Quel che non fecero i barbari …

 

Sono spariti i lampioni, in metallo e corpo illuminante in vetro, disposti ai quattro angoli della recinzione del Monumento ai caduti che si trova all’interno della Villa Comunale.

L’asportazione non sembra opera di “vandali”, nel senso comune del termine, essendo stata operata con sega elettrica, e si presume alla luce del giorno.

Non sappiamo i motivi della rimozione, avvenuta in coincidenza della eliminazione (leggasi “taglio”) della palma di cui, (si è detto), si temeva la prossima caduta.

Comè, e come non è,  sembra ci si sia disfatti in un sol colpo della palma e dei lampioncini.

Vi è chi dice che i lampioncini siano stati asportati per operarne il restauro e poi ricollocarli, e vi è chi sostiene l’essere stati rimossi in quanto superflui ed in contrasto con la nuova illuminazione del monumento da realizzare.

Certo che dopo la vicenda dell’antenna di telefonia di Scopello, dalla Soprintendenza di Trapani ci possiamo aspettare di tutto, anche di considerare non facenti parte del complesso monumentale la recinzione ed i lampioncini agli angoli.

Ma la Soprintendenza ha visto ed approvato il progetto ?

minumento-ai-caduti

 

Una delle grandi benemeranze sociali è il bellissimo Monumento ai caduti della grande guerra mondiale, che fù fatto erigere dalle due Società paesane e cioè la Società Concordia Castellammare del Golfo di Brooklyn e la Società Castellammare del Golfo di New York.

Detto monumento venne inaugurato il 2 agosto 1925.

Sono soci benemeriti … il primo per …. il secondo per avere donato a nome della Concordia l’inferriata al monumento dei caduti di Castellammare de Golfo …” 

da Gaspare Nicotri – Castellammare del Golfo e la Sicilia.

I Castellammaresi emigrati nel Nord America hanno contribuito direttamente a far erigere il monumento ai caduti che si trova nella Villa Comunale. Il fanatismo ha spinto le autorità del tempo durante l’ultima guerra a dare le statue bronzee del soldato morente e della Vittoria alata con in mano la corona di alloro al governo fascista per ricavarne bronzo per cannoni. Recentemente il 12-8-1979, due nuove statue bronzee del soldato e della vittoria, pregevole opera dello scultore castellammarese G. Mercadante, sono state rimesse al posto di quelle tolte precedentemente.

Anche questa volta la spesa per la sistemazione del monumento ai caduti è stata coperta con il contributo generoso dei figli di Castellammare emigrati nell’America del Nord.

da Appendice a cura del Prof. Gaspare Bosco alla ristampa anastatica della Monografia di Diego Buccellato Galatioto – Castellammare del Golfo.

 

*** – Citazione da Wikipedia

“La locuzione latina Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini, tradotta letteralmente, significa quello che non hanno fatto i barbari, lo hanno fatto i Barberini!.

Il popolo romano sfogava tramite Pasquino, la più famosa statua “parlante” di Roma, il proprio disappunto denunciando ingiustizie e prepotenze sia della curia romana sia delle famiglie patrizie.

Questa frase satirica è indirizzata a papa Urbano VIII Barberini e ai membri della sua famiglia per gli scempi edilizi di cui si resero responsabili: questi, in virtù delle cariche e dei poteri ottenuti, fecero danni alla città, dall’interno, maggiori di quelli che avrebbero potuto esser causati da un’eventuale invasione barbarica. In uno degli episodi più tristemente famosi, papa Urbano VIII fece fondere il bronzo sottratto al Pantheon per costruire il baldacchino di San Pietro e i cannoni per Castel Sant’Angelo.” 

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