul piano morale) al sindaco ?

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3 thoughts on “I know my chicken

  1. l’articolo 18 della legge regionale che regola i referendum non parla di quorum ma di maggioranza di voti , il regolamento comunale e’ sbagliato in quanto peggiorativo della legge stessa e quindi si andra’ a sentenza del tar, quindi non e’ esattamente come dici tu

    • Caro Leo grazie per il tuo pacato contributo e grazie ancora, in quanto membro di questa comunità, per il fatto che ti stai spendendo in prima persona per una battaglia di civiltà.

      Ciò doverosamente detto, rimane comunque il fatto che allo stato attuale degli atti l’articolo 57 dello statuto comunale fa testo, e solo una, non certa, sentenza favorevole che sancisca la non necessità del quorum, potrebbe un domani restituire senso politico a questa fase della vicenda, anche trascurando l’esito del voto (favorevole o contrario) referendario.

  2. I know my chicken – The end « Diarioelettorale Weblog

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