Benvenuti nella Provincia di Trapani dove la matematica è un’opinione

L’assessorato regionale ai Beni Culturali ha reso pubblici i dati sulla fruizione delle risorse d’interesse artistico-monumentale delle province siciliane, riferite all’anno 2007.

La provincia di Trapani si è classificata al terzo posto dopo quelle di Messina ed Agrigento.

Il sito più visitato nel territorio trapanese è stato l’ “Area archeologica di Segesta” con 340.162 visitatori per un incasso pari a 1.241.142 euro.

Seguono l’ “Area archeologica di Selinunte”, il “Museo archeologico Baglio Anselmi”, il “Museo del Satiro-Chiesa di San Egidio” e, infine, il “Museo regionale Conte Agostino Pepoli”.
 
I fruitori totali delle risorse per la provincia di Trapani, nel 2007, sono stati 739.485 per un incasso totale di 2.452.949 euro, in diminuzione rispetto al 2006 sia per numero di fruitori i quali erano stati 777.231 nel 2006, che di incassi, 2.662.650 euro nel 2006.

Da non credere la dichiarazione dell’assessore provinciale al Turismo Andrea Di Girolamo il quale di fronte al dato negativo commenta: “sono dati che ci fanno piacere e testimoniano il buon lavoro svolto in questi anni” e ancora “bisogna dare atto all’amministrazione provinciale e quelle comunali di avere fatto un buon lavoro per promuovere il territorio“.

Ma si può ?

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Salemi sulla stampa nazionale

Si segnalano qui, relativamente a Salemi ed alla attività della giunta di Vittorio Sgarbi sulla stampa nazionale di ieri, un lungo ed interessante articolo, dal titolo “Tra le meraviglie di Sgarbilandia”, di Francesco La Licata per “La Stampa” ed un breve redazionale dal titolo “A ruba le case a un euro” su “Il Giornale”.

Tra le meraviglie di Sgarbilandia

La casa acquistata a un euro. Possibile? Già, un euro in un pieno centro storico carico di autentici tesori d’arte. Anche se, già da subito in verità, l’assessore si affretta a precisare che «non è proprio un affare», visti i tempi e i vincoli (stilistici e di materie prime) concessi dal comune agli «acquirenti» che saranno impegnati al restauro. Siamo a Salemi, profonda, profondissima Sicilia. Fino a ieri terra misconosciuta ai più se non per la parte meno presentabile che immancabilmente fa riferimento ai cugini Nino e Ignazio Salvo e a tutto un presepe mafioso che affonda le radici nella storia giudiziaria dell’Isola.

Oggi quella Sicilia, come in una favola, sembra sbiadire giorno dopo giorno quasi per effetto di intrugli misteriosi e inspiegabili, fino a somigliare ad un “luogo dell’immaginazione” che potremmo chiamare «Sgarbilandia». E così vanno prendendo corpo iniziative e idee messe in circuito da un gruppo di «matti», la definizione è del critico prestato alla politica, che «si sono messi in gioco per scommettere sulla possibilità di ribaltare una situazione sociale, economica e culturale destinata allo stato vegetativo».

Quella della casa a un euro è l’idea che – nelle intenzioni dei creativi della giunta tecnica sgarbiana (Oliviero Toscani, il principe Bernardo Tortorici di Raffadali e l’architetto romano Peter Glidewell) – dovrebbe portare a Salemi, pardon a «Sgarbilandia», i «nuovi Mille». Ecco, la cittadina ha un feeling collaudato con l’impresa Garibaldina, come dimostra il balcone di piazza Dittatura, da dove il barbuto condottiero assunse i poteri che consentirono di fare di Salemi capitale d’Italia, seppure per un sol giorno.

