Salemi, tra contraddizioni artistiche e polemiche stantie

Credo che i due video che vi propongo meritino la vostra attenzione più della ennesima e vuota polemica in corso su mafia ed antimafia, che tuttavia, per completezza d’informazione, vi propongo subito dopo.

Nel primo lo scorso 31 dicembre Vittorio Sgarbi all’inaugurazione della mostra  a Salemi  de,  “L’adorazione dei pastori”, di Rubens, dopo avere illustrato l’opera esposta e le sua valenze in relazione alla “Natività” del Caravaggio esposta a Messina,  annuncia la prossima esposizione a Salemi in occasione delle “Cene di San Giuseppe” della “Natività”.

Nel secondo video le rimostranze di Graziano Cecchini, per lo sfratto dato alle opere di Street Art dall’assessore alla cultura Peter Glidewell in occasione della mostra del Rubens.

Infine diamo conto della ennesima polemica sul tema della mafia e dell’antimafia, questa volta con Sonia Alfano.

 Con una dichiarazione all’agenzia ASCA  Sonia Alfano, ricorda a Sgarbi che “per rispetto della sua stessa intelligenza dovrebbe avere il buon senso di tacere e di non osare pronunciare i nomi dei nostri cari e, per una volta nella vita, manifestare coerenza mantenendo fede al proposito palesato pochi giorni fa di dimettersi. La Sicilia gliene sarebbe grata“, il tutto dopo avere affermato che: “Le volgari reazioni ed accuse di Vittorio Sgarbi alle nostre parole sull’iniziativa del suo assessore, Oliviero Toscani, di registrare il marchio ‘M.A.F.I.A.’, suscitano in noi l’indifferenza e la compassione che un simile personaggio merita

Nella nota diffusa dall’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, Sonia Alfano, in qualità di presidente, replica alle ultime dichiarazioni del critico d’arte e sindaco di Salemi, ricordando che “Sgarbi, come di consueto, sproloquia con la sua solita volgarita’ di argomenti che non e’ in grado di comprendere. Non sa o finge di non sapere che le parole di Sciascia, cosi’ care al sindaco di Salemi, sui professionisti dell’antimafia erano un chiaro riferimento a Paolo Borsellino, alla cui vedova Sgarbi ha proposto di concedere la cittadinanza onoraria di Salemi“.

Sonia Alfano, quindi, fa notare che “ad ulteriore riprova dell’incoerenza e dell’assoluta malafede di Sgarbi, che mente sapendo di mentire, ci teniamo a precisare che la suddetta associazione non percepisce alcun contributo pubblico ma e’ interamente autofinanziata da noi familiari togliendo tempo e danaro alle nostre famiglie. E’ comprensibile che Sgarbi abbia dato per scontato che le nostre molte attivita’ siano finanziate con contributi pubblici poiche’ lui vive ed ha sempre vissuto sulle spalle dei contribuenti. A volte in modo lecito, a volte rubando ai cittadini italiani, come la sua condanna per truffa nei confronti dello Stato dimostra“.

Fa sorridere – continua la nota – che un condannato per truffa si preoccupi di capire come siano amministrati dei fondi pubblici. Ad ogni modo, voglia Sgarbi sapere, che svariate volte abbiamo chiesto che sull’argomento venga fatta chiarezza e sono numerose le denunce che abbiamo avanzato contro l’elargizione poco trasparente dei fondi per l’antimafia pur non avendone mai beneficiato. Ci duole far notare ad un pregiudicato del suo calibro, qualora confuso dai fumi dei suoi deliri non se ne fosse accorto, che noi, nel chiedere trasparenza siamo assai piu’ credibili di un condannato per truffa nei confronti dello Stato, sponsorizzato, durante questa sua ultima pittoresca avventura politica, da un ex latitante quale Giuseppe Giammarinaro e’ stato. Va da se’ – sottolinea Sonia alfano – che ad un personaggio con un simile curriculum non resta altro da fare che attaccare, con notizie peraltro false e dunque ancor piu’ volgari, i familiari degli uomini morti per difendere questa nazione anche da persone come Vittorio Sgarbi e che nessuno conosce meglio di noi“.

Il tutto in risposta alle affermazioni fatte da Vittorio Sbarbi e che possono essere riassunte da una nota dell’agenzia IMGPress.it in cui Vittorio Sgarbi affermava: “La mancanza di intelligenza, sostanziale e formale, di Sonia Alfano e delle presunte associazioni antimafia – dalle quali, sono certo, non si sentono rappresentati molti parenti delle vittime – arriva a colpire anche l’assessore Oliviero Toscani, il quale registrando il marchio M.A.F.I.A ha fatto una scelta antimafiosa, paradossale e provocatoria comè nel suo stile. Difficile immaginare che capiscano lo stile persone che ne sono prive al punto da continuare a parlare in nome di morti che non possono rispondere. Respingo ogni polemica annunciando la commemorazione di Leonardo Sciascia nel ventennale della morte con un grande convegno sul tema ‘I professionisti dell’antimafia e i finanziamenti pubblici alle loro attività’, già sotto inchiesta dopo la questione di don Bucaro del ‘Centro Borsellino’. E chiederò alla Commissione antimafia come vengono spesi i finanziamenti da queste associazioni e con quale beneficio nell’azione sostanziale contro la mafia che va fatta con proposte e garanzie ai cittadini onesti. Per questo sono certo che valga di più la mostra della natività di Rubens delle inutili polemiche non contro di me ma contro Agnese Borsellino per sue dichiarazioni spontanee e limpidissime nella visione di una nuova Sicilia anche attraverso la presenza di persone come Oliviero Toscani, Peter Glidewell, Philippe D’Averio, Carlin Petrini e me. Annuncio ancora che nel ventennale della morte di Sciascia il progetto del museo della mafia, affidato alla Fondazione Rosselli – e per la Comunicazione ad Oliviero Toscani – sarà dedicato alla memoria di Leonardo Sciascia, di cui sono assolutamente certo di interpretare il pensiero, a differenza di quanti, da sinistra e in modo arbitrario, interpretano quello di Paolo Borsellino, di cui non io, ma Francesco La Licata, ricorda la militanza nel Fuan. Sono proprio le associazioni come quella presieduta da Sonia Alfano che vogliono politicizzare una materia che resta nell’ambito criminale e contro la quale Oliviero Toscani e io non abbiamo meno titoli e meno volontà di contrapposizione avendo sempre lavorato per la difesa di valori di civiltà e di libertà. Se a loro piacciono i fascisti di sinistra come Antonio Di Pietro, vadano a vedere, mentre accusano me di truffe inesistenti – materialmente ed economicamente inesistenti – dove siano finiti i finanziamenti al partito ottenuti da Di Pietro, e di fronte a questo esempio di doppia morale, si vergognino“.

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