Camillo Iovino e Giacomo Scala, sindaci nella tempesta

A Valderice

il Sindaco Camillo Iovino (centrodestra) ha avuto notificato un avviso di garanzia per favoreggiamento a seguito delle indagini sulla inchiesta antimafia “Cosa Nostra Resort”.
Il Sindaco Camillo Iovino è indagato per favoreggiamento, con l’aggravante di avere favorito l’associazione mafiosa.
Iovino, che era stato ascoltato dopo l’operazione antimafia, nella quale venne arrestato e succesivamente scarcerato, il suo  vicesindaco Francesco Maggio, si era dichiarato estraneo a qualsiasi coinvolgimento, ma ora viene tirato dentro l’operazione che ha in Masino Coppola, imprenditore edile e del turismo, il principale indagato.

Ad Alcamo

il Sindaco Giacomo Scala (centrosinistra )ha avuto notificato un divieto di dimora per 15 giorni dal giudice per le indagini preliminari di Trapani, Massimo Corleo.
Il divieto di dimora avrebbe portato il Sindaco Scala a pernottare a Castellammare del Golfo.
Il grave provvedimento giudiziario è stato emesso a conclusione della indagine avviata dalla magistratura e relativa alla nomina di tre consulenti esterni al Comune.
Il provvedimento sarebbe limitato all’incidente probatorio che dovrà accertare le eventuali responsabilità nel contenzioso aperto tra il primo cittadino ed i consulenti che hanno poi lasciato il loro incarico. Scala sarebbe riunito con i suoi legali per verificare le carte e per comprendere il provvedimento del giudice per le indagini preliminari Massimo Corleo.
Giacomo Scala, 45 anni, dipendente dell’agenzia regionale del Lavoro, è al suo secondo mandato come primo cittadino alla guida di una giunta di centrosinistra eletta nel maggio del 2007.
Lo stesso sindaco, nei mesi scorsi, aveva ricevuto un avviso di garanzia per il reato di abuso d’ufficio.
Le nomine in discussione sono quelle di Antonio Fundarò, Liborio Ciacio e Giuseppe Pipitone.
Con lui è indagato anche il segretario comunale Cristoforo Recupati.

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2 thoughts on “Camillo Iovino e Giacomo Scala, sindaci nella tempesta

  1. Ma il Gip, su richiesta dello stesso pm, Franco Belvisi, ha revocato il provvedimento di divieto di dimora. La decisione del pm è maturata dopo l’interrogatorio, reso spontaneamente stamani dal sindaco.
    “Il nostro assistito – hanno detto i difensori di Scala, gli avvocati Vincenzo Catanzaro e Francesco Galati – ha fornito puntuali e precise indicazioni in ordine ai fatti contestati che hanno consentito di fare chiarezza sulla vicenda. Il sindaco rimane, quindi, nel suo territorio ad amministrare così come tantissimi elettori hanno voluto”.

  2. Un sentito grazie a “normanno” per l’aggiornamento, a proposito della vicenda che ha riguardato il sindaco Scala.
    Sulla opportunità e sul perchè di certi provvedimenti lesivi della libertà personale, e/o della onorabilità dei cittadini imputati, da parte dei magistrati, (vista la rapidità con cui è stato possibile chiarire le vicende che i provvedimenti avevano generato), lascio ogni ulteriore ed eventuale giudizio ai lettori.

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