Questi «nuovi Mille», nelle intenzioni di Vittorio Sgarbi, dovranno essere altrettanti «cittadini illustri» che prendono casa a Salemi, «capovolgendo così un flusso migratorio che ha visto i Siciliani andare al Nord in cerca di soldi e fortuna». «Saranno i ricchi del Nord – insiste il professore – a venire qui e non potranno che portare ricchezza». Per questo all’inizio di settembre è stata data, in pompa magna, la cittadinanza onoraria ai coniugi Moratti. Anzi il presidente dell’Inter, per l’occasione, ha potuto anche inaugurare un nuovo club di fede nerazzurra.

Ma a “Sgarbilandia” sembra essersi verificato un contagio inarrestabile e, dopo i Moratti, è arrivato il ministro Rotondi, e Brunetta, e poi Afef Tronchetti Provera, e Anna Falchi e Forattini e il ministro Zaia. Domenica scorsa, in occasione della sfilata di Marella (quale posto migliore di “Sgarbilandia” per un eccesso di mondanità?) s’è materializzato anche Ricucci con qualche amico, a cui non potrà essere destinata una casa troppo vicina a quella della Falchi, ovviamente. Un’epidemia (migliaia di richieste) che non sembra risparmiare anche esponenti dello schieramento opposto agli sgarbiani, se è vero che un interessamento è stato manifestato anche dall’ex ministro Cesare Damiano.

Ma siamo soltanto all’inizio dell’esperimento e la strada sembra in salita. Il principe-assessore all’urbanistica, Bernardo Tortorici raffredda gli entusiasmi: «Arrivano messaggi da tutto il mondo. Ne arrivano dall’Australia, dal Canada, dal Nord Europa, dalla Germania, dalla Francia. Dalla Russia, dalla Lituania e dalla Lettonia».

E questo è già un problema perché il centralino, come dire, non è abituato al dialogo poliglotta. «E poi bisognerà mettere ordine – aggiunge – in un ufficio che era fermo al terremoto del ‘68, anno in cui ebbe inizio l’esodo dal centro storico. Le leggi alimentarono scelte che allontanavano i cittadini dal cuore di Salemi: veniva garantito l’indennizzo del cento per cento se si costruiva altrove. Logico che il centro si sia svuotato. Si tratta adesso di catalogare gli immobili per stabilire esattamente quanti siano quelli da poter assegnare. E questo crea parecchio stress in assessorato. Ma ce la faremo».

Attualmente le case certamente in possesso del Comune (per la maggior parte manca proprio l’acquisizione per via notarile, omessa a suo tempo anche dopo aver concesso gli indennizzi a fronte della perdita di possesso dei cittadini terremotati) sono 219, di cui 110 non recuperabili, su circa tremila “indennizzate” dopo il terremoto. E’ questo che fa dire ad Angelo Calogero, capogruppo dell’opposizione, che «siamo alla politica dell’annuncio e basta, visto che non sarà facile attuare un progetto così poco aderente alla realtà». Insomma, Sgarbi sogna.

«Non sarà sogno, ma scommessa difficile certamente», ammette Peter Glidewell, assessore alla Cultura e all’agricoltura, o «all’agricoltura», per dirla col sindaco. E non solo per la storia della casa a un euro. «Qui c’è da ribaltare un disastro culturale ed ambientale, ma soprattutto si tratta di recuperare l’intraprendenza ed intelligenza siciliane per vincere la tentazione dell’immobilismo rassegnato».

Ovviamente perciò si cerca di tenere alta l’attenzione con eventi a cadenza quasi settimanale (l’ultimo, la proiezione di «Ladri di biciclette» restaurato in digitale) e con annunci che prestano il fianco a polemiche distruttive. Come l’idea del Museo della mafia, garante il giudice Giuseppe Ayala, «ora che il potere di Cosa nostra è quasi scomparso».

