A proposito di informazione, Stefano Cucchi per esempio

La vicenda emblematica del male di cui è pervaso il nostro sistema informativo è quella di Stefano Cucchi, riportata con colpevole ritardo da parte di tutti i mezzi d’informazione, ad eccezione del Manifesto e di Radio Radicale.

Stefano è stato fermato dai Carabinieri di Roma qualche giorno fa per il possesso di pochi grammi di marijuana ed è morto in conseguenza dell’interrogatorio, da solo come un cane, senza aver potuto incontrare i parenti, con la faccia tumefatta, qualche vertebra rotta e la mandibola frantumata.

Cucchi

Clicca per ingrandire

Ora circolano in rete le immagini che non lasciano dubbi sulla natura dell’interrogatorio.

Dice Luigi Manconi dell’associazione “A buon diritto”:

E’ inconfutabile che il corpo di Stefano Cucchi, gracile e minuto, abbia subito a partire dalla notte tra il 15 e 16 ottobre numerose e gravi offese e abbia riportato lesioni e traumi. E’ inconfutabile che Stefano Cucchi, come testimoniato dai genitori, è stato fermato dai carabinieri quando il suo stato di salute era assolutamente normale ma già dopo quattordici ore e mezza il medico dell’ambulatorio del palazzo di Giustizia e successivamente quello del carcere di Regina Coeli riscontravano lesioni ed ecchimosi nella regione palpebrale bilaterale; e, la visita presso il Fatebenefratelli di quello stesso tardo pomeriggio evidenziava la rottura di alcune vertebre indicando una prognosi di 25 giorni.

E’ inconfutabile che, una volta giunto nel reparto detenuti dell’ospedale Pertini, Stefano Cucchi non abbia ricevuto assistenza e cure adeguate e tantomeno quella sollecitudine che avrebbe imposto, anche solo sotto il profilo deontologico, di avvertire i familiari e di tenerli al corrente dello stato di salute del giovane: al punto che non è stato nemmeno possibile per i parenti incontrare i sanitari o ricevere informazioni da loro. Ed è ancora inconfutabile che l’esame autoptico abbia rivelato la presenza di sangue nello stomaco e nell’uretra.

E’ inconfutabile, infine che un cittadino, fermato per un reato di entità non grave, entrato con le proprie gambe in una caserma dei carabinieri e passato attraverso quattro diverse strutture statuali (la camera di sicurezza, il tribunale, il carcere, il reparto detentivo di un ospedale) ne sia uscito cadavere, senza che una sola delle moltissime circostanze oscure o controverse di questo percorso che lo ha portato alla morte sia stata ancora chiarita.

Qualcuno pensa che una delle trasmissioni che vanno per la maggiore tra quelle di approfondimento politico-sociale si occuperà di questa vicenda ?
Ma neanche per sogno.

Questo ciò di cui si occuperà Annozero tra poco:

giovedì 29 ottobre

Ricatti

Il caso Marrazzo e’ solo un affare privato, la vicenda di un uomo e delle sue debolezze per i trans o dimostra come la politica sia sotto ricatto? E di quella vicenda e’ stato chiarito tutto o ci sono ancora retroscena sconosciuti?
Una cosa e’ certa: dossier, veline, filmati sembrano essere diventate le armi della politica.
L’inchiesta di Stefano Bianchi, Corrado Formigli, Giulia Bosetti e Luca Bertazzoni ricostruira’ i passaggi piu’ importanti della vicenda Marrazzo, con i protagonisti e i testimoni della storia.
Ospiti in studio Debora Serracchiani del Partito Democratico, Francesco Storace, segretario de La Destra ed ex presidente della Regione Lazio prima di Marrazzo; i giornalisti Maurizio Belpietro, direttore di Libero, e Antonio Polito, direttore de Il Riformista.

