Castellammare: le forze in campo (2)

Lista del Partito Democratico e candidato sindaco Dottor Salvo Bologna.

La lista del PD è riconducibile a quell’aggregato di liste (ben quattro)che alle amministrative del 2002 erano schierate a sostegno del candidato sindaco dottor Mario Barbara.
Nel 2002 tali liste (tre piuttosto omogenee ed una assai meno)ottennero 2.598 voti. Il candidato sindaco Dottor Mario Barbara, colpito dal “fuoco amico” dell’altro candidato del medesimo schieramento di centro-sinistra Prof. Piero Rotolo, si fermò a 2.183 voti, sufficienti tuttavia a fargli disputare il turno di ballottagio nella “mission impossible” di battere il candidato di centro-destra Dott. Giuseppe Ancona.
Le liste, che schieravano 71 candidati contro i 17 di oggi, portarono in consiglio quattro consiglieri oggi non ricandidati e segnalati per lo più a sostegno di candidati delle liste di centro-destra.

Il dato delle politiche del 13 aprile, 2.143 (PD+IdV) è quello che forse esprime meglio la forza attuale di quest’area, da confrontare eventualmente con il dato espresso alle regionali in favore di Anna Finocchiaro (2.392), ma a cui, in questo caso, vanno sottratti i voti dell’estrema sinistra.

E’ immaginabile una conferma del dato politico nel voto amministrativo ?

Nessun fattore razionale gioca a favore di questa ipotesi. I voti delle politiche per essere confermati richiedono che tutti e 17 i candidati esprimano una forza che vada oltre le 100 preferenze. Nella realtà  è da ritenere: che non più di quattro o cinque siano i candidati che possono ragionevolmente sperare di ottenere oltre 100 voti, che la forza complessiva della lista si attesterà di poco oltre i mille voti, e che da quanto andrà oltre i mille voti dipenderà se il PD porterà in consiglio due o tre consiglieri. Sulla lista nella migliore delle ipotesi la perdita sul 2002 sarà di circa mille voti, nella peggiore si avvicinerà ai mille e cinquecento.

Il candidato sindaco, il “giovane” psicologo Salvo Bologna, allo stato delle cose, non sembra riuscire ad aggiungere valore alla campagna elettorale del PD. Non è identificato positivamente dall’elettorato per nessuna caratteristica politica, manageriale, di idee che vada oltre quella delle “buone intenzioni” del giovane “bravo ragazzo“.
Sul candidato sindaco è da ritenere che lo spostamento di voti verso il centro-destra non sarà inferiore ai mille voti rispetto alle elezioni del 2002.

In conclusione complessivamente oltre mille e cinquecento voti, precedentemente espressi a favore dei candidati sindaci di centro sinistra, in questa tornata elettorale si riverseranno sui candidati di centro destra e in consiglio comunale la pattuglia di centro sinistra in precedenza costituita da cinque consiglieri si ridurrà a due o tre.

Risultato ottenuto facendo tutto da soli senza che gli avversari abbiano ancora mosso un dito e con l’arbitro per niente ostile.

La rete è democrazia

Ripensare questi due anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose del comune di Castellammare del Golfo, forse, può essere utile per sgombrare il campo da alcuni miti e pregiudizi.

In principio fu il prefetto Vito Mattera, l’uomo venuto dal continente, il castigamatti salutato dalle speranze di tanti (forse troppi) castellammaresi in cerca del “redde rationem“.
Il prefetto Mattera era un duro, ma già noto in rete come quello della telefonata tra “Vituccio e Peppino“:

Ci fu un precedente illustre di intercettazione di un questore a Napoli. Fu quello di Vito Mattera, nella famosa telefonata “Vituccio e Peppino, dai nomi con cui gli interlocutori si chiamavano, Vituccio per il questore e Peppino per Giuseppe Calise, mitico capocronista de Il Mattino, il maggior quotidiano della città. Si parlava di cose non eticamente trasparenti, ma erano in un certo qual senso mirate alla difesa della città, dell’onorabilità del sindaco dell’epoca, Nello Polese, che stava per essere arrestato e poi totalmente prosciolto da qualsiasi forma di accusa. Tempo sette giorni dal Ministero giunse il trasferimento per il questore Mattera: al ministero dove, superati gli scogli interni, ha terminato la carriera con la qualifica di Prefetto. Erano i tempi di Tangentopoli, erano i tempi dove si “dovevano” dare segnali forti.

testo tratto da qui.

Il “prefetto di ferro” incappò poi a Castellammare in una banale storia di rimborsi e nel luglio del 2007 si dimise sostituito dal Prefetto Antonella De Miro, originaria di Agrigento di cui sulla rete già all’atto dell’insediamento niente si riscontrava di negativo, e che prossima alla conclusione del suo mandato lascia atti positivi di attività amministrativa ancorchè utili per il ritorno all’amministrazione ordinaria.

Conclusione. La rete ha ed è memoria, la realtà è spesso ambigua, nascere  lontano da Castellammare non è garanzia di buona e sana amministrazione.