Affermazione non condivisa che ha provocato scontri col Centro Impastato (Umberto Santino: «Sgarbi vuol fare di Cosa Nostra delle belle statuine») e con «Articolo 21» per un pezzo che indica Salemi come «la città dei Salvo, di Giammarinaro (il patron politico, discusso ma assolto, di questa giunta ndr) e del sindaco Sgarbi». La replica del professore è stata violenta, il che non si addice a «Sgarbilandia».

Francesco La Licata per “La Stampa”

da La Stampa

 

A ruba le case ad un euro

Dal miliardario lituano al giornalista toscano ieri a Salemi per lavoro. Sono oltre duemila le richieste per vedersi assegnata una casa a un euro dal comune siciliano. Mail, fax, lettere e piccioni viaggiatori. Dall’Australia e anche dal Sud Africa. Ogni mezzo è buono l’importante è manifestare la propria intenzione all’acquisto e alla successiva ristrutturazione dell’immobile. Pare che tra le «intenzioni» ricevute ci siano quelle di Anna Falchi, Afef, Massimo Moratti, Forattini e anche del ministro Zaia. Le case sono 3.500 ma pare che ne saranno vendute solo mille. Il sindaco Vittorio Sgarbi ha aggiunto ieri che entro il 2009 sarà costruito a Salemi il Museo della mafia che lui considera vinta e ormai sparita.

da Il Giornale

Ancora su “Della cosa loro di Sicilia e della cosa nostra di Salemi”

Torno sull’argomento per segnalare altri elementi di conoscenza ed approfondimento, relativi alle due vicende segnalate nel post precedente.

Il primo elemento è che la figlia dell’assessore regionale Giovanni Ilarda, Giuliana, aveva già lavorato presso un assessorato regionale, quello retto allora dalla ex magistrata, (anche lei come il padre, e poi dici la casta), Agata Consoli, nel suo ufficio di gabinetto e con il precedente governo.
Per cui oggi vi è chi si chiede: “Viene tuttavia trascurato il fatto che Giuliana Ilarda avesse già lavorato, legittimamente, in un ufficio di gabinetto alle dipendenze di un assessore-magistrato, Agata Consoli. Non era certo l’unico congiunto di personaggi influenti. Gli uffici di gabinetto sono ospitali e generosi. E affidare a personale esterno incarichi a tempo determinato che potrebbero essere espletati da dirigenti regionali in servizio non è una consuetudine recente. Ma nessuno ha sollevato la questione in passato. Chissà per quale ragione ?“.

Il secondo elemento di riflessione lo trovate integralmente qui ed è la risposta del Presidente di Sos Italia Libera, Nino Ippolito, al giornalista Rino Giacalone, nel quale Nino Ippolito a parte le ovvie espressioni polemiche sul “giornalismo a tesi“, sulla “vigliacca considerazione fondata sul nulla“, sul “cronista saldamente incollato alla sua scrivania” e infine sulla “supponente ed imbarazzante aurea mediocritas“, contesta le affermazioni non dimostrate di Rino Giacalone:

“Spacciando per veri pressuposti completamente inventati, il cronista fa discernere una serie di considerazioni fuorvianti e volutamente ambigue. L’associazione regionale contro il racket e l’usura “Sos Italia Italia Libera”, costituita a Salemi circa un mese e mezzo fa, non ha mai chiesto l’utilizzo o l’assegnazione di terreni o immobili confiscati alla mafia, men che meno i terreni confiscati al mafioso Salvatore Miceli. Né, del resto, l’associazione ha manifestato l’intenzione di farlo, per il semplice fatto che non è tra i suoi compiti la gestione di terreni o l’esercizio di attività di natura economica.

Se solo Giacalone avesse esercitato il più elementare dovere del lavoro giornalistico, e cioè la verifica e il riscontro delle notizie, avrebbe appreso che i terreni da lui falsamente trasformati in oggetto di interesse da parte dell’associazione, sono stati ufficialmente chiesti in assegnazione dalla “Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus” presieduta da Piero Sardo (che sui terreni ha peraltro già fatto un sopralluogo) con sedi a Firenze e Bra, che intende impiantarvi dei campi sperimentali, e che il Comune di Salemi, già un mese fa, ha scritto alla Prefettura di Trapani manifestando l’intenzione di assegnarli proprio a questa prestigiosa istituzione.”

