La “Tuna Farming” di Castellammare verso il disarmo ?

Sembra proprio che il prossimo anno potrebbe segnare la fine per la “Tuna Farming”, (allevamento del tonno rosso) ubicato alle spalle del porto di Castellammare in prossimità del “Pedale” e che tante polemiche in questi anni ha suscitato tra la popolazione locale.

Dopo un lungo braccio di ferro, infatti, la Commissione europea si è schierata a grande maggioranza (contrari Italia, Spagna e Malta) per l’inserimento del tonno rosso nella “Cites”, la convenzione di Washington per la tutela delle specie a rischio estinzione e l’Europa si prepara quindi a gettare tutto il suo peso politico nella battaglia per la difesa del tonno all’incontro della “Cites” che si terrà nel prossimo marzo a Doha.

Se si tiene conto che gli Stati Uniti sembrano orientati ad appoggiare la proposta, si delinea un fronte favorevole alla tutela abbastanza ampio. Se l’orientamento europeo prevarrà, per la prima volta una specie largamente commercializzata finirà nella lista rossa delle specie non catturabili, assieme al leopardo, alla foca monaca, al panda.

Almeno 8 tonni su dieci sono spariti nel corso degli ultimi 50 anni. Una razzia determinata dalla potente molla del mercato giapponese che trasforma in sushi l’80-90 per cento dei tonni pescati nel Mediterraneo. L’inclusione nella lista “Cites” bloccherebbe automaticamente la possibilità di esportare il tonno rosso e le sue parti: un provvedimento radicale che, nell’arco di alcuni anni, ci si augura possa permettere il ripopolamento del Mediterraneo.

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