Mariastella Gelmini è incinta e a primavera si sposa

La ministra dell’istruzione Mariastella Gelmini ha annunciato che è incinta e che a primavera prima che il bebè nasca sposerà il suo compagno Giorgio Patelli.

La Gelmini ha comunicato il lieto evento in un’intervista al Giornale: “In primavera divento mamma. È una cosa bellissima.” precisando, come aveva già promesso, che continuerà a lavorare.

Nell’augurarle di essere più brava come mamma di quanto non lo sia stata come ministro, cosa peraltro non difficile, vogliamo immaginare che al suo lui abbia annunciato il lieto evento pressapoco così:

 

2 thoughts on “Mariastella Gelmini è incinta e a primavera si sposa

  1. Ogni ora tagliata è un salto all’indietro. Ogni insegnante che se ne va un trauma psicologico difficile da ricostruire. Come una barriera architettonica che non si riesce mai ad abbattere, perché per loro, i bambini e i ragazzi H (così la scuola ancora li definisce) la vita in Italia si è fatta davvero dura. Si chiamano Valerio, Giulia, Martina, Claudia, Adele, hanno dai 4 ai 18 anni, hanno disabilità diverse, e abitano in ogni luogo d’Italia. Da quest’anno, con i tagli della riforma Gelmini, hanno perso la metà dei loro diritti: ore di sostegno dimezzate, assistenza inesistente, accesso allo studio, di fatto, negato. Parliamo di studenti disabili, vittime del taglio degli insegnanti di sostegno, la faccia più oscura e dolorosa della scuola senza più fondi, dove spesso non c’è più nessuno che accompagni al bagno il piccolo con handicap, nessuno che lo sorvegli, e dove anche 5 o 6 alunni disabili vengono concentrati in un sola classe. Dove, denuncia Alessandra Corradi, una mamma di Verona con un bimbo di 4 anni, cieco e con una grave tetraparesi, “sono tornati gli stanzini H”. “Spesso mio figlio, con la scusa di proteggerlo dalla confusione, veniva portato in una classe a parte, lui da solo, senza gli altri bambini… Vi sembra integrazione questa?”. I dati dell’anno 2009/2010 segnalano un taglio di circa 500 insegnanti di sostegno con un aumento però di oltre 4000 ragazzi disabili. Questo vuol dire, spiega Giuseppe Argiolas, docente all’Istituto “Colli Vignarelli” di Sanluri, in Sardegna, “che la maggioranza dei ragazzi e dei bambini disabili che ieri avevano diritto a 18 ore di sostegno alla settimana, oggi arriva a malapena a nove”. Con conseguenze spesso gravissime per le vite di studenti, che con enormi sforzi e pazienza conquistano pezzetti di autonomia e abilità. “Anche in questo istituto, da sempre all’avanguardia nell’integrazione e nel processo formativo dei giovani con disabilità, oggi c’è una prima superiore con addirittura sei ragazzi con seri handicap riuniti tutti insieme, mentre per il buon andamento della classe, per il successo sia loro che dei ragazzi normodotati non dovrebbero essere più di due. Ma qual è il disegno? Tornare alle classi differenziali?”. Il risultato è una pioggia di ricorsi che si è abbattuta sui tribunali regionali di tutta Italia, da parte di famiglie che chiedono, e spesso ottengono, che per i loro figli, vengano ripristinate le ore di lezione legittime. Una battaglia di raccomandate e carte bollate, come quella che ha intrapreso Marisa Melis, mamma di Martina, che ha 14 anni, una grave malformazione cerebrale, ma una fantastica voglia di vivere e di imparare. Grazie agli sforzi fin qui fatti dalla famiglia e dagli insegnanti Martina fa equitazione, è cintura marrone di karate, partecipa ai campi Scout, legge e scrive bene, ma ha bisogno di continuo appoggio e di percorsi personalizzati. “Invece da quest’anno Martina ha il sostegno soltanto per nove ore alla settimana, contro le 18 dell’anno scorso. Ho protestato con la dirigente, con il ministero, ma non ho ottenuto niente. Se Martina non viene stimolata, seguita, ogni volta si torna indietro, ogni successo di questi bambini è figlio di sforzi enormi… Così ho deciso di fare ricorso al Tar e in questi giorni arriverà la sentenza”. Storie di sfide quotidiane, vissute in silenzio, l’Italia è uno dei paesi d’Europa che destina meno risorse alla cura e allo sviluppo delle persone con handicap. Giulia Dolcetti ha 45 anni, è un’insegnante di sostegno precaria che quest’anno ha perso il posto. “Ma la vittima di questo taglio – racconta Giulia – non sono soltanto io, ma anche un bambino di 9 anni che si chiama Pietro. La sua diagnosi? Grave disturbo pervasivo dello sviluppo. Autismo. Pietro non parla, ma capisce tutto, comunica con il computer, scia e nuota come un campione. L’ho seguito per tre anni, avevamo un rapporto forte e bellissimo: oggi Pietro a scuola non ci vuole più andare. A novembre non gli è stata ancora assegnata un’insegnante di sostegno, e senza di me sembra aver perso il suo legame sia con i compagni che con lo studio… Ma che Stato è questo che punisce i più deboli?”. La guerra dei ricorsi è soltanto all’inizio. E se in Sardegna una mamma passa tutta la sua giornata davanti alla scuola del figlio, affetto da autismo per “tradurre” ai prof che cosa vuol dire il ragazzo, Alessandra Corradi, mamma di un piccolo tetraplegico, spiega in poche parole cosa vuol dire disinteresse. “A mio figlio, cieco fin dalla nascita, le maestre in classe chiedevano: “La vedi quella cosa lì?”. La stessa insegnate di sostegno ha confessato che per lei il mio bambino era troppo grave… Per fortuna il Comune ci ha assegnato una “lettrice”, che con la musicoterapia e l’ascolto delle fiabe stimola il suo udito e le sue abilità. E quando c’è lei mio figlio cambia, sorride, non è più triste”.

