“Io ci sono”, firmato Ignazio Marino

Quello che segue è il testo del manifesto di candidatura alla segreteria del Pd di Ignazio Marino, pubblicato in Pdf sul suo sito:

E’ arrivato il momento. Siamo in molti, moltissimi.

Sogniamo un’Italia diversa,

crediamo nella cultura del merito, nella laicità della Stato, nella solidarietà, nel rispetto delle regole, nei diritti uguali per tutti,

vogliamo liberare le energie migliori di questo paese e creare una squadra di persone che diano voce, forza, concretezza alle nostre idee.

Siamo decisi a contrastare democraticamente chi governa l’Italia in maniera ottusa e maldestra:

per un Paese curato, sicuro, sereno, moderno
per un Paese che conti, in cui si faccia strada il coraggio, la capacità, la speranza
per un lavoro con un salario degno che valorizzi ogni individuo
per una scuola come principale strumento per la formazione e l’integrazione dei nostri figli
per uno sviluppo economico, responsabile, che rispetti l’ambiente

Vogliamo che ognuno possa costruire con fiducia il futuro, realizzare il proprio sogno e vogliamo essere liberi di scegliere.

Non sono slogan, sono i valori in cui crediamo e che ci uniscono. Ma affinché questi valori diventino azioni positive, ognuno di noi deve fare un passo avanti e assumersi un impegno.

IO CI SONO

Sono pronto a fare il primo passo per assumermi la responsabilità di dare voce e concretezza a ciò in cui crediamo. Sulla stessa strada siamo in tanti, a partire da un gruppo di democratici liberi nello spirito e visionari, che hanno scelto di impegnarsi e condividere la sfida.
Non siamo spinti né sostenuti da correnti, siamo un ruscello ma possiamo diventare un fiume se ognuno di noi è disposto a contribuire con la propria goccia d’acqua.
Il fiume deve scorrere dentro gli argini e ogni persona per contare si deve iscrivere al Partito Democratico e partecipare con il proprio voto alla fase congressuale, per scegliere il candidato.

Facciamoci vedere. Facciamo sentire quanto è forte la nostra voglia di cambiare.

Entro l’11 luglio iscriviamoci tutti al PD.
E tra una settimana, se saremo in tanti, il fiume seguirà un nuovo corso.
Di speranza e fiducia.

Ignazio R. Marino

Ignazio Marino scienziato, cattolico e laico no! Ridateci i puzzoni !

Sintetizzando molto, ma in maniera corretta, queste le reazioni che si stanno scatenando tra le figure di vertice del PD intorno all’imminente annuncio della candidatura di Ignazio Marino alla segreteria del partito, in vista del congresso di ottobre.

Il senatore del Pd stasera sarà alla festa democratica di Roma e spiegherà in oltre due ore le ragioni della sua scelta.

Sarà il terzo solo in ordine di tempo, e il pressing, da una parte e dell’altra, perché si tirasse indietro è stato fortissimo.

Ci sono i «piombini», con lui e la decisione l’ha comunicata a loro per primi, a Pippo Civati, Marta Meo, Pierfrancesco Maiorino.

«Io e Civati siamo ai due lati del ponte. Facciamo un passo nella direzione dell’impegno personale. Bisogna che le persone che credono in noi facciano un passo nella nostra direzione andando questa settimana a tesserarsi. Con migliaia e migliaia di tesserati, partiremo insieme per questa avventura».

Ad un Massimo D’Alema particolarmente furioso per la sua candidatura Ignazio Marino sembra abbia risposto: “Massimo, io sono anni che passo la mia vita tra fegati e sangue, pensi che possa avere ora paura di affrontare un confronto politico?”.

Sul perchè della sua candidatura alla guida del Pd, Marino risponde con una dichiarazione di fiducia verso il Pd: “Io che non ho mai avuto una tessera di partito prima d’ora, che non vengo né dalla cultura della Margherita né da quella dei Ds, nel Pd mi sento a casa mia, sono convinto che questa formazione possa imprimere una svolta al centrosinistra.”.

Chi dice che i portoghesi non pagano ?

Pagano, pagano !

Il gesto delle corna fatto in parlamento, verso il capogruppo dell’opposizione comunista Bernardino Soares, è costato le dimissioni al ministro dell’economia Manuel Pinho

L’incidente si è verificato durante il dibattito sullo stato della nazione, l’ultimo prima dello scigliemento delle camere.

Soares nel suo intervento stava duramente criticando l’operato di Pinho nella vicenda delle miniere di zinco di Aljustrel, nel sud del paese, minacciate di chiusura. Seduto sul banco del governo Pinho, visibilmente irritato, ha guardato male il leader comunista, poi ha portato le due mani, indici tesi, sui due lati della testa e gli ha fatto il segno delle corna. Ossia “cornuto“. Un insulto pesante, per di più registrato dalle Tv presenti nell’aula di palazzo Sao Bento.

L’opposizione è insorta, chiedendo le immediate dimissioni del ministro, che ha lasciato l’aula. Scuro in volto il primo ministro, il socialista Socrates è intervenuto per condannare il “comportamento inammissibile” di Pinho e presentare le scuse del governo. Poco dopo l’annuncio delle dimissioni.

Folle Nord

“SARONNO, SINDACO PD DURA SOLO 11 GIORNI

MILANO – Manca ancora la giunta, il consiglio comunale non si è ancora riunito e mai si riunirà: a Saronno l’avventura di Luciano Porro, candidato del Pd eletto sindaco al secondo turno, è finita dopo solo 11 giorni. Porro ha battuto la sua avversaria Annalisa Renoldi al ballottaggio ma il Pdl ha preso più voti del centrosinistra in consiglio comunale. Sì è quindi creata una situazione anomala con la maggioranza dei consiglieri del centrodestra e un sindaco espressione delle liste del centrosinistra.

Questa mattina, tutti i consiglieri di opposizione (16 su 30) hanno presentato le dimissioni e questo ha fatto decadere il mandato di Porro. Ora il Comune sarà retto da un commissario prefettizio fino alle nuove elezioni, che dovrebbero svolgersi in contemporanea con le regionali dell’anno prossimo.

“Abbiamo deciso congiuntamente di rassegnare le dimissioni dopo una lunga discussione – ha spiegato il coordinatore cittadino del Pdl Enzo Volonté – perché l’ipotesi di dialogo ventilata dal sindaco non è mai stata attuata”. Soddisfatta anche la Lega Nord, i cui consiglieri avevano presentato le dimissioni già il primo luglio chiedendo agli alleati di fare altrettanto. “Pdl e Udc ci hanno seguito in questa battaglia – ha detto il segretario locale della Lega Angelo Veronesi – e abbiamo espugnato il castello della sinistra estremista”. Oltre ai cinque consiglieri della Lega, infatti, oggi si sono dimessi anche i dieci del Pdl e quello dell’Udc.”

ANSA