Non è Trapani che è razzista, sono loro che sono extracomunitari

Partiamo da qui, qualcuno sa cosa vuol dire “fare falso moralismo” ?

Una persona lontana mille miglia dalla mia cultura, quale Don Luigi Giussani ha definito il moralismo la corruzione della moralità, ovvero “la scelta unilaterale dei valori per avallare la propria visione delle cose“.

Ora se il “moralismo” che si fa è “falso”, ciò vuol dire essere sostenitori di una qualche moralità ?

Ciò detto quello che vi propongo è il chilometrico comunicato stampa del Comune di Trapani in merito a quanto ho già commentato qui:

Interrogazione dell’on. Catania su extracomunitari su autobus ATM. Le precisazioni dell’Amministrazione e dell’Azienda

23 Ottobre 2008 – In relazione al contenuto dell’interrogazione dell’europarlamentare circa una supposta intolleranza razziale in merito alla presenza di cittadini extracomuntiari sugli autobus dell’ATM, il Sindaco Girolamo Fazio ed il Presidente dell’ATM Riccardo Saluto precisano quanto segue:

“E’ giunto il momento di fare chiarezza sulla vicenda legata al trasporto degli extracomunitari ospiti del centro di accoglienza di Salinagrande, soprattutto dopo avere letto la farneticante interrogazione dell’europarlamentare Giusto Catania, che l’Amministrazione si riserva di valutare, al fine di tutelare l’immagine della città di Trapani e dei suoi cittadini.
E’ il caso di ricostruire i fatti, per smentire, dati alla mano, le affermazioni di questi giorni ed il contenuto dell’interrogazione di Catania.
A maggio dell’anno scorso l’Amministrazione Comunale di Trapani decide, proprio nell’ottica della integrazione e dei principi di solidarietà e sostegno ai soggetti svantaggiati, di accogliere la proposta della Prefettura per il trasferimento da Salinagrande a Trapani con mezzi dell’ATM,l’azienda del trasporto urbano, di cittadini extracomunitari ospiti del centro di accoglienza richiedenti asilo politico. Il 30 maggio 2007 viene così sottoscritto un protocollo d’intesa tra Prefettura, Comune ed ATM, in base al quale gli ospiti del centro (che peraltro ha sede in un immobile del Comune), possono usufruire gratuitamente del servizio di trasporto pubblico, previa esibizione al personale dell’ATM del foglio di permesso rilasciato dal direttore del Centro stesso.
Inizialmente erano una ventina al massimo i cittadini extracomunitari che usufruivano del servizio, mentre negli ultimi tempi sono diventati centinaia.
E’ appena il caso di precisare che al centro di Salinagrande non ci sono solo cittadini di colore, ma tutti coloro che, provenienti da paesi extracomunitari, giungono in città e chiedono asilo politico.
Aumentata in maniera considerevole l’utenza, i sindacati degli autisti dell’ATM, a tutela dei loro iscritti, hanno più volte denunciato all’Azienda la situazione di pericolo in cui gli stessi autisti si sarebbero trovati in diverse occasioni, tanto da costringerli a chiamare le forze dell’ordine. Non è vero, dunque, come sostiene Catania, che non vi siano denunce. Nelle note i sindacati diffidavano l’Azienda dall’intraprendere opportuni provvedimenti per garantire l’incolumità degli autisti, i quali si rifiutavano perfino di coprire la corsa 31, anticipando che, qualora si fossero verificati problemi, gli stessi sarebbero stati imputati all’azienda stessa, ritenuta responsabile.
I vertici dell’ATM si sono rivolti ripetutamente alla Prefettura per sottoporre ad essa la questione, senza ricevere riscontro. I sindacati hanno continuato ad evidenziare la situazione di pericolo per gli autisti, non dovuta certamente al colore della pelle degli extracomunitari, ma ad obiettivi episodi che si sarebbero verificati e che sono stati puntualmente denunciati, chiedendo un intervento deciso dei vertici dell’ATM. L’azienda non ha voluto sospendere la corsa 31 per non creare nocumento ne’ ai cittadini di Salinagrande, ne’ agli stessi extracomunitari ospiti del centro di accoglienza, che hanno la necessità di raggiungere Trapani, ma non poteva certamente restare inerte di fronte alle diffide dei sindacati. Così ha sostanzialmente detto agli autisti che, qualora avessero ravvisato situazioni di pericolo, in quella come in altre corse, avrebbero potuto agire per tutelare la propria incolumità, anche valutando di non osservare la fermata, ovviamente assumendosi essi stessi la responsabilità di eventuali comportamenti arbitrari. Su sollecitazione dell’ATM, poi, è stata convocata una riunione in Prefettura, nel corso della quale è stata ripresa una proposta risalente a qualche mese prima, quando, nel corso di un tavolo tecnico, evidenziando le accresciute esigenze, per l’aumento considerevole degli ospiti del centro, e gli specifici orari nei quali gli stessi devono raggiungere Trapani e devono ritornare al Centro, era stata lanciata l’ipotesi di istituire corse specifiche gratuite, proprio al fine di agevolare gli extracomunitari, fermo restando che, chiunque avesse voluto, avrebbe potuto comunque utilizzare l’autobus di linea. I sindacati hanno integrato quella proposta, suggerendo di istituire un presidio delle forze dell’ordine negli autobus, ipotesi prontamente e nettamente respinta sia dal Sindaco sia dal Presidente dell’ATM.
In conclusione, non è accettabile che un Ente che ha dato ampia dimostrazione di avere a cuore le questioni legate all’accoglienza ed all’integrazione, mettendo a disposizione un proprio immobile per il centro di accoglienza, sottoscrivendo un protocollo con la Prefettura proprio per consentire ai richiedenti asilo politico di spostarsi senza pagare il biglietto sui mezzi pubblici – che, si badi bene, contrariamente a quanto sostiene l’on. Catania, non è affatto un diritto – debba essere accusato di intolleranza razziale.
Non è stato mai posto alcun problema razziale, ne’ di colore della pelle, ne’ di altro, ma solo un problema di pericolo per la pubblica incolumità degli autisti, evidenziato dai sindacati e dagli stessi autisti denunciato.
Non esiste alcun atto in cui l’ATM chieda di non fare salire gli extracomunitari di colore sugli autobus, ne’ esiste alcun atto in cui il Comune e l’ATM richiedano il presidio di forze dell’ordine sugli autobus.
Allora, se si vuole fare falso moralismo, si faccia pure, fermo restando che il Comune e l’ATM non esiteranno a ricorrere all’autorità competente nel momento in cui si dovesse ledere l’immagine della propria città, bollata inopinatamente e sulla base di informazioni false e parziali, come razzista, quando invece ha messo in atto tutte le iniziative necessarie proprio andando incontro alle esigenze di tutti coloro che sono stati costretti a scappare dai loro paesi in guerra e si trovano in evidenti situazioni di difficoltà”.

Come si vede il comunicato niente smentisce di quanto si era letto e sentito nelle interviste alle diverse emittenti locali da parte del personale dell’ATM e di un sindacalista della UIL.
Che non esistano atti ufficiali non stupisce, in una realtà quale Trapani, incapace ancora oggi di produrre anche i più ordinari e normali strumenti di pianificazione, di cui dovrebbe preoccuparsi di dotare la propria città ogni amministrazione, come ampiamente detto anche qui.

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