    Il commento inviato da MAURIZIO è un articolo da “La Repubblica“, che è stato riproposto in numerosi blog e commenti di blog.
    Pur essendo Diarioelettorale contrario a tali operazioni di spamming, il commento viene pubblicato per il rilevante interesse sociale che la problematica sollevata nell’articolo riveste.
    Pensare di risolvere, anche in minima parte, i problemi economici di questo paese, riducendo le forme di assistenza ai bambini diversamente abili, è quanto di più crudele possano immaginare menti prive di ogni e qualsiasi senso della civiltà.

    Diarioelettorale

  2. Combattere la “violenza” contro i malati psichici, migliorare il “controllo”delle malattie mentali, attivare intense “ricerche”scientifico-farmacologiche, “rispettare” la dignità umana, sarebbero auspicabili obiettivi che una società moderna come l’Italia dovrebbe intensificare per la promozione e la prevenzione di questa sempre più crescente malattia sociale.
    Dostojevskij diceva che una società va giudicata a seconda del trattamento che riserva ai malati di mente.
    Oggi abbiamo una sanità malata ed in completa trasformazione e questo si deduce da quanto ci dicono i mass media nel “narrare” che persone entrate nel pronto soccorso dei n/s ospedali, pare, vengono dimesse, a volte senza ulteriori accertamenti, in quanto esse hanno un loro costo economico.
    Lo stesso dicasi che tagli di bilancio sanitario potrebbero essere utilizzati nel limitare, in nome del risparmio il diritto alla vita ed alla salute dei cittadini disumanizzando il rapporto sociale, senza tener conto che sono ben 32 anni che l’opinione pubblica e le famiglie dei malati psichici attendono una legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica.
    L’incidente accaduto durante la processione di ingresso per la celebrazione della S. Messa nella Basilica di S. Pietro, quando Susanna Maiolo, affetta da disturbi psichici, si è “gettata” su Benedetto XVI° dopo aver scavalcato le barriere di sicurezza ed il gravissimo attentato in Piazza Duomo a Milano contro il Presidente del Consiglio dei Ministri Onorevole Silvio Berlusconi, che ha prodotto gravissime ferite, sono esempi di una “situazione” uguale e da considerarsi “prioritaria” nelle politiche per la salute.
    Sono due aspetti dello stesso problema :
    1.) il dovere imperioso dell’assistenza ai malati psichici ;
    2.) il diritto di farsi assistere.
    Oggi, pare, sovrasti nella società italiana il pericolo di limitare il diritto alla vita ed alla salute di cittadini italiani considerati malati cronici, e consentirne l’accesso nelle cure solo a coloro considerati malati acuti, od in giovane età, destinatari di risorse economiche pubbliche.
    Questo è un aspetto, se tale, doloroso e drammatico che viene “offerto” impunemente, che chiamo “budget del ricoverato”, una autentica eutanasia, e non solo, contro persone indifese!
    Una omissione di soccorso che abbiamo “denunciato” in una Petizione al Parlamento Italiano!
    Signori Presidenti del Parlamento Italiano a quando la risposta per far conoscere la verità???
    E’solo da accertare se nelle leggi finanziarie nelle ripartizioni delle spese sostenute dalle Regioni e nelle convenzioni stipulate con ospedali pubblici e privati la parola d’ordine sia quella di spendere meno, restringendo i tempi di degenza per fasce d’età ed in qualunque condizione di salute si trovi il “paziente”, ma resta gravissimo se applicato a disabili, in tarda età ed in condizioni di fine vita come, pare, stia succedendo nelle corsie dei n/s ospedali.
    Questa non buona distribuzione delle risorse oggi, se vera, è sintomo di una grave ed inaccettabile contraddizione che sta provocando un giusto malessere e gravissime ricadute nel rapporto Stato-cittadini, poiché il disagio, non proviene perché mancano risorse, ma da una sanità che è malata, perché il n/s Paese sta diventando e vive il periodo in cui si semina l’ipocrisia con una solidarietà di facciata, di disinformazione che resta lontana nel tempo e nei fatti.
    Auspichiamo che questi cittadini non siano “maltrattati” nella loro solitudine, nella loro sofferenza, non siano ghettizzati o negato un diritto, ma siano sostenuti dalle Istituzioni non con le parole, ma con i fatti.
    Anche se in questo momento si evidenzia una situazione sempre più confusa, di litigiosità politica, spesso incomprensibile e di difficile “lettura” da parte della gente, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri Onorevole Silvio Berlusconi è possibile che quanto Le è successo, che poteva capitare ad ogni cittadino, come al Santo Padre, non abbia insegnato nulla a Lei ed alle Istituzioni Legislative ?
    Attendiamo, senza acredine e fuori da ogni considerazione politica, una Sua risposta!
    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

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