About these ads

5 pensieri su “A proposito di informazione, Stefano Cucchi per esempio

  1. La concentrazione sviluppata sul caso Englaro che si trascina da tempo; le circa 2000/3000 famiglie che si tengono in casa e che curano da anni i loro parenti in stato vegetativo; i circa 10 milioni di handicappati psichici ( dalla depressione alla schizofrenia) che “circolano” nelle n/ città e paesi; la non risposta alla mia Petizione atta a garantire la prestazione delle cure sanitarie a tutti i pazienti, anche in età avanzata o disabili indipendentemente da ogni considerazione finanziaria, sono “eventi” non certamente eticamente educativi dal punto di vista sociale, ancor più da quello cattolico.
    Ma desidero fermarmi sull’ultimo “caso”, quello che ho “forgiato” col nome di “budget del ricoverato” il quale, pare, assilli i sistemi economico-finanziari ospedalieri e delle ASL, a causa dei tagli operanti dai bilanci sanitari regionali che potrebbero essere utilizzati per praticare l’eutanasia nei confronti delle persone malate, più deboli e più indifese.
    Per quanto, in ipotesi, avviene nelle nosocomi pubblici e privati, il Parlamento non ci risponde ancora, sia per il n/s appello inevaso da parte del Governo e poi per quanto richiesto fin dal 30 ottobre 2009.
    Nelle tante vicissitudini che la Torre di Babele della politica sta offrendo in questi n/s tempi, è bene considerare la famiglia quella che necessita di assegni familiari, politiche per la casa, servizi per l’infanzia ecc, ma trascurare l’altra faccia della famiglia dove insiste un malato disabile, incurabile od in fin di vita, manifesta un distorto significato al vivere civile, non certamente “difesa” da quanti dicono di difenderla !!!.
    Pare che siano ventilate notizie provenienti dall’Inghilterra molto preoccupanti.
    Sarebbero stati abbandonati a se stessi malati in fin di vita od in gravissime condizioni di salute, senza alimentazione, idratazione, cure mediche e sedati fino al decesso.
    Non vorremmo che uguale “sistema” stia avvenendo in Italia.
    Ecco, se è vero quanto abbiamo supposto di rilevanza non comune con quel “budget del ricoverato”, questo ci induce a pensare che non si tratta di malasanità, ma di una sanità malata.
    Forse ci vogliono propinare come morire, dove e quando sino ad arrivare a rendere legale quanto di astruso si va inserendo nella gente ?
    L’opinione pubblica e noi con essa riteniamo doveroso, essenziale e non procrastinabile che il Servizio Sanitario Nazionale o meglio il Ministro della Salute ed il Parlamento chiariscano il diritto inalienabile di ogni paziente, indipendentemente dal fatto che i costi dei malati sono notevoli, se il “budget del ricoverato” sia attivo.
    Se è tale, è eutanasia, che non ho nessuna remora di definire omissione di soccorso, “fuori” dalle regole legislative e dall’ordinamento giuridico italiano.
    Quanto ci permettiamo sottoporre alla Sua valutazione é al fine di garantire, ripeto, a qualunque persona diversamente abile, in tarda età od in fin di vita, il diritto alle cure sanitarie, alla nutrizione ed all’idratazione, secondo i dettami dell’art.25 lettera f) della “Convenzione sui diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU e ratificata dal Suo Governo Italiano il 20 febbraio 2009 con il “licenziato” disegno di legge n.2121.
    Mi permetto rilevare che questo disegno di legge non ha considerato che la “Convenzione” di cui sopra, recita: ”impedire il rifiuto dell’assistenza sanitaria o dei servizi sanitari nonché di alimenti o liquidi a causa della disabilità” ( art.25 f), norma non applicata al caso Englaro, ma ratificando in toto la “Convenzione” con “ l’art.2 del disegno di legge n.2121 ha introdotto di fatto l’eutanasia nel mondo della disabilità.
    Nei momenti difficili della vita, specie della vita altrui in cui domina la sofferenza, non possiamo noi membri di una società civile, formata soprattutto da cattolici, di restare in scatole chiuse o sull’avventino di un pensiero individuale ed egoistico, ma guardare al Santo Vangelo, come ci insegna il Card. Dionigi Tettamanzi, ed avere il coraggio di prendere coscienza della n/s sensibilità interiore, che ci dovrebbe spronare e stimolare a fare una seria verifica dentro di noi per valutare quella vita altrui nonostante la sofferenza.
    Non direi che questo sia il vademecum del cattolicesimo, bensì di quanti in suo nome si “nascondono” dietro un “relativismo” imperante, dietro un formalismo troppo “imborghesito”, troppo “lontano” dalla realtà.
    Non abbiamo il coraggio di difendere e difenderci dagli “ attacchi alla vita”di una realtà quotidiana che incontriamo.
    Vogliamo dire con molta umiltà e semplicità che bisogna continuare su una rete di umanità, in un tessuto di coesione per divenire un progetto comune di intenti tanto da farne un nucleo di forte aggregazione così da rendere concreta la dimensione della solidarietà.
    Signor Presidente,
    mai come in questi tempi la Chiesa, i suoi Vescovi, il Santo Padre, giustamente, richiamano l’uomo alla sacralità della vita e mai come in questi tempi l’uomo della strada anela ad una vita sicura, serena e solidaristica.
    Questi “richiami” ci devono indurre ad uscire dalle secche dell’egoismo verso l’etica dell’amore e della solidarietà, mentre con la scarsa considerazione di “vedute”, mi si perdoni, si vuole aiutare a creare un riformismo per buona parte inaccettabile e dobbiamo rispondere con determinazione difendendo quei valori etici sicuramente non negoziabili.
    Attendiamo e Le chiediamo, ancora una volta Signor Presidente, che in mezzo alle Sue innumerevoli e benevoli incombenze di intervenire per una legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica con servizi specifici in strutture adeguate, norme legislative aderenti alla realtà.
    Inoltre a dirimere la situazione in atto descritta all’inizio di questo nostro dire, con quel “budget del ricoverato” che certamente, se vero, porrebbe a rischio e maggiormente penalizzate persone in età avanzata, disabili psico-fisici, malati terminali in quanto la patologia da loro subita ha bisogno di prestazioni sanitarie molto costose e per il supremo concetto del risparmio per costoro le speranze di vita sono residue.
    Se la situazione è quella delle “voci” che percorrono i corridoi nelle n/ s strutture ospedaliere, allora ripeto questa è pura eutanasia che come cittadini e cattolici non accettiamo e che necessita urgentemente di una chiarificazione.

