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Senso della misura ?
La rimozione dei graffiti può essere arte ?
Più che un semplice video, un godibilissimo documentario (16,02 la durata), una videoindagine realizzata nella città di Portland, sulle forme d’arte prodotte inconsciamente dalla rimozione dei graffiti, dipingendovi sopra e generando a loro volta un prodotto di valore artistico a prescindere dalle intenzioni artistiche e in assenza di coscienza dell’atto.
Nel video richiami ad artisti quali Mark Rothko (1903 – 1970), Kazimir Malevich (1878 – 1935).
Realizzato da Matt Mccormick da una idea di Avalon Kalin, vi è tuttavia chi sostiene trattarsi di un’operazione di satira, vi è infatti chi sostiene: “I think the best part of this video is that some people have no idea that its satire” a cui qualcun altro ha risposto”Satire or not, there is truth to this video. The point isn’t whether or not people should be painting over graffiti. I love graffiti and I’ve also found aesthetic beauty in “buffed” pieces as well, and I’m pretty sure? I decide what art is.“.
Farefuturo (come dire Gianfranco Fini) e quegli altri
Pubblicità sociale, devi guidare ? Non bere !
Quella che segue è una selezione di immagini e spot video di alcune campagne internazionali.
L’alcool altera la realtà (campagna promossa dalla Croce Rossa Svizzera)

Se bevi lo stop si sposta (campagna promossa dalla Heineken)
Parcheggio riservato ai guidatori ubriachi
Questo infine è un video-choc per stomaci forti
Cose che non avremmo voluto mai vedere
Arte di strada in 3D – Julian Beever
A tutti sarà capitato di vedere all’opera, sui marciapiedi o sulle strade delle nostre città, i cosiddetti “Madonnari” dipingere con i gessi pregevoli volti di Madonne ma anche riproduzioni di celebri capolavori e ritratti.
L’inglese Julian Beever dipinge sui marciapiedi ricercati paesaggi a tre dimensioni, impressionanti per il realismo della illusione ottica e per il modo di mescolare elementi architettonici già presenti con i dipinti, in modo tale che gli osservatori percepiscano cavità o oggetti tridimensionali che in realtà non esistono.
La tecnica prospettica utilizzata da Beever è detta “anamorfismo”, un effetto di illusione ottica per cui una immagine viene proiettata sul piano in modo distorto tale per cui il soggetto originale è riconoscibile solo guardando l’immagine da una posizione precisa (ana- + morfosi = forma ricostruita).
Nei video alcune opere di Julian Beever:
e Julian all’opera:
Lo scrittore Fulvio Abate (di Teledurruti) ha nostalgia
Gli avevano detto di non bere !
Altro che “Trash the dress” ! Esilarante il momento dell’assalto della ragazza ubriaca al palo.
Invidia ? Gelosia ? Solitudine ?
Resta il fatto che è stato un indimenticabile matrimonio di “riso,lacrime e sangue” !
Conoscere la Sicilia: il funerale siciliano
Magistrale interpretazione di Gianfranco Jannuzzo di un testo dello stesso Jannuzzo e di Renzino Barbera.
E’ scomparsa la poetessa Alda Merini
Omaggio ad Alda Merini
Cortometraggio di Luca Losito dedicato alla grande poetessa italiana, presentato in occasione della I edizione del Festival Ottobre in Poesia, abbinato al premio letterario internazionale “Città di Sassari – L’Isola dei Versi”.
Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da argenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’assenzio
di una sopravvivenza negata.
Alda Merini, da “La Terra Santa” 1983
Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.
Alda Merini, da “Vuoto d’amore”
Canzone per Alda Merini di Roberto Vecchioni













