Salemi tra il nulla e la ricerca di una identità

Come definire la stagione che si appresta a vivere Salemi dopo l’elezione di Vittorio Sgarbi a sindaco , non è forse la stagione in cui tutto sembra diventare possibile ?

Provate a riflettere sulla costituzione del comitato “Matti per Salemi“, nato per portare alla ribalta con iniziative clamorose Salemi e la sua gente e a cui non è mancata l’adesione del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga disposto financo ad assumerne molto volentieri la presidenza, o alla costituzione di quell’assessorato al “nulla” affidato a Graziano Cecchini, protagonista di alcune notti romane, autore di “performance” quale quella in cui inondò con migliaia di palline colorate la scalinata di Piazza di Spagna, o quell’altra  con cui tinse di rosso la Fontana di Trevi.

O sarà forse la stagione della ritrovata identità ?

Una ritrovata identità che si ritiene passi per la notorietà nazionale,  conoscenza all’insegna del clamoroso, della cultura e/o insieme della “cultura clamorosa“, per un paese che ha conosciuto la notorietà derivante dall’essere la terra d’origine dei Salvo e la notorietà negativa seguita alla loro caduta in disgrazia.

L’ elezione a Sindaco di Vittorio Sgarbi alle recenti elezioni è in fondo l’ultimo tentativo per Salemi di scoprire, riscoprire o provare a ricreare un nuovo spirito comunitario e riaffermare in tal modo un qualche senso di se.

Ma è l’ultimo tentativo possibile perchè dopo rimarrà solo il “nulla“.