    Previte

  2. A seguito della Petizione inoltrata alle Assemblee Legislative nel dicembre 2009, dopo un inevaso appello alle stesse ed al Governo il 30 ottobre 2009 e dalle comunicazioni pervenutemi ed allegate, non si giunge a dirimere, anzi, si aumenta l’incertezza e le perplessità”sul budget del ricoverato” di cui si sono spiegate le ragioni al Parlamento con Petizione, assegnata col n. 911 alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e col n.787 alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati).

    Questa forma “budget del ricoverato”, seppure in presenza del rinnovo della drammatica vicenda di Eluana Englaro ( “presa” ad illustrare questa triste vicenda e non considerare altre persone bisognose di prestazioni sanitarie costanti ed onerose ), questa possibile “invenzione economica”, se vera, tende ad abbandonare al loro destino “pazienti fragili”, ancor più drammatica, se disabili, in età avanzata od in fase terminale di vita, dimettendoli anzi tempo dalle strutture nosocomiali senza una adeguata protezione alternativa, tanto che si finisce con l’aggravare il loro precario stato di salute, in pratica una eutanasia mascherata:..”fuori”, per ora, dall’ordinamento giuridico italiano!.( ai sensi degli artt.575, 579e 580 del codice penale vietante ogni forma di eutanasia ed ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio).

    Se questa “metodologia del budget del ricoverato” prendesse piede :
    a.) oltreché offendere la dignità della persona, nega il diritto alla vita ;
    b.) inoltre per le sofferenze insopportabili ed anche con al scusa di lenire eventualmente il dolore la così detta pietas, potrebbe essere un possibile “strumento” che porta all’eliminazione, ripeto, della vita e forme di eutanasia, “considerazioni” molto pericolose che potrebbero coinvolgere, come da tempo diciamo, malati di Alzheimer, malati psichici, terminali, anziani non autosufficienti;.
    c.) queste “metodologie” richiamano l’eugenismo e le teorie di selezione della razza tristemente note, perché pratica biomedica che spianò la strada alle terribili eliminazioni del genere umano avvenute in passato per le quali la Chiesa Cattolica, come altre confessioni religiose, si sono sempre opposte;
    d.) sono in contrasto con l’art.25 f) della “ Convenzione ONU”sui diritti delle persone disabili in quanto non si può rifiutare assistenza medica, prestazioni di cure e servizi sanitari, nonché l’alimentazione e l’idratazione. Queste ultime sono “forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita ( rif.disegno di legge A.C 2350 art. 3 comma 5.);
    e.) inoltre in contrasto, sempre della “Convenzione ONU”, con l’art. 10 per “l’inalienabile diritto alla vita; con l’art.15 in quanto “nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medico-scientifici, con l’art.16 essendo contro “ogni forma di sfruttamento violenza od abuso”;
    f.) contro gli artt.3 (comma 4) , 13 (comma 4), 32 della Costituzione Italiana.

