Salemi il sindaco Vittorio Sgarbi stupisce ancora e nomina Vice Sindaco il senatore Achille Serra

Sarà il senatore del Partito Democratico Achille Serra il nuovo vicesindaco di Salemi.

L’esponente del centrosinistra ha accettato la proposta del sindaco della città del Belice, Vittorio Sgarbi.

L’autorevole parlamentare incontrerà la prossima settimana il primo cittadino per definire le linee di azione.

Achille Serra è nato a Roma nel 1941 è stato prefetto di Ancona, Palermo, Firenze e Roma.

Eletto deputato per Forza Italia nella XIII legislatura nella stessa legislatura si dimise.

Attualmente è Senatore per il Partito Democratico eletto alle elezioni politiche del 2008 ed è Vice Presidente della commissione Difesa.

 

Update del 18/03/2009

L’ex prefetto ha rifiutato l’incarico a vicesindaco di Salemi conferitogli ieri pomeriggio da Vittorio Sgarbi.

Il senatore del Pd, già capo della Criminalpol, non se l’è sentita di accettare la nomina a vicesindaco di Salemi, ha ringraziato Sgarbi, ma ha rifiutato l’offerta.

“Ringrazio di cuore il sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, per la fiducia e la stima accordate alla mia persona, con la proposta di nomina a vicesindaco. Avendo pero’ l’abitudine di dedicare ai miei incarichi tutto l’impegno e la serieta’ che meritano, sono costretto a declinare l’offerta.”

“Ho considerato, infatti, che le responsabilita’ parlamentari non mi consentirebbero di svolgere questo mandato con la necessaria attenzione, e non voglio che a farne le spese siano i cittadini di Salemi. La mancanza di dialogo tra le forze politiche, inoltre, limiterebbe un mio eventuale contributo super partes”.

Polemiche erano scoppiate in casa Pd dopo la notizia della nomina di Serra a vicesindaco nella giunta guidata da Vittorio Sgarbi, tanto da far dire a Oliviero Toscani:  “Seppure sfiorato dalla geniale idea avuta da Sgarbi, ma certamente convinto delle scelta di indicare una personalità forte come quella di Achille Serra, debbo registrare con stupore l’assenza di laicità nella politica“.

“Definisco l’atteggiamento del Partito Democratico espressione di bigottismo. Dimostra quanto sia concretamente difficile fare lotta alla mafia.”

Ieri il coordinatore cittadino del Pd Domenico Venuti si era detto “allibito”, il segretario provinciale e deputato all´Ars, Baldo Gucciardi aveva minacciato  le dimissioni. Tonino Russo, vicesegretario regionale, aveva annunciato che la linea del partito non sarebbe cambiata: «A Salemi resteremo all´opposizione». Ma la mossa di Sgarbi, intanto, aveva gettato scompiglio e il caso era diventato oggetto di un vertice romano con il senatore Giuseppe Lumia e il capogruppo di Palazzo Madama, Anna Finocchiaro.

Per parte sua invece l’onorevole Giulia Adamo, dopo aver appreso la proposta di nomina di Serra alla carica di vicesindaco di Salemi aveva dichiarato: “Indipendentemente dall’appartenenza politica, il senatore Achille Serra rappresenta per noi tutti un autorevole simbolo di legalità e la sua indiscussa capacità investigativa risulta nota, come è noto il suo ruolo parlamentare”

“Mi auguro, pertanto ,che l’ex Prefetto voglia valutare con estrema attenzione tutte le implicazioni del suo eventuale e futuro incarico annunciato dal Sindaco Vittorio Sgarbi infatti è indispensabile riflettere sulla realtà territoriale della provincia di Trapani e di conseguenza sulla peculiarità del comune di Salemi.”

“Una scelta di questo tipo non può non tenere conto delle condizioni politiche e delle alleanze che sono state necessarie per eleggere Sgarbi sindaco”

“Achille Serra è stato scelto per il suo valore simbolico ma se Sgarbi vuole dare davvero un segnale importante per il rinnovamento delle istituzioni dovrebbe dimettersi e ricandidarsi con una squadra adeguata invece di aggiungere in fretta un’icona di legalità.

“Questa sarebbe la vera svolta e ci troverebbe tutti al suo fianco nella battaglia necessaria a trasformare Salemi in volano di sviluppo nella provincia di Trapani”.

 

Update n°2 del 18/03/2009

E’ evidente al mondo, ma non al Partito Democratico, e neanche al mio povero amico Franceschini – dice Vittorio Sgarbi commentando la rinuncia di Serra – che Salemi non è un luogo qualunque della politica italiana, ma un luogo della mente e della ricerca, con possibili effetti sulla vita dei cittadini e quindi sulla politica. L’offerta ad Achille Serra – che l’ha entusiasticamente accolta – era nell’ordine di non attribuire ai partiti e alla piccola politica una prevalenza sul pensiero e sulle attività civili.

Non l’hanno capito.

Neppure Franceschini.

Posso sperare che Franceschini, scrittore, abbia dovuto patire la miope pressione del PD siciliano, come mi ha accennato lo stesso Serra con il rammarico di dovere rifiutare. Se, al di là delle ragioni di un grande progetto in una piccola città – ed Oliviero Toscani con il suo entusiasmo ne è testimone – valutano le vicende relative alla presenza mafiosa, alla provincia di Matteo Messina Denaro, alla necessità di ritrovare ordine e legalità, non si capisce come a questo non debba contribuire un uomo dello Stato come Serra, già Prefetto a Roma, Firenze e Palermo.

Siccome è del Pd – questo è quello che è accaduto – non può fare la lotta alla mafia. Dobbiamo dedurne, ragionando con il loro stile, che il Partito Democratico è oggettivamente funzionale alla mafia. Non credo – conclude Sgarbi – sia possibile accettare alcuna giustificazione a questa rinuncia. Anzi, a questa abdicazione che costringe un uomo di legge a rinunciare all’azione per la cultura e contro la mafia”.