Della cosa loro di Sicilia, e della cosa nostra di Salemi

Il caso è quella dell’assessore regionale Giovanni Ilarda e della figlia. La vicenda è stata raccontata dalle Agenzie di stampa e dai giornali ed è quella della assunzione in qualità di dirigente e per chiamata diretta con un contratto quinquennale da 75 mila euro lordi annui nell’ufficio di gabinetto dell’assessore ai Beni culturali Antonello Antinoro, della figlia Giuliana Ilarda 27 anni, dell’assessore regionale alla presidenza, del governo di Raffaele Lombardo l’ex magistrato Giovanni Ilarda.

L’indecenza è che negli organici della Regione siciliana sono già in servizio 2.320 dirigenti cosa questa che è stata oggetto di “osservazione“, a causa del numero, da parte della Corte dei Conti nella recente relazione annuale del 30 giugno 2008 e che quindi non si sentiva proprio l’esigenza di una nuova dirigente, tanto meno all’assessorato regionale ai Beni culturali, dove già prestano servizio 379 dirigenti. Chi deve controllare, verificare e probabilmente dare l’assenso per nuove assunzioni è proprio il papà della neo assunta l’assessore al Personale Giovanni Ilarda.

Dopo la tanta pubblicità data alla notizia infine Giuliana Ilarda, ha rinunciato al posto e ha rassegnato le sue dimissioni.

Il padre invece ha dichiarato udite, udite: “la mia azione di rigore, che ha prodotto in pochi mesi risultati incontestabili, ha toccato il nervo scoperto di chi vuole ancora continuare a massacrare la nostra terra con sprechi e clientele che si alimentano nell’illegalita’ e nel sottosviluppo che ho contrastato e continuero’ a contrastare con ogni forza”.

Da che pulpito.

Raffaele Lombardo infine ha dichiarato:”Giovanni Ilarda e sua figlia Giuliana oggi hanno dato una risposta chiara e indiscutibile a chi ha attentato all’integrita’ del loro nome e ha tentato di gettare ombre sul loro operato: il governo non offre il fianco alle pressioni di chi sta provando a rallentare l’opera di risanamento che e’ stata avviata”.

Come dire, facciamo tutto da soli e come i preti se pecchiamo ci assolviamo da noi stessi e nessuno pensi di giudicarci su questa terra.

Intanto circolano i nomi dei tanti altri “cittadini speciali“, che avrebbero trovato o troveranno accoglienza tra le materne braccia di “mamma regione“, tra questi il figlio del sindaco di Palermo Diego Cammarata, entrato in una società partecipata dalla Regione.
Ma l’elenco è lungo, ed è organizzato sempre per rimanere in tema secondo una “catena di sant’Antonio” che parte dalle nomine negli staff dei neo assessori: lo stesso Ilarda ha aperto le porte del proprio ufficio di gabinetto ad Antonella Scoma, sorella di Francesco (altro assessore di Lombardo), il quale, a sua volta, ha fatto firmare un contratto da dirigente “esterna” a Danila Misuraca, sorella del deputato forzista Dore Misuraca, mentre Ernesto Davola, già autista del sottosegretario Gianfranco Micciché, ha avuto un posto nel gabinetto dell’assessore al Bilancio Michele Cimino. Negli uffici della Regione hanno trovato sistemazione poi anche consiglieri regionali “trombati” alle recenti elezioni di aprile: gli Udc Decio Terrana (anche lui prescelto da Ilarda) e Francesco Regina, ritenuto indispensabile dall’assessore all’Industria Pippo Gianni.