    Si potrebbe continuare richiamando Trattati Internazionali e la Costituzione Europea.

    Quello che semplicemente desidero conoscere e con me l’opinione pubblica, date le tante voci che circolano tra i cittadini, attraverso determinati accertamenti di cui dispone l’Ente Pubblico( non esclusa una Indagine Parlamentare ), se nel concetto supremo del risparmio si dimettono malati nelle condizioni di cui sopra.

    Non voglio fare una polemica, ma constatate le disparità d’indirizzo inerente l’esame della Petizione, come affermano alcuni rilievi della documentazione allegata, che “sanciscono”della presa in considerazione solo “ quando si possa pervenire ad una legge che disciplina tale complessa e delicata materia”., non considerando l’urgenza di questa grave e possibile “evenienza”che si va uniformando nelle corsie ospedaliere italiane. Vorrei richiamare l’art.140 e 141 del Regolamento del Senato e l’art.109 del Regolamento della Camera dei Deputati dove si afferma che è vero che le petizioni si possono “abbinare ad un eventuale progetto di legge all’ordine del giorno”, ma “l’esame in Commissione può concludersi con una risoluzione diretta ad interessare il Governo alle necessità esposte nella petizione”.

    Perché non provvedere?

    Trovo molto singolare questa motivazione inerente il “budget del ricoverato”, disconoscere l’urgenza, la necessità e la priorità, confermando che il “caso” verrà esaminato dalle Assemblee delle Camere Legislative nel momento in cui vi sarà un provvedimento legislativo sulla materia.

    Sarebbe come dire che l’incendio che sta divampando nel “palazzo” non deve essere spento dai pompieri, bensì dal Padre Eterno quando invierà l’acqua dal cielo!

    Non si può ignorare, se vero, quanto accade adducendo parole o silenzi ! Sono i fatti che incombono sul Paese e non si può disconoscere l’urgenza, in quanto l’individuo è persona, un essere umano in qualunque condizione di salute si trova.

    Previte

  3. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@libero.it
    Il Presidente
    Ma perché non si riesce a concretizzare la vera solidarietà verso i disabili psico-fisici?
    Signor Presidente del Consiglio dei Ministri attendiamo da Lei un’azione concreta a sostegno dei diritti inviolabili della persona !

