Nord e Sud separati dalla Social Card

Avevo già avuto modo di sottolineare qui e qui la preoccupante tendenza del PD padano a rendersi sempre più simile alla Lega, quanto a pregiudizio razzista, e luoghi comuni, sul meridione ed i meridionali, sia nelle argomentazioni che nella propaganda.

Oggi un articolo di Paolo Berizzi sulla distribuzione geografica della “Social card” su “La Repubblica”, dal programmatico titolo “Social Card, l’80% al Sud al Nord solo le briciole“, ripropone drammaticamente la sempre più forte separatezza esistente tra Nord e Sud del paese, non solo sul piano economico, ma anche e sopratutto sul piano della più elementare “cultura”, non tanto della solidarietà, quanto della “cultura” e dell’essere raziocinanti “tout court”.

Scrive a un certo punto Berizzi:

“Ma vediamo nel dettaglio come e perché la tessera della spesa premia il Sud e snobba il Nord. La media nazionale è 1 carta ogni 140,7 abitanti. Tuttavia la media, come insegna Trilussa, non vuol dire niente. E infatti: se in Sicilia è piovuta una carta ogni 52,7 abitanti, in Lombardia ne è stata distribuita una ogni 434, 3 abitanti.

La distanza si allunga ancora di più se si prendono altre regioni. Una tessera ogni 57,6 abitanti in Campania, 1 ogni 67,4 in Calabria; e, di contro, 1 ogni 897,7 in Trentino, 1 ogni 408,7 in Emilia Romagna.”

Ma che razza di titolo è ? E’ logico che il meridione abbia un numero di gran lunga maggiore di social cards dal momento che nel meridione ci sono un numero di indigenti di gran lunga superiore al “povero e discriminato” nord.

Dov’è la notizia, se tutti gli indicatori economico-sociali dicono che il Sud è sempre più povero nei confronti del Nord ?

La notizia non sono le ridicole social cards, ma che in questo paese esisteva, ed esiste un problema meridionale, mai affrontato e mai risolto.

Scommettete che quando saranno varate le misure sugli ammortizzatori sociali non saranno in tanti a premurarsi di sapere e farvi sapere quanto si spenderà al Nord e quanto al Sud ?

Per finire tra i numerosi commenti vi segnalo questo di carlo41 che sottoscrivo pressochè integralmente:

Mi meraviglio della meraviglia. Ma non è arcinoto che la distribuzione della ricchezza è sbilanciata verso il nord operoso e produttivo? E non è arcinoto che esistono quindi molti più poveri al Sud? E allora, ci volevano le statistiche dell’INPS per rendersi conto che molte più social cards sarebbero state distribuite al Sud piuttosto che al Nord? Tutti i partiti di governo (FI, AN e Lega) lo sapevano quando hanno approvato il provvedimento. Ovviamente Repubblica utilizza ciò per cercare di fomentare i leghisti. Fa il suo mestiere ma parte sempre dal presupposto che i lettori siano stupidi. E’ un altro aspetto della supponenza di una sinistra snob e chic, una sinistra più abituata al caviale e al rolex che ai problemi reali. Basta ricordare la battaglia per SKY.

3 thoughts on “Nord e Sud separati dalla Social Card

  1. Sono d’accordo su tutto anche sul commento di carlo41 anche se dobbiamo ammettere che tra questi indigenti del sud si nascondono falsi poveri che, anche non avendone i requisiti, percepiscono esenzioni, sussidi, pensioni di invalidità e chi più ne ha più ne metta…o sbaglio? Spesso lavorano in nero, non pagano le tasse ma hanno auto lussuose e mega ville….Non dico che questo non succeda anche al nord… ma l’assistenzialismo di diritto noi ce l’abbiamo nel sangue!

  2. Ieri Berizzi è tornato “sul luogo del delitto” con un pezzo, più modestamente collocato (in basso nella sesta pagina), ma con la medesima enfasi nel titolo – ‘Si accende lo scontro sui “privilegi” al Sud – Social card, la Lega insorge “E’ uno schiaffo al Nord” ‘e in cui si dsostengono le tesi leghiste dando la parola a Borghezio e dicendo tra l’altro:”Sono furiosi i leghisti, per le Social card “dirottate” al Sud. E nella protesta trovano la sponda del PD.”.

    Io trovo ovvio che laddove maggiore è il degrado ecnomico, maggiori probabilità ci siano di trovare accentuati molti dei caratteri peggiori che caratterizzano una società.

    Vogliamo provare a fare l’esperimento, mai realizzato in 150 ani di storia unitaria, di allineare le condizioni economiche del Sud a quelle del Nord, (nel senso non assistenziale di rapporto tra risorse ed opportunità per abitante), prima di parlare di “assistenzialismo” “nel sangue” ?

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