E nel conto degli sconfitti mettiamo anche il Pdl

Al momento in cui scrivo i dati non sono ancora definitivi, mancano pochissime sezioni, e potranno ancora variare di qualche decimale, in meglio per quanto riguarda il Pdl, in peggio per quanto riguarda il Pd.

Ciò detto come sono andate queste consultazioni elettorali ?

Ha perso il Pdl, (il 2, 34 %) alla sua prima prova elettorale, non solo rispetto alle, evidentemente a carte viste, eccessive aspettative suscitate dai sondaggi ma anche rispetto ai risultati reali che alle precedenti elezioni lo vedevano al 37, 4 % contro il 35,06 fatto registrare in queste elezioni.

Ha perso il Pd con il 26,24 % contro il 33,10 % del 2008 che al di là di quanto recuperato dalla gestione Franceschini rispetto alla dilapidazione del patrimonio di consenso operata da Walter Veltroni tuttavia sempre una perdità del 6,86 % fa registrare e dimostra la cecità di una classe dirigente che lascia fuori i Radicali di Bonino e Pannella con il loro 2,43 %.

Subisce una battuta d’arresto la tendenza al bipartitismo assecondata nel 2008 dall’accordo tacito tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, ma nel contempo non si può certo dire che sia stata battuta, se è vero come è vero che nessuna delle formazioni che avevano come obiettivo minimo quello di superare lo sbarramento del 4 % c’è riuscita.

I circa due milioni e settecentomila voti (pari a sei sette deputati europei), sprecati dalle formazioni non riferibili all’area di centro destra e che puntavano a superare lo sbarramento del 4 % dicono tutto poi della sconfitta presente e della debolezza in prospettiva del centro – sinistra.

Ha perso l’Mpa di Raffaele Lombardo e Francesco Storace è definitivamente “out”, vista anche l’affermazione (si fa per dire) di formazioni come “Fiamma tricolore” con lo 0,78 % e “Forza Nuova” con lo 0,47 %.

Ha resistito l’Udc che registra un piccolo, ma significativo avanzamento passando dal 5,6 % al 6,47 %che marca ancor di più la sua non omologabilità al Pdl di Berlusconi.

Ha vinto la Lega Nord che passa dal 8,3 % al 10, 41 %, ha vinto l’Idv di Antonio di Pietro che dal 4,4 % passa ora al 7,94 %

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