E’ uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare

Chiusasi ieri sera, con i comizi, la campagna elettorale comincia da oggi in regime di silenzio elettorale la parte più avvincente del rituale elettorale, ladirty campaigning” in salsa castellammarese fatta di: accordi sottobanco, inganni, dare e ricevere fregature, compravendita di voti per finire con i presidenti di seggi elettorali amici.

Sia chiaro che non si vuol dire affatto che questi mezzi verranno tutti e contemporaneamente messi in opera nè che il risultato elettorale, qualunque esso sia, sarà comunque falso, anzi l’esperienza dice in maniera  incontrovertibile che per quanto possano fare e disfare in questo periodo i “signori della guerra” le loro manovre non potranno che influire in maniera marginale e non determinante ai fini del risultato complessivo finale e che esso darà comunque indicazioni politiche le quali andranno lette con il dovuto rispetto per il popolo sovrano.

Sul piano delle sindacature il massimo dell’effetto possibile è che i “signori della guerra” insodisfatti della composizione della squadra assessoriale appena comunicata (per la cronaca sono la professoressa Daniela Di Benedetto l’ingegnere Marilena Barbara l’ingegnere Fabrizio Fontana che vanno ad aggiungersi ai tre comunicati precedentemente, l’enologo Carlo Navarra la dottoressa Antonietta Maniaci e il dottor Giuseppe Fundarò) possano arrivare a spostare quei 600700 voti sufficienti a determinare il non passaggio al primo turno del candidato Bresciani.

Sul piano della composizione del consiglio comunale, il “lavoro sporco” di questi ultimi giorni potrà decidere al massimo dell’elezione o meno di questo o quel consigliere nell’ambito della medesima lista.

Il resto sono chiacchiere.

One thought on “E’ uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare

  1. E noi solo chiacchere possiamo fare secondo me
    siamo punto e a capo.E si ragazzi ma a noi che ci frega L’inter a vinto lo scudetto la benzina
    aumenta ogni giorno il cellulare e sempre carico quindi chi e’ sindaco a noi che ci frega stiamo bene cosi’.
    Ps.
    un’natu caputu nenti.
    tira quanto vuoi rompersi si deve
    e poi saranno c……………… per tutti

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