Per il tonno rosso del mediterraneo è l’ora delle decisioni

Un appello ai ministri Zaia e Prestigiacomo a cura del WWF viene pubblicato in questi giorni sui giornali italiani ed europei.
Il WWF chiede che il nostro governo voti a favore dell’inclusione del Tonno rosso nell’Appendice I della CITES, per salvare una specie prossima al collasso commerciale, anticamera di una possibile estinzione, e per salvare un’attività di pesca tradizionale ed industriale di notevole importanza economica e culturale.

L'appello del WWF

L'appello del WWF

Sono ormai numerose le analisi tecnico-scientifiche che richiedono in maniera chiara e distinta che la gestione del tonno rosso in Mediterraneo deve cambiare drasticamente se si vuole evitare un iniziale collasso commerciale e un declino drammatico della popolazione di tonni entro i prossimi due anni.

Il futuro del Tonno rosso del Mediterraneo dipende da un’importante decisione che il governo italiano dovrà prendere entro lunedì 21 settembre.

Nnell’ambito della riunione del Comitato della CITES dei Paesi della Unione Europea,  l’Italia dovrà infatti votare insieme agli altri Paesi dell’Unione per decidere se appoggiare o respingere l’inclusione del Tonno rosso del Mediterraneo (Thunnus thynnus) nell’Appendice I della CITES (Convenzione Internazionale sul commercio delle specie in pericolo di fauna e flora).

Per salvare lo stock di tonno e le migliaia di persone, che lavorano nel settore della pesca a questa specie, è ora oltremodo necessario interrompere l’insostenibile commercio internazionale della specie, grazie all’inclusione della specie nell’appendice I della CITES,altrimenti le responsabilità di gestione rimarrebbero in mano all’ICCAT.

In tal modo con un’inclusione nell’Appendice II e con la suggerita moratoria della pesca per due anni per i soli stati europei il fallimentare status quo non verrebbe in alcun modo modificato, e questa scelta creerebbe un evidente svantaggio economico per l’Italia: l’esportazione di tonno sarebbe eliminata per due anni solo dagli stati membri, mentre i paesi extraeuropei ne beneficerebbero economicamente.

Solo l’inclusione in Appendice I eviterà questo problema economico. Solo l’inclusione in Appendice I assicurerà un futuro al Tonno rosso del Mediterraneo e ai nostri pescatori.

Il WWF pertanto chie ai Ministri Prestigiacomo e  Zaia di considerare tutto ciò: la gestione sostenibile non fossilizza questa risorsa anzi le da un valore aggiunto la rende inesauribile; solo con l’Appendice I il nostro mercato potrà cominciare a gestire con responsabilità e in maniera sostenibile questa risorsa.

Il tonno rosso del Mediterraneo non deve essere più depauperato dal mercato del sushi giapponese, mentre in Italia si consumano tonni provenienti dall’Oceano Indiano, Atlantico e Pacifico.

*** di tonno rosso avevamo scritto recentemente qui

Salemi sulla stampa nazionale

Si segnalano qui, relativamente a Salemi ed alla attività della giunta di Vittorio Sgarbi sulla stampa nazionale di ieri, un lungo ed interessante articolo, dal titolo “Tra le meraviglie di Sgarbilandia”, di Francesco La Licata per “La Stampa” ed un breve redazionale dal titolo “A ruba le case a un euro” su “Il Giornale”.

Tra le meraviglie di Sgarbilandia

La casa acquistata a un euro. Possibile? Già, un euro in un pieno centro storico carico di autentici tesori d’arte. Anche se, già da subito in verità, l’assessore si affretta a precisare che «non è proprio un affare», visti i tempi e i vincoli (stilistici e di materie prime) concessi dal comune agli «acquirenti» che saranno impegnati al restauro. Siamo a Salemi, profonda, profondissima Sicilia. Fino a ieri terra misconosciuta ai più se non per la parte meno presentabile che immancabilmente fa riferimento ai cugini Nino e Ignazio Salvo e a tutto un presepe mafioso che affonda le radici nella storia giudiziaria dell’Isola.

Oggi quella Sicilia, come in una favola, sembra sbiadire giorno dopo giorno quasi per effetto di intrugli misteriosi e inspiegabili, fino a somigliare ad un “luogo dell’immaginazione” che potremmo chiamare «Sgarbilandia». E così vanno prendendo corpo iniziative e idee messe in circuito da un gruppo di «matti», la definizione è del critico prestato alla politica, che «si sono messi in gioco per scommettere sulla possibilità di ribaltare una situazione sociale, economica e culturale destinata allo stato vegetativo».

Quella della casa a un euro è l’idea che – nelle intenzioni dei creativi della giunta tecnica sgarbiana (Oliviero Toscani, il principe Bernardo Tortorici di Raffadali e l’architetto romano Peter Glidewell) – dovrebbe portare a Salemi, pardon a «Sgarbilandia», i «nuovi Mille». Ecco, la cittadina ha un feeling collaudato con l’impresa Garibaldina, come dimostra il balcone di piazza Dittatura, da dove il barbuto condottiero assunse i poteri che consentirono di fare di Salemi capitale d’Italia, seppure per un sol giorno.

