Salemi, non solo pane ma anche “writers” …

Già su “Ordinanza Pazza” abbiamo informato qui, e qui sulla questione legata ai “writers” e/o “graffitisti”, e la presa di posizione fuori dal coro del critico d’arte e sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi.

Ora una nota dell’Ansa ci informa che:

La legge contro il degrado urbanistico annunciata dal governo è sbagliata: secondo Vittorio Sgarbi ‘se è giusto proteggere dai graffiti dei writers gli edifici storici fino al 1958, non ha senso estendere il divieto agli edifici moderni, soprattutto quelli nati con la speculazione edilizia degli anni ’60”.
Sgarbi, che nei mesi scorsi ha organizzato una mostra di “graffitisti” a Milano, con tanto di catalogo, invita i writers a recarsi in massa a Salemi, la cittadina siciliana della quale è sindaco.
‘In virtù dell’autonomia regionale siciliana in materia di beni culturali – spiega Sgarbi – ho tutto il diritto di reclutare i graffitisti e avvalermi della loro opera per riqualificare alcune brutture edilizie presenti nel mio comune. Penso anche di farli operare a Gibellina, il paese colpito dal terremoto nel 1968 e ricostruito negli anni ’70 con l’intervento di grandi artisti: l’architettura di Gibellina si presta in particolar modo a ospitare composizioni artistiche di grafitisti’. Secondo Sgarbi, l’idea potrebbe estendersi ad altri centri della Sicilia: ‘Penso a Gela, città deturpata da un’edilizia selvaggia che non potrebbe che migliorare con grandi graffiti dipinti sui muri’. “La mia idea – sottolinea – è appoggiata dal sottosegretario Micciché, che ne ha parlato a Berlusconi. Il premier, per la verità, si è mostrato un po’ rigido, ma visto che lo statuto della regione Sicilia consente l’autonomia in questo campo, intendo andare avanti con la mia idea’
.

Debbo dire la verità questa idea di Sgarbi non mi entusiasma affatto, per due ordini di motivi.

Il primo legato alla natura stessa della forma espressiva tipica dei writers la quale nasce in contesti di disagio metropolitano e appare quindi di difficile esportazione in un contesto non metropolitano, di tipo rurale o semi rurale quali possono essere Salemi o Gibellina.

Il secondo legato alla natura del degrado urbano cui fa riferimento lo steso Sgarbi, la cui riqualificazione richiede interventi sulla struttura sociale, dei servizi ed urbanistica, e rispetto ai quali l’intervento sul paesaggio urbano dei writers sembra improbabile possa aggiungere valore.

Provi Vittorio Sgarbi a proporre a Gianfranco Miccichè un grande progetto di riqualificazione, per il tramite dei “writers”, dell’ex “ZEN” a Palermo, e fra qualche anno interroghiamo assieme gli abitanti per sapere quanto è cambiata la loro vita e la loro percezione del futuro.

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