Elezioni europee, occhio ai sondaggi

Mancano solo tre settimane al voto per il rinnovo della rappresentanza italiana al parlamento europeo.

I sondaggi si susseguono a ritmo incalzante e gli istituti continuano a sfornare dati in larga misura convergenti.

A parte sporadici casi di metodologie approssimative, e isolati tentativi di manipolazione, sopratutto in favore di formazioni al di sotto del quattro per cento, nel tentativo di dare l’illusione della fattibilità del raggiungimento dell’obbiettivo (il superamento dello sbarramento del 4%), per il resto si può essere sodisfatti del lavoro svolto dagli istituti demoscopici.

Il Pdl è dato stabile al 41,0%, contro un dato del principale antagonista  il Pd stabile anch’esso al 25,5%. Si segnala tuttavia un ultimo dato di Piepoli per Sky TG24 del 15/5/2009 su un campione assai limitato (500 intervistati) che lo dà al 29,5 %.

I “compagni terribili” rispettivamente di Pdl e Pd e cioè Lega Nord e Idv-Di Pietro vengono dati stabili, ormai al 10,0% la Lega Nord, che per essere una forza radicata solo in una parte del paese è un dato enorme, così come enorme sarebbe, se confermato nelle urne, il balzo in avanti di Idv-Di Pietro dato tra il 7,0% e lo 8,2 % contro il 4,4 % delle politiche 2008.

L’Udc è anch’esso stabile intorno al 6,0%.

La difficoltà più grande per i sondaggisti penso sia concentrata intorno alla determinazione del peso delle forze minori, nel senso delle coalizioni, costituite per l’occasione, con l’obiettivo di superare il 4%.

Personalmente ritengo che è proprio su questi casi che l’attendibilità dei sondaggi rischierà di essere messa in discussione di fronte ai dati reali.
Troppe le variabili da considerare, troppi i correttivi da introdurre nella restituzione dei dati.

Fuori dai giochi la lista Bonino-Pannella.

Ma la vera incognita, in grado di alterare anche significativamente i dati dei sondaggi, sarà la percentuale di astensione dal voto, un dato  che ci si attende estremamente alto, (tra il 60 e il 70 % degli aventi diritto) e che è lecito attendersi non incidente in maniera proporzionale su tutte le forze politiche.

Tutti gli uomini dell’UDC nei comuni della Provincia di Trapani

Nominati i coordinamenti in dodici Comuni della provincia.

I nuovi organigrammi, sintesi di laboriose trattative in sede locale per tenere a freno i conflitti tra le diverse anime del partito, sono stati decisi dal segretario provinciale Mimmo Turano e del suo vice Francesco Regina ed hanno l’avallo politico del segretario regionale Saverio Romano

Il coordinamento di Alcamo è così composto da Salvatore Orlando, Saverio Messana ed Angelo Marrocco. 

A Castellammare del Golfo Leonardo Foderà avrà al suo fianco un numeroso gruppo costituito da: Francesco Navarra, Vincenzo Borruso, Salvatore Fundarò, Damiano Canzoneri, Giovanni Tartamella e Giovanni Ciufia

Il coordinamento di Castelvetrano può contare su Giovanni Curiale, Salvatore Stuppia, Silvestre Pisciotta, Francesco Cirrincione ed il vicesegretario provinciale Francesco Regina. 

A Calatafimi-Segesta sono stati nominati Salvatore Garitta, Santo Pisano e Salvatore Mazzarese. 

Un altro triunvirato per Campobello di Mazara con Epifanio Stallone, Andrea Gulotta e Salvatore Tumminello. 

A Mazara del Vallo, Santoro Genova, Giovanni Quinci e Giacomo Marino. 

A Marsala l’avvocato Stefano Pellegrino avrà la collaborazione di Gaspare Oddo e Franco Barraco. 

Il coordinamento comunale di Partanna ha come riferimenti Franco Blunda, Francesco Cannia e Nicola Colletta. 

A Paceco Giovanna Genna, Peppe Maltese, Antonino Galia e Michele Leo. 

A Santa Ninfa l’Udc sarà rappresentata da Isidoro Spina, Francesco Lo Curto, Vincenzo Basile e Giuseppe Giambalvo. 

A Vita, Baldo Accardi, Vincenzo Mannone, Paolo Buffa e Salvatore Napoli. 

Mentre il coordinamento comunale di Petrosino è costituito da Giovanni Mauro, Luigi Abbignani ed Angelo Valenti.