Buttiglione scomunica Sgarbi

Una nota dell’Adnkronos informa che:

Vittorio Sgarbi non e’  esattamente il tipo di nuovo personale politico che l’Udc vuole  proporre“.
Lo ha affermato sul ‘Corriere della Sera’ Rocco  Buttiglione, presidente dell’Udc e vicepresidente della Camera, a  proposito di una possibile candidatura del sindaco di Salemi con  l’Udc.

“Voglio bene a Vittorio, alla sua intelligenza al suo humour. Ma  l’intervista al ‘Corriere’ non ci e’ molto piaciuta”, ha spiegato  Buttiglione convinto che Sgarbi “da grande provocatore credo che  quella intervista la abbia fatta proprio per farsi dire di no  dall’Udc”.

“Si puo’ trattare con due partiti contemporaneamente? – si  interroga il vicepresidente della Camera a proposito della  dichiarazione del critico d’arte a trattare anche con la Lega – E poi  la Lega e’ quanto di piu’ lontano dalla nostra proposta”, fa notare  Buttiglione.

Sgarbi “forse voleva un seggio per dare espressione al suo  protagonismo” e questo “non e’ il tipo di comportamento che il nostro  popolo puo’ accettare“.

“Anche se talvolta ha espresso sentimenti  vicini alla comunita’ cristiana -ha concluso il presidente dell’Udc-  personalmente ho sempre avuto molti dubbi. Anche se e’ sempre utile  parlare con lui. Ora questi dubbi si confermano“.

Buttiglione ha perfettamente ragione, il “popolo” dell’Udc è notoriamente di “gusti difficili”.

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Quelli che … se la prendono con Garibaldi

Si segnala una replica di Vittorio Sgarbi al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè per il quale andrebbero tolte dalla toponomastica dei comuni siciliani le vie intitolate a Garibaldi per sostituirlo con analoghe vie dedicate a Federico II.

“Leggendo l’inaudita dichiarazione sul proposito di eliminare le strade dedicate a Garibaldi,  credo ad un “pesce di aprile” ritardato da parte di Gianfranco Miccichè. L’Italia di cui facciamo parte non è quella di Federico II – di cui nessuno disconosce il valore – ma quella di Garibaldi e Cavour, piaccia o non piaccia a Miccichè. 

Le sue sono dichiarazioni che riproducono, forse per umana simpatia, quelle precedenti di Raffaele Lombardo. Stento a credere che due figure istituzionali, e addirittura un membro del Governo nazionale, continuino la grottesca polemica con Garibaldi e con la storia. 

L’unità d’Italia, di cui anche la Sicilia fa parte, ha il suo punto di origine in Sicilia, dalla città di Salemi da cui Garibaldi partì. 

Qualunque considerazione che cerchi di cancellare la memoria di Garibaldi è un insulto al buonsenso e alla storia. 

Cambiare i nomi delle strade, togliere lapidi e ogni altra analoga proposta, sono gesti ridicoli e grotteschi. 

Ancor più adesso che la Sicilia si avvia a celebrare il 150° anniversario dell’Unità Italia con un anno di anticipo, commemorando la data del 14 maggio del 1860, quando Garibaldi proclamò l’Unità d’Italia a Salemi.

Molte città d’Italia traggono beneficio da questa ricorrenza grazie al “Comitato per il 150° dell’Unità” che ha erogato finanziamenti per iniziative straordinarie. 

Soltanto la Sicilia sembra volere rinunciare a questi finanziamenti con una sterile polemica.”