Due ortolani per un senatore

Continuano sul giornale “La Sicilia” gli approfondimenti sull’operazione “Dioscuri” da parte dell’ottimo Rino Giacalone.

Un secondo “ortolano” per casa Papania

Operazione Dioscuri – Di Maria si faceva aiutare dal castellammarese Mulè in odor di mafia

Alcamo. Gli «ortolani» in odor di mafia di casa Papania, senatore del Pd, sarebbero stati due. Uno, Filippo Di Maria, l’altro un castellammarese, Maurizio Gaspare Mulè, 41 anni, autista di scuolabus del Comune di Castellammare. Il figlio Claudio risulta essere stato indagato in una indagine antimafia. Lui stesso sarebbe stato visto incontrarsi con il boss mafioso castellammarese, Mariano Asaro. Nessun rapporto diretto tra Mulè e l’esponente del Pd, annotano gli investigatori, rapporti sempre «mediati» da Filippo Di Maria, uno dei 10 arrestati dell’operazione antimafia «Dioscuri».

Anche Mulè si occupava del giardino della villetta del senatore Papania che su sollecitazione del Di Maria si sarebbe interessato a fare avere un trasferimento alla moglie di Mulè, impiegata alle Poste, in una intercettazione Di Maria e Mulè commentano la circostanza, non solo il trasferimento ma la donna ottenne anche una «promozione». E Di Maria in più occasioni parlando con Mulè gli dice che «a quello là bisogna andare ad incontrarlo per ringraziarlo».

Le intercettazioni depositate nel procedimenti tradiscono una miriade di contatti tra Di Maria, Castrenze Papania, fratello del senatore, con l’assessore comunale Giuseppe Scibilia. Quest’ultimo in una occasione contatta “Fifì” Di Maria quando c’era da portare elettori ai gazebo del Pd per le primarie nazionali del 2005: «Filippo mi dispiace disturbarti ad ora di pranzo… però qua di pomeriggio ci dobbiamo dare aiuto … dobbiamo cerca di fare venire persone ti devi andare a fare un giro tu …non può essere cosi… minchia siamo… gli amici… amici…» E Di Maria: «Io già me lo sono andato a fare un giro e vengono di pomeriggio…vengono…». Ma gli elettori pare non continuassero ad arrivare come era desiderato proprio dal senatore Papania. E A Di Maria arrivò un’altra telefonata: «Ti ho chiamato cento volte vedi che mi ha chiamato Nino e mi ha detto che è incazzato perché… abbiamo portato poche persone a votare…lui mi ha detto muovetevi perchè siamo in mezzo ad una strada».

Poi c’è il capitolo assunzioni. Sopratutto donne, Grazia, Agata, Anna, Cecilia, la stessa figlia del Di Maria. “Fifì” si occupava di veicolare le richieste verso la segreteria del sen. Papania, nelle intercettazioni si parla di assunzioni in scuole attraverso le cooperative. «Ci vediamo in segreteria dall’onorevole, lui stesso ti dirà dove vai a lavorare» si sentì dire un giorno a Di Maria parlando al telefono con una delle «raccomandate».

Rino Giacalone

da “La Sicilia

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