Enrico Letta e l’andare oltre

Enrico Letta dirigente di primo piano del Pd ed ex ministro del governo Prodi, in una intervista ad Aldo Cazzullo oggi su il Corriere dice cose interessanti:

Questo bipolarismo è finito.
L’elettorato non è bipolare, ma tripo­lare: diviso non tra destra e sinistra ma tra progressisti, moderati e popu­listi.
Si tratta di unire progressisti e moderati, in un patto che non potrà includere né la Lega da una parte, né Di Pietro e i comunisti dall’altra.
Dob­biamo costruire un nuovo Centro-si­nistra: con la C di Centro maiuscola. Con un terzo dei voti non si vince: è evidente che dobbiamo rispacchetta­re tutto.
Il Pd, così com’è, è condan­nato alla sconfitta: non a caso, come ha fatto notare per primo Marc La­zar, il suo insediamento elettorale coincide in modo impressionante con quello del Pci di trent’anni fa.
Si tratta di andare oltre questo Pd, e an­che oltre l’alleanza con Casini. Uscire dalla riserva indiana dei perdenti, e cambiare il sistema

e ancora

L’addio di Veltroni chiude quindici anni di politica italiana.
Saranno decisivi i prossimi tre mesi. L’esito delle europee. E più ancora quello delle amministrative.
Ce la stiamo mettendo tutta, ben gui­dati da Franceschini, per ottenere il miglior risultato possibile del Pd.
E lo stesso impegno dopo le elezioni dovremo metterlo per un congresso che sposti l’asse del partito, lo aiuti a parlare agli elettori moderati, e a fa­re come Lorenzo Dellai in Trentino: l’unica regione dove abbiamo vinto perché il Pd si è impegnato in pro­prio e con alleanze larghe a convince­re i moderati
.”

ed infine

L’illusione di mantenere nel Pd le culture e gli organigrammi dei vecchi partiti è il peccato origina­le le cui conseguenze si vedono oggi.
E’ il rischio della «mancanza di ambi­zione a governare», il male contagio­so di cui soffre la Gauche francese, incline ad accontentarsi del control­lo della piazza e dei governi locali.
E’ «la vergogna di parlare ai moderati», un virus insito nel centrosinistra fin dal ’94

OK gran belle parole e gran bella trovata, seppure non particolarmente originale.

Escludi la Lega, Di Pietro e i comunisti, ti tieni l’Udc di Casini e vai anche oltre.

Ma non passa per la testa a Enrico Letta che ciò che lascia fuori (Pdl+Lega+Idv+Comunisti+i tanti cespugli) sia un pò troppo anche andando oltre ?

O il Pdl non è tra gli esclusi ?

grazie a Civati

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