Vittorio Sgarbi propone a Gheddafi l’ annessione della Sicilia alla Libia, ma è solo una battuta.

Leggiamo sul Corriere.it di una Cerimonia per onorare gli “amici italiani” svoltasi a Tripoli (Libia) forse ieri, alla presenza del Colonnello Gheddafi e di una folta schiera di politici italiani.

Dice il “Corriere” sulle tre ore di cerimonia:

“L’elenco dei premiati è lungo e trasversale, in cima la triade degli ex Dc che la Libia considera più amici: «Gheddafi è l’unico leader democristiano del mondo arabo — dice Sgarbi —, per questo si intendono alla perfezione». E aggiunge: «Colonnello, lei è come Berlusconi e Bossi, proprio come loro ». Gheddafi ride, gli altri un po’ meno. Non manca — quasi — nessuno di mezzo secolo di amicizie: i politici venuti fin qui, da Guido Folloni al critico d’arte oggi sindaco di Salemi (che dieci anni fa violò con Niki Grauso e due Cessna l’embargo aereo), ma anche gli assenti Massimo D’Alema (a rappresentarlo Nicola Latorre) e Romano Prodi, l’ex direttore del manifesto Valentino Parlato (che visse in Libia fino ai vent’anni e finché non fu cacciato dagli inglesi, «pericoloso comunista»), Angelo Del Boca… Una fascia verde per ciascuno, con una costante di tutte le motivazioni: «È stata una grande vittoria per il popolo libico, finalmente l’Italia ha chiesto scusa di tanti martirii e soprusi».”

Nella Jamahiriya quello che era “Il Giorno dell’Odio antitaliano” è stato ora proclamato “Il Giorno della Lealtà”, e sempre il Corriere.it dice che:

“L’incontro con Gheddafi è a sera, nell’attesa del deserto: Andreotti, Dini, Pisanu, di verde fasciati, sul divano, Sgarbi accovacciato alla bell’e meglio sul bracciolo.”

Ed infine l’invito al Colonnello per una visita in Italia:

“saremmo lieti di averla ospite in Italia. Una visita che era in programma, ai tempi di Sarkozy, e saltò proprio per questa faccenda delle scuse… L’aggancio è fatto, il Colonnello ci sta. E a rovinare le cose non basta la trovata finale di Sgarbi, che illustra a Gheddafi le meraviglie di un’intesa con la siciliana Salemi e propone di rispondere a Bossi annettendo la Trinacria alla Libia intera. Le scuse ormai sono fatte. Adesso, avanti con gli affari. Si comincia dai gadget: quando la delegazione sbarca a Roma, ed è notte, ci sono chili di pesce fresco e quintalate di datteri per tutti. Gentile omaggio del nuovo amico.”

Nel frattempo, accordo con Berlusconi o meno, continua il dramma di centinaia di poveri cristi che vengono quotidianamente imbarcati nei porti libici e lanciati come proiettili umani, al posto dei missili dal cinico colonnello.

L’articolo del Corriere, niente ci dice di una qualche perorazione della causa, o di un qualche grido di dolore lanciato da parte anche di uno solo degli illustri ospiti in favore di quei poveri cristi, e si che in mezzo alla compagnia c’erano fior di cristiani, ed anche qualche sedicente rivoluzionario.

Forse avevano la bocca impegnata.

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