Sgarbi: io ottimo per l’Udc, ma tratto con la Lega

Non credo nel matrimonio: è un sacramento, non sarei in grado di rispettarlo»

ROMA

Professore, e così alle elezioni europee si candida per l’Udc…

«Va bene, lo so: chiamandomi Vittorio Sgarbi faccio sempre piuttosto notizia. Però, stavolta, davvero non lo capisco tanto stupore. In fondo sono il miglior sindaco che l’Udc abbia mai avuto, ho dato alla mia meravigliosa città siciliana, Salemi, un giusto rango internazionale… ne parlano tutti… prima Le Figaro, poi due giorni fa il Los Angeles Times… ».

Lei, democristiano. Un’esperienza che le mancava.

«Guardi, non cominci con la storia nauseante del trasformismo: la verità è che siamo tutti figli della Balena Bianca. È una verità dura da accettare: ma siamo nati, e moriremo, diccì. E poi, scusi: si sarà accorto, credo, che anche il capo del Pd è un democristiano, o no?».

(Vittorio Sgarbi, 57 anni, da Ferrara — uomo veramente colto e critico d’arte da tempo ormai definibile anche animale politico e televisivo — risponde al telefonino mentre entra a Roccavaldina, comune sopra Messina, un luogo che descrive incantevole, con una deliziosa farmacia ospitata in un palazzo del Cinquecento).

Lasciamo stare la farmacia: lei che si can­dida per l’Udc provoca, capirà, un mucchio di domande. Per esempio: i suoi rapporti con la Chiesa?

«Ottimi. Ho visto il cardinal Bagnasco all’Aquila, mi sento spesso con Fisichella».

Il Papa.

«Il Papa che?».

La sua posizione, per esempio, sui profilattici.

«Senta: premesso che la Chiesa fa sempre bene a esprimere il suo pensiero, io credo che Benedetto XVI avrebbe fatto meglio a restare su un piano spirituale».

E lei?

«Io faccio un uso laico del profilattico».

Sarebbe?

«Se è un’estranea, mi proteggo».

Lei ha avuto tre figli, da tre donne diverse.

«E li ho riconosciuti, lo scriva, tutti».

Perché non ha sposato le loro madri?

«Una è morta. L’altra aveva già un marito. La terza è stata ragionevole, e ha pensato bene di trovare subito un accordo…».

Ragionevole, in che senso??

«Non credo nel matrimonio».

No?

«È un sacramento, non sarei in grado di rispettarlo. E poi, scusi: se fosse una cosa buona, i preti se lo sarebbero tenuti per loro?».

Casini resterà senza fiato.

«Ricordo che loro, i più cattolici del Parlamento, e cioè lui, Berlusconi e Fini sono tutti separati o divorziati… con Casini, semmai, il problema è un altro».

Quale?

«M’aspetta a Roma per fare le foto con gli altri candidati. Solo che io sto trattando, ormai da giorni, con la Lega».

Ma no?

«Ma sì. Ho già parlato due volte con Bossi. E presto incontrerò Calderoli».

Candidato con la Lega? E dove?

«Nell’Udc, in fondo, rischio d’essere chiuso. De Mita al Sud, le isole inibite dai comitati d’affari, Magdi Allam nel Nord-Ovest… l’ideale sarebbe il Nord-Est, ma pure lì sento di non essere gradito…».

Con la Lega, candidato dove?

«Per le europee, al Centro, e per le amministrative, come presidente della provincia di Rovigo. Non male, eh?».

Rovigo?

«Una scommessa… arte, quadri, e poi il Po… io ci faccio lo sci d’acqua, sul Po».

Fabrizio Roncone
22 aprile 2009

da Corriere.it

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Provincia di Trapani, la crisi non c’è più

Facendo seguito all’impegno assunto in aula la settimana precedente, il Presidente della Provincia Regionale di Trapani, Mimmo Turano, ha proceduto, nel corso della seduta del Consiglio Provinciale di lunedì, alla presentazione ufficiale della nuova squadra assessoriale e ridistribuzione delle deleghe.

La nuova Giunta Provinciale risulta così composta:

Cesare Colbertaldo (Patrimonio, Salvaguardia dei Beni patrimoniali e immobili – Società Partecipate – Protezione Civile);
Marianna Como (P.I., Edilizia Scolastica, Diritto allo Studio, Rapporti con il Consorzio Universitario);
Giovanni Lo Sciuto (Politiche Sociali e della Famiglia, Politiche del Lavoro e Giovanili, Immigrazione, Emigrazione, Sanità, Formazione Professionale);
Francesco Regina (Pianificazione territoriale e Tutela ambientale, Parchi e Riserve, Politiche energetiche, ATO Rifiuti);
Nicolò Maria Lisma (Pesca, Politiche del Mare, Sviluppo economico delle coste, Risorse marine e Isole minori);
Nicoletta Ferrantelli (Organizzazione e Sviluppo delle Risorse, Personale, Pari Opportunità, Innovazioni tecnologiche);
Vincenzino Culicchia (Bilancio, Finanza locale e Tributi, Programmazione finanziaria);
Baldassare Lauria (Affari Legali e Contenzioso, Legalità e Trasparenza dell’Azione Amministrativa, Lavori Pubblici e Infrastrutture – ATO idrico);
Francesco Gancitano (Attività Produttive, Beni Culturali, Rapporti con il Consiglio);
Guglielmo Anastasi (Politiche Comunitarie ed Euromediterranee, Tutela dei Diritti umani e civili);
Michele Cavarretta (Grandi Eventi sportivi e culturali, Programmazione Sportiva Giovanile, Impiantistica Sportiva);
Davide Fiore (Sport, Turismo, Spettacolo, Strutture turistiche ricettive).

L’incarico di Vice Presidente della Provincia  rimane assegnato all’On. Vincenzino Culicchia.

Il Presidente della Provincia ha riservato a sé stesso le competenze relative ai rami dell’Amministrazione in materia di cultura e politiche culturali.

In conclusione, crisi rientrata in parte, Mimmo Turano rimette assieme infatti una maggioranza numerica, prima ancora che politica, rimanendo fuori la componente del Pdl che fa capo all’Onorevole Giulia Adamo.

Per il resto da notare che, Sport, Turismo e Cultura spicciole (come dire la politica dei contributi) saranno appannagio di Davide Fiore e dello stesso presidente Mimmo Turano e che Michele Cavarretta, dovrà crearsi e trovare i soldi per i suoi “Grandi avvenimenti sportivi”, come dire lo stesso tipo di rapporto che si pretendeva dalla Maria Giovanna Maglie e da lei denunciato in una intervista dopo il licenziamento.

Non pochi interrogativi suscita la sottrazione della competenza in materia di Lavori Pubblici all’assessore Regina e il passagio delle stesse competenze in capo all’assessore Lauria che si occupa anche di “Legalità e trasparenza”.

In conclusione sembra che proprio il Presidente a cui si imputava un peso preponderante nella gestione delle risorse dell’ente  ed assenza di collegialità, come motivazione per l’avvio della crisi non abbia ceduto niente, ed anzi abbia ancor più accentrato su se stesso e sul suo entourage le competenze.

Alla prossima … crisi.