La casa di vetro

L’essere reduce Castellammare del Golfo da un commissariamento per infiltrazioni mafiose, che come tutte le interruzioni della vita democratica, non poteva non essere penalizzante per l’intera comunità castellammarese, vede giustamente al primo posto nel programma del nuovo sindaco Marzio Bresciani la messa in opera di tutte quelle misure che possano contribuire a rendere minimo il rischio del ripetersi di fatti analoghi a quelli che hanno portato in precedenza allo scioglimento del consiglio e al decadere del sindaco e della giunta.

Ai fini della trasparenza amministrativa il punto 1 del programma del sindaco Marzio Bresciani prevede:

  • Creazione di un Osservatorio sulla Legalità e sulla Trasparenza
  • Messa in rete del Bilancio comunale
  • Assemblee popolari periodiche

I tre punti del programma credo siano tutti condivisibili, ma comunque insufficienti nel 2008 per potere affermare che si garantisce la trasparenza o che si stia segnando sul piano degli strumenti una inversione di tendenza.

In questa sede mi limiterò solo a poche considerazioni generali, ma credo che analoghi e più circostanziati ragionamenti potrebbero/dovrebbero essere fatti anche per settori specifici dell’amministrazione quali l’urbanistica, le imposte comunali ed i servizi assistenziali, per citarne solo alcuni.

Assicurare la certezza del diritto, l’uniformità nei tempi e nei modi dei processi amministrativi, la trasparenza degli atti e della spesa, debbono essere obiettivi prioritari per garantire parità di condizioni, giustizia e rispetto della legalità.

Non so cosa si intenda per Osservatorio sulla Legalità e sulla Trasparenza, ne quali leggi ne regolano il funzionamento, i limiti, i poteri e se si tratti di un organismo consultivo, di indirizzo o di censura.

In attesa di saperne di più mi permetto di far notare che si può tendere alla trasparenza quanto più si diffonde la conoscenza degli atti e quanto più il cittadino si attiva nel loro controllo in ragione non tanto di un pur auspicabile senso civico, quanto dei propri interessi concorrenti o in contrasto con gli atti messi in essere dall’amministrazione.

Attualmente l’ordinamento degli enti locali prevede uno strumento generale di notorietà degli atti della pubblica amministrazione, l’Albo Pretorio, che forse adeguato un tempo, quando gli atti erano in numero limitato e per circostanze limitate, oggi lo è assai meno.

Le bacheche del comune sono sempre più insufficienti, gli atti spesso non sono visibili perchè coperti da altri atti, e quando visibili sono consultabili solo le copertine.
Se si vuole sapere di più bisogna richiedere l’atto al funzionario di turno con reciproca perdita di tempo. Occorre considerare poi che in un piccolo centro, tanto più se ad alta densità mafiosa, se non si vuole scoraggiare la possibile collaborazione dei cittadini bisogna garantire l’anonimato di chi manifesta interesse ad un atto quantomeno nella fase conoscitiva.

Perchè non dotare allora il Comune di Castellammare del Golfo di un Albo Pretorio elettronico consultabile da tutti su Internet come primo atto in direzione della trasparenza ?

In rete non mancano gli esempi, alcuni ottimi come questo del comune di Bologna, il quale fornisce non solo il sommario degli atti, ma gli atti medesimi, o il sito del comune di Trento che alla voce Atti e documenti mette in rete in forma organizzata tutto, ma proprio tutto di quanto prodotto dall’amministrazione comunale, comprese le determine dirigenziali e del Sindaco, suddivise per ambiti e rese disponibili normalmente per sei mesi quelle particolari e per cinque anni quelle generali.

E’ chiaro che tutto ciò richiede software, implementazione dello stesso e formazione del personale, in poche parole un progetto per il diritto di accesso, per l’informazione sull’attività dell’amministrazione comunale, per la trasparenza.

Sopratutto tutto ciò richiede una scelta netta quella di voler essere realmente trasparenti.

Ma non è ciò che è stato promesso in campagna elettorale ?