Provincia di Trapani, tra le ultime in Italia per qualità della vita

Rino Giacalone per “La Sicilia” ha già fatto quel lavoro di scrematura e messa a fuoco sui dati che avrei voluto fare io, avendo letto i numeri dell’indagine annuale di “Italia Oggi“, i quali ancora una volta fotografano la Provincia di Trapani alle ultime posizioni in Italia per qualità della vita ed ambiente.

Vi ripropongo gli articoli su “La Sicilia” di oggi senza ulteriori commenti, a voi le conclusioni ed ogni ulteriore considerazione:

Bocciati per qualità

“Dieci posti in meno. La provincia di Trapani, a proposito di qualità della vita, è bocciata. Il responso arriva dal quotidiano «Italia Oggi»: Trapani l’anno scorso era risalita, arrivando all’85° posto della classifica, quest’anno è al 95°, dopo Palermo e Oristano e prima di Avellino, Siracusa, Massa Carrara, Cosenza, Taranto, Napoli, Enna ed infine, Agrigento.
Nello specifico, leggendo la classifica secondo le diverse voci principali, Trapani è al 65° posto a proposito di «Affari e Lavoro», al 97° posto per l’«Ambiente», 51° posto a proposito di «Criminalità», siamo al 3° posto nella classifica del «Disagio Sociale» non nel senso che ne soffriamo meno, nel senso invece che qui si avverte maggiormente e anche in questo caso c’è un regresso, e non è affatto un avanzamento in positivo quello di ritrovarsi dal 5° al 3° posto di questa classifica, tant’è che siamo quasi fanalino di coda per quanto riguarda i «Servizi resi ai cittadini», Trapani è al 101° posto e se serve a consolarsi siamo risaliti rispetto al 2007 di una posizione, francamente però non è cambiato nulla. Bocciati anche per quanto riguarda il «Tempo Libero», siamo all’82° posto, in questo caso altro tonfo verso il baso dal 75° del 2007, e per il «Tenore di Vita», siamo al 99° posto, sette posizioni in meno rispetto all’anno scorso. Per quanto riguarda «Popolazione e natalità» siamo al 31° posto.
Sfogliando le diverse voci dobbiamo dire che le imprese non falliscono più come prima e così siamo passati dal 62° al 16° posto, e ci sono meno protesti, 37° oggi, 82° posto ieri, ma come per contraddizione sul «tasso di occupazione» non cambiamo posto restiamo all’89° mentre precipitiamo di 11 postazioni per il «tasso di disoccupazione», dall’80° al 91° nonostante a proposito di nuove imprese restiamo inchiodati al 13° posto.
Alcune curiosità sulle singole voci. Per «scippi e borseggi» siamo al 42° posto, 28° per «furti d’auto», 53° per le «rapine» (73° nel 2007), le cose vanno meno bene per i «furti in appartamento», 97° posto. «Estorsioni» in aumento: siamo passati dall’83° al 90° posto; nel campo delle «truffe» siamo al 33° posto. Per gli «infortuni sul lavoro» siamo al 12° posto, 11° per i «morti di tumore», 2° posto come «tentativi di suicidio», 3° come «suicidi», siamo all’83° posto come «disagio giovanile provocato dalla disoccupazione», 64° posto per «minori denunciati».
Una duplice notazione d’attualità. A proposito di «posti letto ospedalieri a disposizione», la dotazione calcolata secondo mille abitanti non è adeguata, siamo infatti al 99° posto. Mentre per quanto riguarda le pensioni sono del tutto inadeguate per i nostri anziani tanto che ci ritroviamo ad essere al 91° posto.”

