Castellammare del Golfo: politiche giovanili ?

Sulle orme del molto pubblicizzato provvedimento con il quale nel territorio del Comune di Alcamo un’ordinanza del Sindaco Scala, a partire dal 7 settembre e sino al 31 ottobre dalle ore 22,00 alle ore 6,00 del giorno successivo, vieta la vendita per asporto nel territorio comunale di bevande alcoliche di qualunque gradazione ed in qualsiasi  contenitore, di vetro e non, da parte degli esercizi commerciali  su aree private e pubbliche, laboratori artigianali e da parte degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, anche il Sindaco del Comune di Castellammare del Golfo, Marzio Bresciani,  ha ritenuto opportuno seguire la medesima linea, emanando analoga ordinanza sindacale, avente efficacia dal 22 luglio al 30 settembre.

L’ordinanza per come detto nella premessa intende porre un qualche freno al consumo di bevande alcoliche da parte dei giovani,  ai conseguenti schiamazzi,  e all’abbandono dopo l’uso, in  strade, piazze, ville, cortili ed ingressi di civili abitazioni, dei contenitori.

Funzionera ?

Se l’obbiettivo è quello di allontanare i giovani da alcune delle zone più centrali attualmente frequentate è possibile che la misura funzioni.

E’ già successo nel recente passato con la misura messa in atto dai commissari prefettizi con la quale si è disposta la chiusura anticipata della Villa comunale, e la cui conseguenza è stata quella dell’elezione a luogo di ritrovo dei gruppi giovanili di altri spazi in luoghi meno centrali, in altre parole la loro ghettizzazione.

Forse non è il caso qui di parlare di proibizionismo, ma non si può non rilevare che le politiche proibizioniste dell’alcool hanno una lunga storia di insuccessi, e contro tutte le dipendenze da droghe ed alcool e loro mix, sarebbero più efficaci politiche educative, centrate sullo sviluppo della cultura, dello sport, delle arti e di tutte quelle attività che favoriscono nei giovani le condizioni per motivazione alla vita che contrastino l’uso degli “stupefacenti”.

Oligarchi autoreferenziali

Due sedute non sono state ancora sufficienti per mettere in essere le condizioni minime di funzionamento del Consiglio Provinciale di Trapani.

Maggioranza ancora divisa, ieri pomeriggio, e senza nessun accordo per la designazione del Presidente e del vicepresidente la seconda seduta del consiglio provinciale si è dilungata su un punto che in un qualsiasi paese civile, sarebbe stato risolto prima ancora di arrivare in aula, la causa d’incompatibilità del rappresentante del Partito Democratico Giampiero Giacalone il quale attualmente ricopre la doppia carica di consigliere provinciale e di assessore e vicesindaco del Comune di Mazara del Vallo.

I superstiti consiglieri provinciali del PD, i quali forse non si sono ancora interrogati abbastanza sulle cause della recente pesante sconfitta, hanno difeso la tesi del doppio mandato sostenuta dallo Giacalone, candidandosi quindi più che al ruolo di opposizione della maggioranza di centro-destra, a quello di allegra combriccola di oligarchi autoreferenziali.
Il risultato del voto è stato di 21 consiglieri per l’incompatibilità, 8 contro e 5 astenuti.