Questi «nuovi Mille», nelle intenzioni di Vittorio Sgarbi, dovranno essere altrettanti «cittadini illustri» che prendono casa a Salemi, «capovolgendo così un flusso migratorio che ha visto i Siciliani andare al Nord in cerca di soldi e fortuna». «Saranno i ricchi del Nord – insiste il professore – a venire qui e non potranno che portare ricchezza». Per questo all’inizio di settembre è stata data, in pompa magna, la cittadinanza onoraria ai coniugi Moratti. Anzi il presidente dell’Inter, per l’occasione, ha potuto anche inaugurare un nuovo club di fede nerazzurra.

Ma a “Sgarbilandia” sembra essersi verificato un contagio inarrestabile e, dopo i Moratti, è arrivato il ministro Rotondi, e Brunetta, e poi Afef Tronchetti Provera, e Anna Falchi e Forattini e il ministro Zaia. Domenica scorsa, in occasione della sfilata di Marella (quale posto migliore di “Sgarbilandia” per un eccesso di mondanità?) s’è materializzato anche Ricucci con qualche amico, a cui non potrà essere destinata una casa troppo vicina a quella della Falchi, ovviamente. Un’epidemia (migliaia di richieste) che non sembra risparmiare anche esponenti dello schieramento opposto agli sgarbiani, se è vero che un interessamento è stato manifestato anche dall’ex ministro Cesare Damiano.

Ma siamo soltanto all’inizio dell’esperimento e la strada sembra in salita. Il principe-assessore all’urbanistica, Bernardo Tortorici raffredda gli entusiasmi: «Arrivano messaggi da tutto il mondo. Ne arrivano dall’Australia, dal Canada, dal Nord Europa, dalla Germania, dalla Francia. Dalla Russia, dalla Lituania e dalla Lettonia».

E questo è già un problema perché il centralino, come dire, non è abituato al dialogo poliglotta. «E poi bisognerà mettere ordine – aggiunge – in un ufficio che era fermo al terremoto del ‘68, anno in cui ebbe inizio l’esodo dal centro storico. Le leggi alimentarono scelte che allontanavano i cittadini dal cuore di Salemi: veniva garantito l’indennizzo del cento per cento se si costruiva altrove. Logico che il centro si sia svuotato. Si tratta adesso di catalogare gli immobili per stabilire esattamente quanti siano quelli da poter assegnare. E questo crea parecchio stress in assessorato. Ma ce la faremo».

Attualmente le case certamente in possesso del Comune (per la maggior parte manca proprio l’acquisizione per via notarile, omessa a suo tempo anche dopo aver concesso gli indennizzi a fronte della perdita di possesso dei cittadini terremotati) sono 219, di cui 110 non recuperabili, su circa tremila “indennizzate” dopo il terremoto. E’ questo che fa dire ad Angelo Calogero, capogruppo dell’opposizione, che «siamo alla politica dell’annuncio e basta, visto che non sarà facile attuare un progetto così poco aderente alla realtà». Insomma, Sgarbi sogna.

«Non sarà sogno, ma scommessa difficile certamente», ammette Peter Glidewell, assessore alla Cultura e all’agricoltura, o «all’agricoltura», per dirla col sindaco. E non solo per la storia della casa a un euro. «Qui c’è da ribaltare un disastro culturale ed ambientale, ma soprattutto si tratta di recuperare l’intraprendenza ed intelligenza siciliane per vincere la tentazione dell’immobilismo rassegnato».

Ovviamente perciò si cerca di tenere alta l’attenzione con eventi a cadenza quasi settimanale (l’ultimo, la proiezione di «Ladri di biciclette» restaurato in digitale) e con annunci che prestano il fianco a polemiche distruttive. Come l’idea del Museo della mafia, garante il giudice Giuseppe Ayala, «ora che il potere di Cosa nostra è quasi scomparso».

Affermazione non condivisa che ha provocato scontri col Centro Impastato (Umberto Santino: «Sgarbi vuol fare di Cosa Nostra delle belle statuine») e con «Articolo 21» per un pezzo che indica Salemi come «la città dei Salvo, di Giammarinaro (il patron politico, discusso ma assolto, di questa giunta ndr) e del sindaco Sgarbi». La replica del professore è stata violenta, il che non si addice a «Sgarbilandia».

Francesco La Licata per “La Stampa”

da La Stampa

 

A ruba le case ad un euro

Dal miliardario lituano al giornalista toscano ieri a Salemi per lavoro. Sono oltre duemila le richieste per vedersi assegnata una casa a un euro dal comune siciliano. Mail, fax, lettere e piccioni viaggiatori. Dall’Australia e anche dal Sud Africa. Ogni mezzo è buono l’importante è manifestare la propria intenzione all’acquisto e alla successiva ristrutturazione dell’immobile. Pare che tra le «intenzioni» ricevute ci siano quelle di Anna Falchi, Afef, Massimo Moratti, Forattini e anche del ministro Zaia. Le case sono 3.500 ma pare che ne saranno vendute solo mille. Il sindaco Vittorio Sgarbi ha aggiunto ieri che entro il 2009 sarà costruito a Salemi il Museo della mafia che lui considera vinta e ormai sparita.

da Il Giornale