Provincia d Trapani: AAA cercasi esperti in smaltimento veleni !

Un articolo di Rino Giacalone su La Sicilia di oggi fa una prima ricognizione sulla produzione di veleni conseguente alla crisi politica, che rischia di intasare di inchieste su affari e politica la Procura di Trapani, quella di Marsala e/o entrambe data la cronica carenza di personale almeno per i prossimi dieci anni.

Scrive Rino Giacalone in un pezzo dal titolo,  “Provincia: i retroscena – La colmata di Marsala il motivo del contendere nella maggioranza“:

Le voci di corridoio alla Provincia indicano precisi retroscena alla crisi politica che ha investito la Giunta del presidente Turano.

Una di queste riguarda la colmata di contrada Casabianca di Marsala.

C’è una delibera che è rimasta non adottata dalla Giunta provinciale che contiene, sulla base di una relazione dell’assessorato provinciale al Territorio, la proposta di fermare i lavori.

E su questo, in modo sotterraneo si è accesa la bagarre nella maggioranza di centrodestra, si sono innescati sospetti circa l’esistenza di precisi.

La sostanza delle cose a sentire alcuni protagonisti della querelle è quella che la «colmata» una volta finita farebbe spostare la fatidica linea di inedificabilità dei 150 metri dal mare.

Tutti i terreni esistenti sul fronte costiero interessato e che oggi sono entro questo limite, una volta definita l’area di colmata sarebbero destinati a vedersi fuori dai 150 metri dal mare.

In fotocopia circolano alla Provincia visure catastali, con stampati cognomi importanti della politica locale.

Nomi e cognomi che vengono fatti dall’appena esautorato assessore provinciale al Territorio Girolamo Pipitone.

Il presidente Turano ne ha revocato la nomina dopo la notizia dell’avviso di garanzia che lo ha raggiunto nel contesto dell’indagine sulla truffa ordita ai danni della spa «Belice Ambiente»,

Pipitone ritiene invece che l’indagine non c’entra nulla, «la revoca è solo politica».

«Quella delibera, proposta da tre mesi e rimasta non adottata, si fonda sul fatto che l’impresa che ha ottenuto l’appalto per la colmata (Ati Cedelt spa e Consorzio Gpc srl, procuratore speciali Giovanni Gino, ndr) ha tutte le ragioni per chiedere la rescissione del contratto – dice Pipitone – e ogni giorno che passa senza questo atto è monetizzato a danno della Provincia.

Sono cosciente che la signora Adamo, che sin dal suo primo insediamento ha sostenuto la necessità di questo progetto, si agita ma non ci posso fare niente perchè penso che l’impresa è in perfetta regola.

La sistemazione comporterebbe modificare il destino dei terreni frontalieri, e quelle aree hanno proprietari precisi, amici dell’on. Adamo, suoi familiari e familiari del consigliere Benigno».

La questione però è nota, quell’area era insalubre e andava risanata.

«Penso che si poteva fare come si è fatto a Trapani per la litoranea nord, rimuovendo e modificando la barriera frangiflutti».

Lei però è fuori dalla Giunta per l’indagine che la riguarda, o no?

«Fuori perchè ero un uomo scomodo di questa Giunta, perchè non mi piego, perchè rispetto leggi e legalità.

L’avviso di garanzia non è una condanna è un atto che mi consente di difendermi e mi difenderò nelle giuste sedi.

La mia estromissione nasce da altro, non sono mai stato uomo dell’on. Adamo».

La Provincia per fare «riempire» di terra l’area ha speso nel tempo 528 mila euro per pagare chi ha conferito materiale di risulta.

La «colmata» fu sequestrata per una indagine della Procura di Trapani sull’irregolare smaltimento degli scarti di lavorazione dei cantieri del porto di Trapani, dissequestrata nell’agosto 2006.

Successivamente scattò la bonifica, per rimuovere quei «fanghi» giunti da Trapani, per la quale sono stati spesi 80 mila euro.

Agli atti dell’indagine però anche il conferimento di rifiuti, non compatibili, da parte di imprenditori indagati poi per mafia, ed ancora: per un periodo per lo scarico di sfabbricidi e terre di escavazione a Casabianca, non ci sarebbe stato nessuno a controllare quantità e qualità dei materiali.

Occhio alla Cina … e alle cinesi

 

Quella cinese, con una previsione di crescita del Pil dell’8% , è oggi l’ economia leader a livello mondiale.

Se a questo si aggiunge il fatto che gran parte del debito pubblico USA è nelle mani dei cinesi,  che il governo americano con un debito dalle proporzioni enormi sarà costretto alla emissione di nuovi titoli di debito, e che senza la disponibilità cinese a comprarli sarebbe la catastrofe degli USA e dell’intero occidente, (ma forse anche per la stessa Cina), si può affermare senza ombra di dubbio che è in atto un cambio di leadership a livello mondiale tra occidente ed oriente e che la Cina, potenza economica egemone ad oriente, si appresta ad acquisire lo status di nazione leader a livello mondiale.

La Cina sarà il paese che guiderà l’economia globale fuori dalla recessione, e il quando e il come lo deciderà lei.

Ragazze cinesi
Ragazze cinesi
Con l’aiuto di una massiccia spesa pubblica, la Cina conta di raggiungere anche quest’anno l’obiettivo di una crescita economica dell’8%, ha detto nel suo discorso di apertura del 5 marzo il primo ministro cinese Wen Jiabao
In Cina la leadership (anche per ragioni legate alla propria sopravvivenza politica) si sta focalizzando accuratamente sui circa 30 milioni di lavoratori migranti (sono i lavoratori che in questi anni si sono spostati dalla campagna alla città) disoccupati,  e sulle modalità di realizzare l’obiettivo di creare almeno 10 milioni di posti di lavoro all’anno, obiettivo che che richiede almeno l’8% di crescita del Pil. 
Il sistema bancario cinese è fondamentalmente solido e qui l’attività di credito alle imprese stante la condizione giuridico istituzionale delle banche stesse è solo un’estensione della politica del governo. 
La Cina ha un grande potenziale di risposta politica, con il debito pubblico pari a solo il 18% del PIL, il surplus della bilancia commerciale pari al 9% del PIL, riserve di cambio estero pari a 2 trilioni di dollari, il governo è orientato ad utilizzare le riserve di cambio estero per acquistare apparecchiature e tecnologia per la modernizzazione del sistema produttivo.
Il governatore della Banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan,  ha segnalato che si iniziano a intravedere i segni di ripresa. 
Zhou Xiaochuan ha detto ieri che alcuni indicatori economici stanno gia’ mostrando segnali di miglioramento: “Cio’ dimostra che le nostre politiche stanno a cominciando a fare effetto”, ha dichiarato il governatore.
Le previsioni economiche indicano già il secondo semestre 2009 come periodo in cui sarà possibile attendersi consistenti segnali di ripresa, quelle politiche invece …