Ambiente l’ultimo dei pensieri

“L’«Ambiente» è l’ultimo dei nostri pensieri, la provincia è al 97° posto scivolata in basso di due posizioni. Eppure non è malmessa per la produzione di rifiuti urbani, 33° posto. Ed allora è un problema di organizzazione e gestione dei servizi. Ma non solo.
Guardando a quello che nel territorio provinciale è successo nell’ultimo anno a proposito di tutela e di rispetto dell’ambiente, non si può parlare di dato infondato. Ci sono state, intanto, una serie di operazioni delle forze dell’ordine che hanno dimostrato come l’abusivismo edilizio è in crescita mentre ancora si aspetta che le sanatorie vengano concluse. Poi c’è il capitolo riguardante la scoperta delle discariche abusive e le indagini che hanno accertato sino a poche settimane addietro come a funzionare male e in maniera fuorilegge talvolta sono anche le discariche autorizzate.
Gli ambiti ottimali: non funziona del tutto quello che ha sede nel capoluogo e che comprende grandi Comuni come Trapani, Alcamo e Marsala, ma la cosa sembra dipenda dal fatto che ci sono amministrazioni restie a cedere la gestione del servizio; cerca di risalire la china e riscattarsi degli errori e della mala-gestione del passato la «Belice Ambiente», la società che si occupa del secondo Ato della provincia, ottenendo buoni riscontri per quanto riguarda la raccolta differenziata che però globalmente per tutta la provincia ci vede al 95° posto. Ciò che fa passare la provincia per «avversaria» dell’Ambiente sono le nostre città non hanno isole pedonali a sufficienza (102° posto), piste ciclabili (77°), zone a traffico limitato (73°), verde pubblico (99°), e non depuriamo bene le acque (92°).”

Sport teatro cinema e libri

Siamo al 38° posto per la spesa riservata allo sport, per teatro e musica siamo al 64° posto, 83° posto per la spesa riservata agli spettacoli cinematografici. Il numero di palestre non è un gran che e così ci ritroviamo all’83° posto, stessa cosa per quanto riguarda il numero di librerie, 94° posto.

Rino Giacalone per “La Sicilia”

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Mi ci tirano per i capelli

La libbertà de pensiero

di Trilussa

Un Gatto bianco, ch’era presidente
der circolo del Libbero Pensiero,
sentì che un Gatto nero,
libbero pensatore come lui,
je faceva la critica
riguardo a la politica
ch’era contraria a li principî sui.
Giacché nun badi a li fattacci tui,
je disse er Gatto bianco inviperito –
rassegnerai le propie dimissione
e uscirai da le file der partito:
ché qui la pôi pensà libberamente
come te pare a te, ma a condizzione
che t’associ a l’idee der presidente
e a le proposte de la commissione!
È vero, ho torto, ho aggito malamente…-
rispose er Gatto nero.
E pe’ restà nel Libbero Pensiero
da quela vorta nun pensò più gnente.

 

Gigi Proietti recita Trilussa

 

 

*** Trilussa, è lo pseudonimo di Carlo Alberto Salustri nato a Roma il 26 ottobre 1871 e ivi morto il 21 dicembre 1950. Poeta molto noto e popolare  per le sue composizioni in dialetto romanesco.

Trilussa ha commentato circa cinquant’anni di cronaca romana e italiana, dall’età giolittiana agli anni del fascismo e a quelli del dopoguerra. La corruzione dei politici, il fanatismo dei gerarchi, gli intrallazzi dei potenti sono stati alcuni dei suoi bersagli preferiti.

Durante il Ventennio non prese la tessera del Partito fascista, dando di se la definizione di “non fascista”, e tuttavia non approdando mai all’antifascismo militante.

Il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi nominò Trilussa senatore a vita il 1° dicembre 1950, venti giorni prima che morisse; già da tempo malato, e presago della fine imminente, ma con immutata ironia, il poeta commentò: “M’hanno nominato senatore a morte“.

Il cane dell’ortolano

Molte sono le eredità delle dominazioni che si sono succedute in Sicilia e che continuano a vivere nel presente anche a distanza di secoli.

Edifici, usi, cibi, espressioni verbali e modi di dire.

Anni fa per esempio con un amico ci si interrogava su quale fosse il partito trasversale più consistente a Castellammare del Golfo e si concludeva con l’ascrivere al “Partito del Cane dell’ortolano” la stragrande maggioranza del popolo castellammarese. E’ noto infatti il detto per cui il cane dell’ortolano “non raccoglie” e “non fa raccogliere”.

Ora se di tale attegiamento vogliamo dare la paternità ad una delle tante dominazioni, sembra proprio che essa debba essere attribuita agli spagnoli.