    “Non sprechiamo la legislazione senza fare le riforme”, così ha detto il Capo dello Stato nell’auspicare questo evento prima della scadenza del mandato presidenziale.
    Ma sarà fatto ?. E se sarà fatto, sarà anche verso il mondo della sofferenza psico-fisica?
    “Secondo le stime dell’ISTAT 1994 in una indagine multiscopo al domicilio delle famiglie, in Italia vivono al loro domicilio circa 2 milioni e settecentomila persone in età superiore ai 6 anni definiti disabili, uniti a quelli ricoverati in istituzioni assistenziali e sanitarie si giunge a circa 3 milioni di disabili”, così suddivisi:
    con difficoltà motorie 1.100.000
    ciechi totali o parziali 350.000
    persone con problemi dell’udito 800.000
    persone con disagio mentale *700.000
    sordomuti 49.000
    persone disabili 2.999.000
    * ritenute invece circa 10 milioni le persone colpite dalla depressione alla schizofrenia.
    Ancora una volta la n/s Associazione è molto preoccupata e con essa l’opinione pubblica per i dati statistici ipotetici non molto credibili e per la mancanza di sostenibilità finanziaria dei servizi pubblici inerenti il problema del disagio psico-fisico.
    Nei dibattiti in Parlamento nessuno ha riconosciuta l’urgenza di interventi finanziari nei confronti dei circa 10 milioni di cittadini affetti da disturbi psichiatrici di natura ed intensità diversa colpiti da forme di depressione o da schizofrenia, o dei 2.299.000 persone colpite nelle loro forze fisiche, dei quali circa 60 mila persone sotto i 65 anni sono in sedia a rotelle e significativa è ancora la carenza di normative sull’abbattimento delle barriere architettoniche o sulla realizzazione delle tanto decantate riforme.
    Ma gli obiettivi strategici indirizzati verso programmi adeguati a sostegno degli handicappati e delle loro famiglie non emergono fin’ora negli indirizzi pubblici governativi per una migliore qualità di rispetto dei diritti umani !
    Sarebbe opportuno, inoltre, che si conoscesse la grande preoccupazione di molti genitori con figli handicappati, quella di chi si occuperà di loro quando resteranno soli, oppure di quel “Dopodinoi” che abbiamo richiesto, tra altre “cose”, al Parlamento Italiano ed Europeo con nostre Petizioni !
    Il Governo Berlusconi,( ci permettiamo un umile suggerimento !) che vuole essere differente da quelli passati, con le sopra ipotizzate richieste dovrebbe porre in essere mezzi finanziari onde provvedere alle necessità esposte :
    a) dalla legge 180/1978 e successivi provvedimenti legislativi che hanno abolito il “manicomio” senza creare le strutture alternative di accoglienza di questi “malati” scaricandoli sulle famiglie e sulle Opere Caritative Cattoliche o Private;
    b) attuare la “lotta” contro ogni forma di discriminazione verso le persone con disabilità”.
    Vogliamo porre una domanda: i Partiti godono ancora di un abbondante finanziamento pubblico, nonostante il referendum abrogativo del 1993 ed i politici, perché non riducono la “manna che percepiscono” e la destinano ad opere sociali ?
    Stando così le cose, a n/s sommesso avviso, un simile andazzo alimenta ancor più la disaffezione del cittadino verso la politica e verso i politici, recentemente dimostrata, perché è indiscutibile che i rappresentanti dell’elettorato ( viatico della democrazia ), attualmente sono molti , ma costituiscono una spesa, “circostanza” che verrebbe ridotta nel caso, molto auspicabile ed atteso, che rimanessero solo due “poli politici” !
    Signor Presidente del Consiglio,
    ci corregga se sbagliamo: il popolo Le sarebbe grato per le risposte che vorrà dare :
    a.) perché non reperire i “fondi” per attivare quegli strumenti tecnici per abbattere le molte barriere fisiche e psicologiche atte a permettere l’integrazione dei disabili fisici nella società affinché siano in grado di assicurare un livello di indipendenza e sicurezza ;
    b) perché non reperire i “fondi” per programmare e realizzare quelle strutture adeguate per i disabili psichici che attendono una soluzione da ben 32 anni ?
    c.) perché fra le “riforme preventivate” non rientrano quelle verso il mondo dell’handicap psichica ?
    Purtroppo l’Italia non ha una politica rivolta alla famiglia dove insistono persone con disabilità psico-fisica, “problema” molto disatteso dalle Istituzioni.
    Ma quale supporto specifico è stato previsto per sostenere le famiglie che si trovano con disagio psico-fisico, sapendo che le provvidenze economiche per invalidi civili, ciechi, sordomuti con importi e limiti reddituali per il 2010, sono in media di 256,67 euro mensili ?, ( Aggiornamento, approvato dalla Direzione Centrale delle Prestazioni dell’INPS con Circolare n.131 del 29 dicembre 2009 – Allegato n.1, collegato agli indicatori dell’inflazione ed al costo della vita).
    Non possiamo sottacere che queste “provvidenze” consentono solo un sopravvivenza, mentre per esempio fra altri, se vero, si spendono 800 milioni di euro per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia da parte del Comitato celebrativo presieduto dal Senatore Azeglio Ciampi ! ( pontifex.roma.it 10/4/2010).
    Purtroppo le necessità di questi cittadini normalmente vengono risolte con ampie parole di solidarietà esteriore, anche da parte della politica, che non portano ad alcun beneficio alla loro vita quotidiana.
    Ci viene da chiederci e chiedere, senza la presunzione di rilievo contestatario ma in sintonia con la realtà : fino a che punto è stata capita la “situazione economica-legislativa del mondo della sofferenza” e se reputa, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, essere non conforme ai dettami della sicurezza sociale ?
    Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, non abbiamo “visto” nelle Sue recenti dichiarazioni, né di altri del Suo Governo, alcunché di iniziative verso la riforma della legge 180 e 833/1987 che ha “chiuso i manicomi”, senza provvedere strutture alternative , ma solo parole che contrastano una situazione d’ingiustizia che minaccia sempre più il valore ed il diritto umano a spese di quelle “persone disabili” che sono ritenute un peso morto per la società!.
    Vogliamo sfatare una buona volta quel rischio, purtroppo ricorrente, con l’impegno da parte Sua e del Suo Governo ad un seguito che avevamo con viva convinzione sperato fin oggi avere un’etica concreta ?
    Ci crediamo, non ci deluda e attendiamo con fiducia e speranza ( quest’ultima tanto non costa niente) una Sua risposta!
    Grazie.
    Previte
    previtefelice@alice.it
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  4. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Lettera aperta 6 agosto 2010.
    On.le Silvio Berlusconi
    Presidente Consiglio dei Ministri
    Palazzo Chigi
    00186 Rom
    Signor Presidente,