Intanto a Trapani per presentare la costituenda Confederazione nazionale delle associazioni antiracket, Vittorio Sgarbi ha esordito dando del mafioso all’autore di un pezzo, Rino Giacalone, apparso oggi sul quotidiano online Articolo 21, dal titolo “Salemi, la città dei Salvo, Giammarinaro e del sindaco Sgarbi“.

Dice il sindaco di Salemi: “Non mi faccio intimidire dal racket della cattiva informazione, [per costoro ] è come se mi fossi contaminato perché difendo Pino Giammarinaro“, ex deputato regionale Dc inquisito per mafia, assolto e sottoposto a 3 anni di sorveglianza speciale.

Sgarbi ha più volte bersagliato la stampa e si è chiesto per quale ragione si scrive sempre dei cugini Nino e Ignazio Salvo e di Giammarinaro e “non si parla mai di un deputato di Salemi del Pd, Baldo Gucciardi, figlioccio di Ignazio Salvo“.

Alla confusione di idee, (per non dire altro) del sindaco di Salemi a proposito di mafia e mafiosi hanno risposto con una dichiarazione congiunta, il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Franco Nicastro, e i segretari dell’Assostampa siciliana Alberto Cicero e trapanese Mariza D’Anna.

Vittorio Sgarbi conosce molto poco, o non conosce affatto, la storia del giornalismo siciliano. Altrimenti non avrebbe usato espressioni riprese dal codice mafioso per attaccare i cronisti che continuano, malgrado tutto, a tenere la schiena dritta. L’idea di Sgarbi del giornalismo siciliano – aggiungono – non e’ solo faziosa ma offensiva per gli otto cronisti uccisi e per i tanti che continuano a essere intimiditi e minacciati perche’ invece di ricorrere all’antimafia retorica si ostinano a raccontare semplicemente i fatti. E per questo, solo per questo, meritano la gogna“.

Tinto Brass dopo Parigi, Salemi

Si farà a Salemi una retrospettiva sul cinema di Tinto Brass. Il titolo è ancora da decidere, così come i film che faranno parte della rassegna.
Il Sindaco Vittorio Sgarbi ideatore dell’iniziativa avrebbe già ricevuto il consenso da parte del regista, che sarà naturalmente ospite a Salemi, nei giorni della rassegna.

Già nel gennaio 2002, la Cinémathèque Française di Parigi aveva dedicato a Tinto Brass un omaggio-retrospettiva dal titolo “Eloge de la chair” (Elogio della carne), con la proiezione nella prestigiosa sala dei Grands Boulevards parigini di 10 film del “più erotomane dei cineasti ma anche del più cineasta degli erotomani“.

Salemi, Rotondi, Anna Falchi, Toscani, Sgarbi, l’antiraket e la stilsta, o delle cronache salemitane.

C’è tanto da dire in questa cronaca salemitana di fine settimana.

Dopo l’adesione del ministro per l’Attuazione del Programma di Governo Gianfranco Rotondi all’invito di Vittorio Sgarbi ad acquistare un immobile, con l’impegno di ristrutturarlo, nel centro storico di Salemi e la precisazione che l’edificio sarà materialmente acquistato dalla moglie di Rotondi, Grazia Spatola, è ora il turno di Anna Falchi che ha scelto di aderire all’iniziativa lanciata dal sindaco Vittorio Sgarbi con una telefonata. “Pronto, sono Anna Falchi, vorrei acquistare un immobile a un euro nel centro storico di Salemi“. Dall’altra parte del telefono, un impiegato del Comune, credendo che si trattasse di uno scherzo, le ha risposto con la classica battuta: “Ma mi faccia il piacere”, riattaccando la cornetta. Ma a telefonare era davvero Anna Falchi.

