Se “Antimafia” diventa solo una parola

La vicenda la ricorderete tutti ed è quella di Vincenzo Parisi titolare, assieme a Pietro Pipitone, dell’impresa di calcestruzzi Celso di Balata di Baida, frazione di Castellammare del Golfo, che a ferragosto 2007 venne praticamente distrutta da un attentato incendiario di matrice mafiosa.
I titolari sono tra i pochi imprenditori, tra quelli che lavorano in provincia di Trapani, ad avere deciso di denunciare le pressioni mafiose  ricevute ed oggi sono iscritti tra le parti offese di un processo che va a incominciare.

Ebbene a distanza di due anni da quell’attentato, dopo la denuncia all’attività giudiziaria, attesi i tempi delle indagini, e richiesti alla prefettura gli aiuti, le provvisionali che per legge sono previste a favore di coloro i quali hanno subito la protervia mafiosa, l’estorsione, il fuoco distruttore e l’hanno denunciato, i titolari della impresa di calcestruzzi Celso di Balata di Baida continuano incredibilmente a rimanere in attesa di risposta, vittime della mafia prima e dello scaricabarile delle istituzioni poi.

Tutta la vicenda la trovate raccontata qui da Rino Giacalone

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