El perro del hortelano“, è il titolo di una nota commedia del barocco spagnolo, di uno dei massimi autori mondiali Lope Félix de Vega y Carpio , nato a Madrid nel 1562 ed ivi scomparso nel 1635.

L’opera e la vita di Lope hanno entrambe dell’incredibile e quanti vorrano trovano qui parecchio.

Ne “El perro del hortelano” la protagonista principale, è una donna, Diana, la contessa di Belflor, donna forte, volitiva, capricciosa, aggressiva ed, a volte, anche molto stizzosa. E’ famosa in città per non aver mai accettato, nonostante i molti pretendenti (tra cui anche due nobili, Federico e Ricardo), la corte di nessun uomo.

Nella sua casa, una sera si sentono molti rumori e si vede un cavaliere scappare.
Sconvolta dall’ardire di quest’uomo e credendo fosse qualcuno che voleva sedurla, Diana si mette sulle tracce dell’uomo che ha osato entrare di soppiatto, nella notte, in casa sua.
Scopre che il cavaliere non era lì per lei ma per una sua dama, Marcela.
Diana scopre che l’uomo era il suo segretario di fiducia, Teodoro.

Da quel momento, mille peripezie accadranno a tutti i personaggi, primo fra tutti Teodoro che si scoprirà oggetto di un ‘tira e molla’ incredibile da parte della contessa, la quale scopre di essere gelosa di lui e si rende conto che il fatto di non poterlo avere (perché di ceto sociale inferiore al suo) scatena in lei un’invidia che la porta ad abusare del suo potere, impedendo a chiunque altra (nella fattispecie Marcela) di poter avere il bel segretario.

Proprio come il cane dell’ortolano.

La capricciosa Diana non sceglie da subito cosa fare del suo sentimento per Teodoro e quindi, lo attira a sé ma quando lui si interessa a lei, Diana si “raffredda”, cambia idea e si allontana.

Dal canto suo, Teodoro non sa che pesci prendere e se per un verso è interessato alla contessa, dall’altro, vedendosi rifiutato, pensa che non avrà mai speranze e torna dalla “suo pari”, Marcela.
Lei, se all’inizio lo accetta, alla fine gli fa capire che si è stancata del suo doppio gioco.

Teodoro si ritrova in un colpo senza ex-fidanzata e anche senza quella “nuova” e potenziale.

Ma le cose subiranno alterne vicende e tra un tentato omicidio ordito dai due pretendenti di Diana ai danni di Teodoro, tra un tira e molla dell’indecisa contessa ed un abuso di potere per separare Marcela e Teodoro, l’opera termina con un finale in “controtendenza”, dovuto all’abile ‘trovata’ del servo picaro Tristán (personaggio tipico della commedia del ‘600 e mutuato dalla commedia classica), ed in parte ad un mutamento negli eventi che condurranno all’epilogo.

Dalla commedia per la regia di Pilar Mirò è stato tratto nel 1996 un film dal medesimo titolo, premio Goya 1997.

Gian Luigi Rondi, su “Il Tempo” del 2 Settembre 1998 così si è espresso:

“‘Il cane dell’ortolano’, commedia in tre atti e in versi, è un classico del teatro spagnolo del Seicento. Scritto da Lope de Vega, un autore fantasioso e prolifico intento sempre a trattare i suoi temi preferiti, l’amore e l’onore, con attenzioni modernissime per la psicologia, prendeva lo spunto dal ritornello di una canzone dell’epoca in cui si diceva che il cane dell’ortolano ‘non mangia e non fa mangiare’. (…) Al centro ogni personaggio, e non solo i principali, ha il suo segno, pronto ad avvincere con i suoi casi e a stupire per le anticipazioni psicologiche che ad ogni scena propone. Con classe, con stile, con calore. E con un linguaggio cinematografico che, pur non nascondendo il palcoscenico da cui prende le mosse, riesce ad essere disinvolto e dinamico perfino nei duetti e nei monologhi. Un film colto, perciò, che a chi non lo conosce rivelerà un Grande come Lope de Vega. Il cinema è anche questo, non solo Pieraccioni.

Questo il Trailer.

Ma detto questo, perche qualcuno ritiene di potere ascrivere anche “Diarioelettorale” al “Partito del cane dell’ortolano” ?