Nella seconda giornata di “Socialisti in festa“, applaudito intervento del sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi, che discutendo delle prospettive politiche dell’Italia insieme ai giovani socialisti e ad Ada Girolamini, Alessandro Battilocchio, al prof. Carlo Sorrentino, dell’Università di Firenze, e a Mauro Quercioli, ha sottolineato come “con la distruzione della prima repubblica per opera di Di Pietro e con la polarizzazione della politica su due schieramenti privi di identità ci sia stata una deriva che ha cancellato dalla politica italiana i principali partiti tradizionali“. “‘Il sistema di oggi – ha aggiunto Sgarbi – è criminale: con l’eliminazione dell’immunità parlamentare e del sistema proporzionale, l’introduzione del maggioritario e l’eliminazione delle preferenze, la democrazia è stata ferita, spero non colpita definitivamente, ma è sul punto di morire“. Sgarbi ha poi puntato il dito contro l’attuale classe dirigente, che non sarebbe frutto di meritocrazia: “Uno dei criteri di selezione dovrebbe essere il ritorno al proporzionale puro con le preferenze, il che vuol dire che uno deve organizzarsi e far vedere di essere in grado di avere persone che lo seguono. Invece oggi – ha concluso – prendiamo uno perchè ha gli occhi azzurri, poi un altro perché è molto obbediente e vengono fuori i ministri del nostro tempo, sia a sinistra che a destra, con situazioni molto imbarazzanti“.
Un intervento molto applaudito quello del Sindaco di Salemi, che ha poi ricevuto dal Segretario Riccardo Nencini una delle prime cinque tessere onorarie del partito. Le tessere saranno consegnate anche a Oliviero Toscani, Pierpaolo Nenni, pronipote di Pietro, Nada Giorgi, la ‘ragazza di Bube’ protagonista del romanzo di Carlo Cassola, e Mariella Magi Dionisi, presidente della ‘Associazione in memoria dei caduti per fatti di terrorismo delle forze dell’ordine e dei magistrati’ e vedova dell’agente Fausto Dionisi, ucciso nel 1978 da Prima Linea.

Intanto in Toscana a San Rossore, Oliviero Toscani chiude la bottega dei creativi alla Sterpaia e manda all’inferno gli amministratori di San Rossore

San Rossore: vai all’inferno. Scriva così: all’inferno! La bottega dei giovani talenti della creatività continuerà in altri luoghi“, strepita sdegnato Oliviero Toscani dopo un’ora di conversazione sulla storia travagliata della Sterpaia, una bottega dell’arte della comunicazione, che doveva proseguire, nel Parco di San Rossore e sotto l’egida della Regione, l’esperienza della Fabrica dei Benetton. Doveva essere un fiore all’occhiello per la Regione, ma Toscani sbatte la porta e annuncia al “Tirreno” che lui e i suoi collaboratori se ne andranno.

A San Rossore resteranno i container, dove finora si è svolta l’attività della Sterpaia, ma i creativi fanno le valige. “E’ un po’ come è successo a Firenze dove i creativi di Gucci se ne sono andati a Roma. Si chiaro: noi non si chiude bottega. Ce ne andiamo altrove…“, spiega Niccolò Donzelli, 36 anni, amministratore della “Sterpaia srl” di Toscani.

Motivo dell’addio annunciato, la mancata realizzazione del restauro dell’ala ovest della Sterpaia, un complesso architettonico a forma di cavallo, in cui erano ubicate le scuderie dei re d’Italia nella tenuta di San Rossore. Qui, dove oggi ci sono i cavalli, avrebbe dovuto sorgere la nuova Fabrica made in Tuscany del noto fotografo: uno spazio per gli uffici, poi la sala conferenze, il laboratorio per i creativi e la zona espositiva. “Il protocollo di intesa per il restauro del padiglione prevedeva che i lavori sarebbero stati ultimati entro il 2006. Due anni dopo deve essere ancora indetta la gara per l’assegnazione dei lavori“, sostiene Toscani.