    è indubbio che da tempo in Italia si registrano tentativi di legalizzare l’eutanasia, trascurando problemi di assistenza ai malati acuti o gravi.
    Purtroppo c’è chi vorrebbe spingere la società ad essere selettiva sulla vita e sulla morte dei suoi membri, attraverso una, anche se impropria, licenza di uccidere in contrasto con gli insegnamenti di Ippocrate il padre della medicina che adottava il principio “Non darò a nessuno alcun farmaco mortale neppure se richiestomi,né mai proprorò un tale consiglio”.
    La “Raccomandazione” n.776/1976 dell’Assemblea del Consiglio d’Europa afferma : “Il medico deve placare le sofferenze e non ha diritto di accelerare il processo di morte”.
    In Olanda dalla primavera del 2002 esiste una legge che permette di accedere all’eutanasia quando un malato è in condizione di malattia grave o di una patologia incurabile, in contrasto con la Convenzione Europea del 1999 che vieta espressamente ogni forma di eutanasia, come nel 1987 a Madrid e nel 1992 a Marbella l’Associazione Medica Mondiale si è espressa contro l’introduzione dell’eutanasia.
    La Sentenza della Corte Federale Tedesca del 16 gennaio 1964 rifiuta il principio dell’eutanasia con “ogni uomo, anche il malato nella propria costituzione psichica ha il diritto ad essere rispettato nella sua dignità umana”.
    Ed altre ancora, ma vorrei ricordare la “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” adottata il 6 dicembre 2006 dall’ONU, un ottimo Documento positivo, ma che contrastiamo negli artt-23 e 25 se applicati in riferimento alla salute riproduttiva, questi possono introdurre l’eutanasia, con la negazione al diritto alla vita e con la possibilità che vittima predestinata siano tutti i disabili o handicappati, ed alla lettera f “impedire il rifiuto dell’assistenza sanitaria o dei servizi sanitari nonché di alimenti o liquidi a causa della disabilità”.
    Questa “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” è stata ratificata dal Suo Governo con il disegno di legge n.2121 il 20 febbraio 2009.
    La medicina ed il dovere del medico sono di proteggere la salute, guarire le malattie, alleviare le sofferenze
    Ma desidero fermarmi sull’ultimo “caso”, quello che ho “forgiato” quale “budget del ricoverato” che , pare, assilla i sistemi economico-finanziari ospedalieri e delle ASL, a causa dei tagli operanti dai bilanci sanitari regionali che potrebbero essere utilizzati per praticare l’eutanasia nei confronti delle persone malate, disabili, più deboli e più indifese.
    In pratica, se vero, si obietta che il loro budget è troppo elevato tanto da preferire devolvere le risorse finanziarie disponibili, essendo limitate, ai casi acuti di soggetti giovani. Questo sarebbe un modo cinico di trattare il malato selezionando le maggiori prestazioni sia per età anagrafica, sia per la natura stessa della malattia.
    Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, per quanto, in ipotesi, avviene nelle nosocomi pubblici e privati, non abbiamo ottenuta nessuna risposta al n/s appello da parte del Suo Governo e né dal Parlamento fin dal 30 ottobre 2009 con la Petizione n.787 alla Camera dei Deputati e col n.911 al Senato della Repubblica.
    Nelle tante vicissitudini che la Torre di Babele della politica sta offrendo in questi n/s giorni, è bene considerare le situazioni della famiglia dove esiste un malato disabile, incurabile od in fin di vita sia esso in casa che nelle corsie ospedaliere.
    Tutto quanto in ipotesi succede ha un significato altrettanto drammatico ed inquietante anche dal punto di vista sociale e sanitario, poiché si tende ad abbandonare al loro destino questi malati per lo più anziani, dimettendoli anzi tempo dalle strutture nosocomiali senza una adeguata protezione alternativa tanto da finire con l’aggravare il loro precario stato di salute in maniera irreversibile.
    In pratica Signor Presidente del Consiglio dei Ministri una forma camuffata di eutanasia, una omissione di soccorso, “fuori” dalle regole legislative e dall’ordinamento giuridico italiano e da ogni forma di etica.
    Ecco, se è vero quanto abbiamo supposto di rilevanza non comune con quel “budget del ricoverato”, questo ci induce a pensare che forse ci vogliono propinare come morire, dove e quando sino ad arrivare a rendere legale quanto di astruso si va insinuando nella gente.
    Il mondo della sofferenza e quello cattolico attendono con fiducia!
    Chiarisca se il “budget del ricoverato” sia vero!!!in maniera urgente prima delle ventilate ipotesi di elezioni anticipate.
    Non faccio politica pro o contro nessuno, ma guardo alla realtà.

