Sgarbi sceglie Salemi e si dimette da assessore alla Cultura di Milano.

Vittorio Sgarbi, neo sindaco di Salemi ha ufficializzato le sue dimissioni dalla carica di assessore alla Cultura di Milano con una lettera inviata questa mattina al Sindaco Letizia Moratti.

La soddisfazione di essere riabilitato nella funzione di Assessore alla Cultura del Comune di Milano, con l’annullamento del provvedimento del sindaco da parte del Tar, e la prospettiva delle importanti iniziative che quel ruolo consente di realizzare, in una citta’ ricca di potenzialita’ e di entusiasmo, non puo’ prevalere sulla responsabilita’ di aver assunto il nuovo impegno di sindaco di Salemi, eletto direttamente dai cittadini che non e’ in alcun modo consentito deludere anche di fronte all’inatteso e gradito colpo di scena che mi riporta alla situazione di 3 mesi fa.
Cio’ che e’ accaduto da allora ad oggi, come inevitabile processo storico, mi impone di non avere incertezze nella decisione da assumere la quale e’ imposta dalla verificata incompatibilita’ fra due cariche nello stesso ordine di amministrazione.
Non è, dunque, possibile essere Sindaco in un Comune e Assessore in un altro, fatto che mi avrebbe consentito di tentare l’ambizioso progetto-ponte ‘Sale Milano’.
Posto davanti all’obbligo di scegliere, scelgo di restare Sindaco e rinuncio ad essere Assessore con la consapevolezza di non potere corrispondere alle richieste e ai desideri di tanti cittadini milanesi, che mi hanno seguito e confortato con il loro sostegno, ma nella certezza di non potere ritrovare il rapporto di fiducia con il Sindaco e con alcuni membri della Giunta che hanno manifestato posizioni inadeguate alle necessita’ della citta.
Dunque, da Assessore alla cultura in carica a Milano mi dimetto, e resto sindaco di Salemi
“.

“Ma non è una cosa seria”

Provate voi a spiegare ad uno che è nato a Bressanone o a Pinerolo che ciò che accade intorno alla nascita della nuova giunta dell’amministrazione della Provincia regionale di Trapani del presidente Mimmo Turano sia da considerare normale esercizio delle regole democratiche.

In una prima fase, per come prevede la legge l’allora candidato presidente della Provincia Mimmo Turano designa parte della sua Giunta. In particolare: Antonio D’Alì, Giulia Adamo, Eleonora Lo Curto, Paolo Ruggirello, Tony Scilla, Livio Marrocco, Pio Lo Giudice e Francesco Regina. Tutti o quasi designati “in nome e per conto di persona da nominare“, secondo la formula in uso nei compromessi preliminari di compravendita.

All’alba del 26 luglio nasce la prima Giunta Turano, ma non tutta, quasi tutta. Alle 5,30 del mattino, il presidente della Provincia Mimmo Turano pone la sua firma su 11 nomine assessoriali e poi lascia il suo ufficio per andare in vacanza.

Già l’indomani, il presidente della Provincia Turano è nel mirino dell’Mpa che lo accusa di avere disatteso gli accordi politici per la formazione della nuova giunta.

In un delirio di onnipotenza l’onorevole Paolo Ruggirello dell’Mpa, cumula insieme la carica di deputato regionale , assessore provinciale e assessore al Comune di Valderice, come dire che non è solo utile, ma anche indispensabile.

L’onorevole D’Alì e l’onorevole Cristaldi del Pdl dichiarano “Attendiamo che il Presidente rientri dalla vacanze ed assuma le detrminazioni utili al mantenimento di un quadro stabile politico di maggioranza e di operatività amministrativa , che diversamente ci vedrà costretti a posizioni di dissenso“.

Marianna Como, Nicola Lisma e Girolamo Pipitone, tutti assessori designati per il Pdl, nel condividere la nota a firma del Senatore Antonio d’Alì e dell’Onorevole Nicola Cristaldi, decidono di congelare la loro accettazione in attesa di una complessiva ricomposizione del quadro politico.

Rientra la contestazione del Pdl e Marianna Cuomo, Girolamo Pipitone e Nicola Lisma accettano la nomina ad assessori, “per senso di responsabilità”.

Il coordinatore provinciale del Movimento per le Autonomie Vincenzino Culicchia annuncia che gli assessori dell’MPA si ritirano dalla giunta di Mimmo Turano e non accetteranno l’incarico.

La presidente provinciale dell’Udc, lo stesso partito del presidente Mimmo Turano, Maria Pia Castiglione dichiara: “Turano continua a muoversi da capo corrente piuttosto che da presidente e segretario di partito“. 

Qui mi fermo.

Quanto a programmi, urgenze, ed azione amministrativa, c’è tempo, e diversamente che a Pinerolo e Bressanone qui fa caldo, tanto caldo.