In questi anni alla Sterpaia sono state pensate e realizzate tutte le più importanti campagne di comunicazione di Toscani. Dalla «scandalosa» anoressica alla giovane infermiera. Dalla Snai ai cent’anni dell’Inter di Moratti. Qui alla Sterpaia sono venuti Renzo Piano e Jovanotti, Massimo Moratti e Fiorello, Renato Soru e Vittorio Sgarbi. Già Sgarbi, il sindaco di Salemi che ha voluto nella sua giunta Toscani come assessore.

Questa sera intanto a partire dalle 21,00 le sale del castello arabo-normanno di Salemi tenteranno di coniugare l’arte e la storia in tableaux vivants ricchi di suggestioni visive e scenografiche ideati dalla famosa stilista Marella Ferrera.

Un evento culturale originale che la Ferrera, ormai nota in tutto il mondo, ha ideato – su invito del sindaco Vittorio Sgarbi – appositamente per il castello di Salemi. La creazione artistica dell’abito sarà solo il pretesto per richiamare alla memoria la storia e l’arte della Sicilia. Una sorta di performance che ribalta l’idea stessa di sfilata: non saranno le modelle a muoversi, ma gli spettatori lungo un percorso che svelerà loro gli straordinari angoli del castello.

Grandi cornici dorate di una galleria immaginaria e viva, fatta di luci, fondali e modelle appariranno lungo le sale del Castello. In un gioco di specchi e di rimandi nel quale l’immagine artistica dà vita all’abito e l’abito riporta alla memoria l’immagine d’artista.
Si materializzeranno figure femminili richiamate in vita da giochi di trasparenze e davanti ad esse sfileranno gli spettatori, così come avviene nelle sale di una pinacoteca.
I quadri scelti, insieme ad altre opere dell’ingegno, appartengono tutti alla cultura siciliana; tra i tanti nomi presenti: Antonello da Messina, famoso in tutto il mondo.
A risvegliare la memoria degli affreschi barocchi, delle volte intarsiate ad arabeschi, delle Madonne Immacolate, degli stucchi rigogliosi, dei mosaici dorati, ci penseranno loro, le modelle non d’artista ma di moda, le nuove muse ispiratrici dell’arte.

Alla serata, oltre a Vittorio Sgarbi e alla stilista Marella Ferrera, saranno presenti rappresentanti politici e istituzionali regionali.

Infine domani lunedì 22 settembre a Trapani alle ore 13,00 a Palazzo Riccio di Morana – sede della Provincia regionale di Trapani – il presidente nazionale dell’associazione nazionale contro il racket e l’usura “Sos Italia Libera” Paolo Bocedi terrà una conferenza stampa per presentare la confederazione delle associazioni siciliane contro il racket e l’usura e la futura Confederazione nazionale.

Oltre a Bocedi prenderanno parte alla Conferenza Stampa il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi, i presidenti regionali, provinciali e locali delle associazioni antiracket che confluiranno nella Confederazione, Sergio Vigilante, commerciante napoletano che da due anni vive sotto scorta per avere denunciato i suoi estorsori, Mauro Romano, Coordinatore nazionale dell’associazione nazionale contro il racket e l’usura “Sos Italia Libera” e Frediano Manzi, milanese, vittima dell’usura

Prima della Conferenza Stampa il presidente Paolo Bocedi, assieme al sindaco di Salemi Vitttorio Sgarbi, sarà ricevuto dal Prefetto di Trapani Stefano Trotta e poi dal Questore Giuseppe Gualtieri.
Lunedì mattina presso la Prefettura avverrà l’accreditamento della sede regionale di Salemi dell’associazione contro il racket e l’usura “Sos Italia Libera”, presieduta dal giornalista Nino Ippolito.

Salemi e non Berlusconi questa volta su Newsweek

Interessante il lungo articolo che Newsweek Web dedica a Salemi dal titolo “Villa For Sale: Two Bucks” e sottotitolo “To stimulate investment, a town in Sicily is giving its dilapidated buildings away.