    Con viva cordialità
    Previte
    previtefelice@alice.it
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  5. Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Ora gli stupri avvengono su persone disabili.
    In Italia non mancano scissioni politiche, mentre sono carenti iniziative per risolvere le priorità sociali.

    L’avvenimento più ricorrente che sta avvenendo nel nostro disorientato Paese è la nascita di Partiti o Movimenti Politici, per scissione o differenze che raggiungono la soglia dell’intolleranza ideologica, per far scattare il meccanismo della segmentazione.
    In una parola, diciamola la verità : la creazione di gruppi politici di potere.
    Nei dibattiti parlamentari e nelle leggi finanziarie non sono state riconosciute l’urgenza di provvedimenti nei confronti del mondo della sofferenza, “cosa” che gli aridi dati statistici dell’ISTA non hanno saputo mettere in evidenza.
    Ora è di moda gli stupri : mostruose azioni che danneggiano irrimediabilmente la dignità umana come quello avvenuto in Sicilia, in Lombardia e
    non ultimo quello avvenuto a Pernate in provincia di Novara dove un tunisino, poi arrestato, ha abusato di una ragazza sordomuta, uno squallido episodio di violenza carnale da parte di uno squilibrato in danno di una disabile.
    Ancora una volta dobbiamo constatare il riporto della notizia in marcata evidenza del “fatto” da parte dei mass media, quasi un’esaltazione della “notizia” per arricchire di punti in più il carnet dello share, visto che l’audience e lo scoop scandalistico restano i parametri di valutazione di avvenimenti riguardanti la società civile.
    In una società violenta, come purtroppo tende a divenire l’Italia il rispetto della dignità dell’uomo rischia di eclissarsi sempre più.
    Ci sconcerta sempre più il silenzio ed il disinteresse delle Istituzioni, ci meraviglia sempre più il poco interesse dei mass media per approfondire le cause di questi “avvenimenti” invece di ignorare una realtà che a volte supera la fantasia e che giornalmente si annida e si ambienta nella nostra società pervasa da un’indifferenza senza limiti.
    Violenze spesso spicciole tra adolescenti, l’aggressività tra consanguinei dove spesso ci scappa il morto, stupri molto ricorrenti sono segnali sempre più forti di sofferenza ed insofferenza, spesso derivanti da menti non solo perverse, ma psichicamente instabili, circostanze a volte drammatiche, che lo Stato ed il legislatore dovrebbero arginare prima che la situazione divenga esplosiva e pericolosa per l’ordine pubblico.
    Si profila una legittimità del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo l’egoismo ed il proprio io.
    Ma veramente non c’è futuro in questa Italia dove spesso ci sentiamo, o ci fanno sentire, stranieri nella nostra Patria?.
    La politica molto impegnata in inutili litigiosità, le Istituzioni disorientate e disattente, non percepiscono le priorità sociali, soprattutto il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, e non promuovono quelle necessarie iniziative tendenti ad ampliare la qualità della vita e la tutela giuridica del malato e dei familiari.
    Mi si consentito di rilevare che la politica, soprattutto,le Istituzioni hanno fallito ed invece di restare come stanno galli nel pollaio a beccarsi l’un l’altro per un nonnulla o si trincerano dietro parole ipocrite, dovrebbero distinguere le necessità pubbliche da quelle di natura personale.

    Ma fin’ora esistono solo parole e poco rispetto dell’integrità e della dignità della persona come quanto è avvenuto su quella povera disabile di Novara.

    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...