E mo’ sentiamo Sgarbi

Questo il manifesto “ambientalista” di Idv per le Europee 2009.

800x600energia

Qualcuno ha fatto notare che all’epoca del Di Pietro ministro, un nuovo impianto da 162 MW che avrebbe dovuto sorgere al largo della costa di Termoli in Molise  in un tratto di mare visibile dalle colline di Montenero di Bisaccia, (feudo di Tonino), fu bloccato (e lo è ancora) da un vertice al ministero tra il ministro Antonio Di Pietro e il figlio Cristiano Di Pietro consigliere provinciale di Campobasso.

All’epoca scrisse Massimo Gramellini su La Stampa.

Il ministro Antonio Di Pietro ha ricevuto la visita del consigliere provinciale di Campobasso, Cristiano Di Pietro, per discutere la richiesta di una ditta privata che vorrebbe insediare un impianto di energia eolica in Molise.

Al termine del summit il consigliere Cristiano, figlio di Antonio, ha manifestato pubblicamente la sua soddisfazione per aver chiesto e ottenuto un incontro con il ministro Antonio, papà di Cristiano.

E poi dicono che nelle famiglie italiane non c’è dialogo.

Secondo il consigliere Cristiano figlio di Antonio, la riunione ha permesso al ministro Antonio papà di Cristiano di comprendere meglio i termini del problema.

Avrebbero potuto parlarne in pigiama a casa durante la colazione, ma è fuori di dubbio che nel salone di un ministero certi discorsi fanno un altro effetto.

Anche su di noi, che dopo l’affondamento della Prima Repubblica dei partiti, avevamo temuto che la Seconda si sarebbe fondata sui giudici, mentre è più banalmente finita nelle mani dei clan di consanguinei.

Ai No Tav interesserà sapere che il ministro Antonio papà di Cristiano ha condiviso le osservazioni del consigliere Cristiano figlio di Antonio, affermando la sua indisponibilità a consentire a chicchessia di deturpare i panorami molisani con una raffica di pale.

Poiché lo stesso ministro Antonio papà di Cristiano non ha mai manifestato analoga intransigenza riguardo all’Alta Velocità, il popolo della Val di Susa ha davanti a sé una strada obbligata: eleggere consigliere provinciale il figlio di un ministro qualsiasi.

E mandarlo subito a Roma a trattare con papi”.

Annunci

Cofferati, un pensionato di lusso

Lo dice, del non ricandidato sindaco di Bologna, Mercedes Bresso, Pd e Governatore (o governatrice ?) della regione Piemonte su l’Unità.
Ora naturalmente per “par condicio” ci aspettiamo che altrettante sincere considerazioni vengano fatte su “Libero” o su “Il Giornale” a proposito di analoghi candidati del centrodestra alle prossime elezioni europee 2009.

Europee, Bresso: Cofferati pensionato di lusso

di Jolanda Bufalini

Per Mercedes Bresso Cofferati è un pensionato di lusso, per Livia Turco “sarà un ottimo parlamentare europeo”. Mentre nel Pd si cerca di sciogliere i nodi dei capolista nelle circoscrizioni del Sud e del Nord Est, la candidatura del sindaco di Bologna continua a suscitare raffiche di “fuoco amico”. Per la presidente della Regione Piemonte, intervistata da Radio 24, è «stupefacente che rinunci alla candidatura a Bologna per poi accettare un posto che lo obbliga a impegni così importanti».

Un problema, secondo la Bresso, che non riguarda solo Cofferati: «Siccome occorrono moltissime preferenze per essere eletti da noi si candidano i grandi leader, o persone che sono alla fine della propria carriera o che sono famose per altre ragioni. Il vero tema – prosegue – è che gli elettori, così come i partiti, prestano pochissima attenzione all’Europa». Il risultato è che l’Italia risulta spesso assente: “L’Europarlamento è un treno molto lento – conclude – ma che non si ferma mai. Noi italiani arriviamo tardi e poi ci lamentiamo che non hanno tenuto in considerazione i nostri interessi». Livia Turco, invece, difende la scelta di candidare Cofferati anche se “non vuole entrare nelle polemiche”.

Domani la direzione del partito dovrà approdare le liste, intanto sebbene non ci sarà il “caminetto allargato” annunciato nei giorni scorsi, si cerca di sciogliere i nodi delle caselle rimaste scoperte: nel Nord Est hanno detto no Rodotà e Veronesi, al Sud. Fra le personalità della società civile che hanno dato la disponibilità a candidarsi, spiccano i nomi di Giovanni Bignami, già responsabile dell’Agenzia spaziale italiana e dell’Ente spaziale europeo, nonchè quello della campionessa di windsurf, Alessandra Sensini, che ha nel suo palmares 15 medaglie tra olimpiadi e campionati mondiali. Il primo sarà candidato nella circoscrizione di nord-ovest, la seconda al centro.

Nel sud è arrivato anche il sì definitivo di Rosaria Capacchione, la giornalista campana ora sotto scorta per le sue inchieste sul clan dei Casalesi. Nella circoscrizione Isole, Franceschini sta valutando l’ipotesi di derogare al regolamento Pd, che prevede di non candidare alcun sindaco: è intenzionato a mettere in lista il primo cittadino di Gela, Crocetta, uno dei simboli della lotta alla mafia nella Sicilia orientale.

Per quanto riguarda le altre liste di centro sinistra, Di Pietro ha confermato, polemizzando con Franceschini, la sua candidatura: «Berlusconi e Bossi si candidano per massimizzare i consensi alla coalizione di governo – sostiene Di Pietro – l’Idv si assume la responsabilità di contrapporre l’Italia che vuole l’alternativa».

La legge elettorale che impone uno sbarramento del 4% ha prodotto la formazione di tre coalizioni di partiti piccoli. A sinistra si presentano con lo stesso simbolo Prc-Pdci-Socialismo 2000-Consumatori uniti e Sinistra e Libertà (che raggruppa Ps, Verdi, Sd, Mps di Vendola). A destra si presentano con lo stesso simbolo Destra-Mpa-Pensionati-Alleanza di centro.
Fra i piccoli che hanno scelto di depositare da soli il proprio simbolo la Lista Bonino.

20 aprile 2009

da l’Unità