L’inviata Barbie Nadeau dopo avere descritto la città di Salemi e ricordato il terremoto del 1968 passa ad illustrare in modo serio la proposta di Vittorio Sgarbi per rivitalizzare il centro storico, descrivendo obblighi, modi e condizioni da rispettare.

Dice la Nadeau “The authorities hope the plan will turn Salemi into a boomtown, employing hundreds of out-of-work locals in construction and renovation projects.“.

Il pezzo prosegue con le parole di Oliviero Toscani: “These houses are like a heart pierced by a thorn,” says Toscani, who is best known for his controversial advertisement photography using human hearts and anorexic fashion models, “They are dangerous, but they also represent a patrimony that is slowly dissolving away.

La Nadeau riferisce poi che David Moss, che gestisce MIPC, un Ufficio di Consulenza Immobiliare con uffici a Londra e in Italia, sta lavorando con Sgarbi e la Giunta della Città di Salemi.
 
Dalla settimana in cui è stata annunciata l’operazione, Moss dice che ha ricevuto quasi 2.000 richieste di informazioni da acquirenti interessati – tra cui artisti, filantropi e anche un produttore televisivo che intenderebbe realizzare una sorta di reality televisivo costruito intorno al fai-da-te nel rinnovare le strutture fatiscenti.

La Nadeau passa quindi ad esaminare i costi dell’operazione per gli acquirenti sottolineando che “Whoever signs on must be willing to pay $100,000 or so in renovation costs to bring the villas up to snuff. Experts estimate the basic renovation cost at between €900-€1,200 per square meter, based on local market prices for labor and materials without any extras.“.

Riferisce quindi la Nadeau che Delran e Michel Francois Teyssier, francesi ma che vivono nel Regno Unito, sperano di comprare uno degli immobili per destinarlo a sala mostre e sarebbero intenzionati a chiedere  una sovvenzione della Commissione europea per la realizzazione del progetto.

La Daneau affronta quindi la spinosa questione della mafia: “What about the Mafia? After all, Salemi is just a stone’s throw from Corleone where Mafia don Bernardo Provenzano was captured in 2006. The project’s leaders hope that successful anti-Mafia efforts, which in recent years have led to the arrest of hundreds of top-level members of the Cosa Nostra, will reassure buyers.“.

Si sottolineano quindi I processi metti in atto per impedire o limitare le infiltrazioni mafiose:”To help stem an onslaught of undesirable (read: corrupt Mafiosi) developers, Sgarbi has devised a thorough application and screening process. Would-be buyers are invited to send a non-binding letter of intent, in Italian, to the Salemi city council outlining how they might develop the property. At the end of October, Salemi councilors will contact applicants whose ideas fall in line with their vision and invite them to demonstrate financial responsibility and to submit a building plan for approval.“.

Per gli aspiranti acquirenti stranieri: “Foreign buyers will be required to hire an Italian-speaking power of attorney and are advised to hire a lawyer, preferably local, to help work through the details, not to mention an architect and contractor who are versed in Italian construction techniques.How the villas, which are in various states of disrepair, are distributed has not been announced other than that each approved buyer will have a choice of properties based on their development plan.

La priorità sarà attribuita a: “Priority would be given to VIP clients and celebrities. (Peter Gabriel, who already owns a villa in Sardinia, has reportedly expressed interest.) Sgarbi, who has gifted several villas, including one to Inter Milan football team owner Massimo Moratti, says the process will be closely guarded. But he vows to turn the hilltop village into both a city of art and an exclusive destination along the lines of Pantelleria, a super-luxe Sicilian island where Giorgio Armani and English football manager Fabio Capello have homes.“.

In sostanza: “They will go to buyers who have both the aesthetic sensitivity and the economic resources to take part in this adventure“.

Seguono quindi degli interessantissimi commenti.

Qui il link alla pagina Newsweek