I nostri “tempi moderni”

Un articolo di Claudio Magris sul Corriere della Sera del 13 settembre, dal titolo “Noberto Bobbio – Il maestro laico che manca all’Italia“, e scritto in occasione del centenario della nascita del filosofo torinese, credo riassuma in maniera eccellente, in questo passaggio che vi ripropongo, alcuni aspetti della nostra contemporaneità.

Scrive Magris:

“Bobbio ha insegnato che laico non indica il seguace di una specifica idea filosofica, bensì chi è capace di distinguere le sfere delle diverse competenze; distinguere ciò che è oggetto di dimostrazione razionale da ciò che è oggetto di fede, a prescindere dall’adesione o meno ad essa. Laicità: distinguere fra diritto e morale, sentimento e concetto, legge e passione; articolare le proprie idee secondo principi logici non condizionati da alcuna fede né ideologia; mettere in discussione pure le proprie certezze; sceverare l’autentico sentimento dalle incontrollate reazioni emotive, ancor più nefaste dei dogmatismi.

Oggi viviamo in una temperie culturale assai poco laica, funestata dai fondamentalisti religiosi come da quelli aggressivamente atei, entrambi capaci di ragionare solo con le viscere e con slogan orecchiati. La cronaca di ogni giorno ci mostra come si confondano e si pasticcino politica e morale, diritto e sentimentalismo, in un’allegra sgrammaticatura linguistica, concettuale ed etica che mette spesso il soggetto all’accusativo e viceversa, per scambiare i ruoli tra vittime e colpevoli e mettere in galera il derubato anziché il ladro. Il sistema politico regredisce a una barbarie premoderna, cancellando progressivamente secoli di civiltà liberale che aveva elaborato controlli e garanzie per impedire abusi di potere.”.

Non che per Chaplin fosse tutto più semplice.

Per il tonno rosso del mediterraneo è l’ora delle decisioni

Un appello ai ministri Zaia e Prestigiacomo a cura del WWF viene pubblicato in questi giorni sui giornali italiani ed europei.
Il WWF chiede che il nostro governo voti a favore dell’inclusione del Tonno rosso nell’Appendice I della CITES, per salvare una specie prossima al collasso commerciale, anticamera di una possibile estinzione, e per salvare un’attività di pesca tradizionale ed industriale di notevole importanza economica e culturale.

L'appello del WWF

L'appello del WWF

Sono ormai numerose le analisi tecnico-scientifiche che richiedono in maniera chiara e distinta che la gestione del tonno rosso in Mediterraneo deve cambiare drasticamente se si vuole evitare un iniziale collasso commerciale e un declino drammatico della popolazione di tonni entro i prossimi due anni.

Il futuro del Tonno rosso del Mediterraneo dipende da un’importante decisione che il governo italiano dovrà prendere entro lunedì 21 settembre.

Nnell’ambito della riunione del Comitato della CITES dei Paesi della Unione Europea,  l’Italia dovrà infatti votare insieme agli altri Paesi dell’Unione per decidere se appoggiare o respingere l’inclusione del Tonno rosso del Mediterraneo (Thunnus thynnus) nell’Appendice I della CITES (Convenzione Internazionale sul commercio delle specie in pericolo di fauna e flora).

Per salvare lo stock di tonno e le migliaia di persone, che lavorano nel settore della pesca a questa specie, è ora oltremodo necessario interrompere l’insostenibile commercio internazionale della specie, grazie all’inclusione della specie nell’appendice I della CITES,altrimenti le responsabilità di gestione rimarrebbero in mano all’ICCAT.

In tal modo con un’inclusione nell’Appendice II e con la suggerita moratoria della pesca per due anni per i soli stati europei il fallimentare status quo non verrebbe in alcun modo modificato, e questa scelta creerebbe un evidente svantaggio economico per l’Italia: l’esportazione di tonno sarebbe eliminata per due anni solo dagli stati membri, mentre i paesi extraeuropei ne beneficerebbero economicamente.

Solo l’inclusione in Appendice I eviterà questo problema economico. Solo l’inclusione in Appendice I assicurerà un futuro al Tonno rosso del Mediterraneo e ai nostri pescatori.

Il WWF pertanto chie ai Ministri Prestigiacomo e  Zaia di considerare tutto ciò: la gestione sostenibile non fossilizza questa risorsa anzi le da un valore aggiunto la rende inesauribile; solo con l’Appendice I il nostro mercato potrà cominciare a gestire con responsabilità e in maniera sostenibile questa risorsa.

Il tonno rosso del Mediterraneo non deve essere più depauperato dal mercato del sushi giapponese, mentre in Italia si consumano tonni provenienti dall’Oceano Indiano, Atlantico e Pacifico.

*** di tonno rosso avevamo scritto recentemente qui