Trapani si scopre razzista ed attende la sua Rosa Lee Parks

Chi era Rosa Lee Parks e che c’entra con Trapani ?

C’entra, c’entra .

Rosa Lee Parks è stata quella donna afroamericana che nel dicembre del 1955 avviò a Montgomery, capitale dello stato dell’Alabama, la protesta contro la segregazione razziale sugli autobus, rifiutandosi di alzarsi e lasciare il posto ad un bianco e per questo motivo venne arrestata.

Il suo clamoroso gesto dette il via al boicottaggio dei trasporti pubblici da parte della comunità nera e viene considerato il punto di partenza del moderno movimento per i diritti civili, che  ha permesso oggi ad un americano di pelle scura di potere aspirare alla presidenza USA.

Sul finire del settembre 2008 ci tocca leggere su TrapaniOK.it

A Trapani autobus soltanto per i “bianchi”.

Dopo gli episodi accaduti sugli autobus della linea 31, vietato l’accesso agli extracomunitari.

Non posso credere che tutto questo sia vero e, se vero, che nesuno degli autori di tale provvedimento non sia oggi oggetto di una qualche iniziativa giudiziaria.

Nel corpo dell’articolo infatti è possibile leggere : “… Gli autobus della linea 31, che collega il centro per immigrati di Salinagrande alla città, sono vietati agli immigrati. Gli extracomunitari non possono salire a bordo… soluzione estrema adottata dopo gli incresciosi episodi accaduti nel corso delle ultime settimane… Numerosi autisti e passeggeri hanno denunciato di essere stati minacciati in più occasioni da extracomunitari ubriachi… Poiché il problema persiste, si è individuata un’altra soluzione: non fare salire a bordo dei mezzi tali persone se si trovassero in fermata… Il segretario della Uil trasporti chiede disporre servizi straordinari di trasporto per gli immigrati con la presenza delle forze armate al fine di garantire l’incolumità degli autisti.“.

Il problema non è determinato quindi da “individui“, da perseguire singolarmente per i loro comportamenti penalmente rilevanti, ma da “insiemi di individui” di tutta evidenza identificati, si presume, per colore della pelle, cenci, ed altri indicatori di razza, status, povertà.

Siamo o non siamo, in quanto a discriminazione razziale, entrati in qualcosa che va ben oltre il Mississipi e l’Alabama degli anni 50′, stati nei quali non si impediva ai neri l’accesso agli autobus, ma se ne esigeva “solo” la segregazione e una “diminutio” dei diritti in favore dei cittadini di pelle bianca ?

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Tra Michele Cimino e Filippo Penati, Diarioelettorale sceglie Cimino

E’ in corso una polemica tra il Presidente della provincia di Milano Filippo Penati (PD) e l’assessore regionale al Bilancio e Finanze, della Regione Siciliana Michele Cimino (Pdl).

Da Milano il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, con toni e linguaggio da leghista rifatto, sostiene che all’Expo 2015 mancano 10 miliardi di investimenti e il Governo, intanto, ne destina altrettanti, “all’anno, di tasse sulla benzina, di cui 4 pagati dai contribuenti lombardi, alla Giunta della Regione Sicilia“.

Notare quel “destina… alla giunta della Regione Sicilia” piuttosto che un “destina … alla regione Sicilia” o un “destina … ai siciliani“, il tutto nel tentativo di associare dialetticamente l’immagine negativa della politica siciliana , rilanciata giorni or sono in prima pagina dal quotidiano di Vittorio Feltri “Libero“, sull’onda dello scandalo delle assunzioni per chiamata diretta da parte di assessori della giunta di Raffaele Lombardo, all’indispensabile riequilibrio nel conto del dare ed avere tra stato e regione nell’ambito del prossimo federalismo fiscale.  

Pronta la replica dell’assessore regionale siciliano al Bilancio, Michele Cimino: “Come recita un vecchio adagio, non c’è peggiore sordo di chi non vuol sentire. Forse è il caso che qualcuno lo ricordi al presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, che, da qualche settimana non fa altro che gettare gratuitamente veleno sulla Sicilia”.

Penati – sottolinea – sbaglia quando parla a sproposito delle accise e dice che il governo vuole dare 10 miliardi di euro all’anno di tasse sulla benzina alla Sicilia, e che di questi, 4 sarebbero pagati dai contribuenti lombardi“.

“Abbiamo cercato di spiegare a Penati – aggiunge Cimino – che la manovra per trattenere le accise non sarà una nostra prerogativa, ma riguarderà tutte le regioni italiane. Quanto ai 4 miliardi che verrebbero scippati alla Lombardia non sappiamo da dove Penati desuma questo dato. Quello che invece sappiamo è che le società titolari delle raffinerie presenti in Sicilia, ma con sede sociale al Nord, pagano le imposte al Nord“.

Alla Sicilia, questi signori delle raffinerie, lasciano i costi sociali, ovvero l’inquinamento dell’ambiente e le malattie, dal cancro ai tanti bambini nati deformi“.

“La verità è che a Penati e ai gruppi economici e finanziari di cui è espressione – afferma l’assessore al Bilancio e Finanze – non piace affatto che la Sicilia rivendichi i propri diritti, dialogando con un governo nazionale che non tende, a priori, a penalizzare i siciliani. Penso all’applicazione dell’articolo 37 del nostro Statuto autonomistico, che consentirà alla Regione Siciliana di trattenere quelle imposte che oggi i petrolieri versano nei ‘forzieri’ del Centro Nord Italia. E penso anche alla manovra sulle accise che, proprio grazie alla mediazione del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, è stata estesa a tutte le regioni del nostro Paese”.