Alcamo il “Signore del vento” e gli affari intorno all’eolico, solo coincidenze

Di fronte alla sparata di ieri contro l’eolico di Giulio Tremonti due cose mi sono balzate subito davanti agli occhi.

Per primo un post di “Phastidio.net” noto anti-tremontiano, nel quale si confutano in maniera leggera ma precisa le argomentazioni del ministro, poi ritornato all’articolo del corriere.it, quella considerazione finale: “Quello dell’eolico è un business ideato da organizzazioni corrotte che vogliono speculare e di cui noi non abbiamo certo la quota di maggioranza».

Che è come dire, i responsabili politici della speculazione sull’eolico, cercateli nell’altro campo.

Certo il “Signore del vento“, il massimo speculatore sull’eolico a detta degli inquirenti è l’alcamese Vito Nicastri, e Alcamo la sua città d’origine è anche la città che ha espresso, seppure per un periodo piuttosto breve, un deputato nonchè vicesegretario nazionale dei Verdi al tempo di Pecoraro Scanio.

Fossimo avvezzi alle logiche che vengono invocate, ora sui giornali del premier, ora sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano”, avremmo fatto già due più due e dato come risposta quattro, ma queste logiche non ci sono proprie e continueremo a pensare che son solo coincidenze.

Verso le europee: a sinistra del Pd ci sarà anche “Sinistra e libertà”

Una delle novità della prossima tornata elettorale per il rinnovo del parlamento europeo, è che a sinistra del Pd dovrebbero essere presenti non una ma due aggregazioni con consistenza tale da potere aspirare a superare lo sbarramento del 4%.

Una delle due formazioni farà capo a Rifondazione comunista e si propone di raccogliere quanti non hanno rinnegato le proprie radici comuniste, anticapitalistiche e i legami con il mondo del lavoro dipendente, e l’altra maggiormente proiettata verso le tematiche ambientaliste ed alla ricerca di nuovi modelli di sviluppo che coniughino appunto giustizia sociale ed esigenze di libertà.

Quest’ultima formazione (Sinistra e Libertà) raccoglie quindi i Verdi, i socialisti, i Ds che non hanno aderito al progetto del Pd ed ex di Rifondazione Comunista tra i quali l’ex segretario Franco Giordano e il governatore della Puglia Niki Vendola.

Una delle opinioni correnti intorno alla neonata formazione politica (o meglio cartello elettorale)è che si tratti di una formazione di generali senza esercito, improvvisata e nata quasi per disperazione.

Loro sul loro sito (www.sinistraeliberta.it) dicono di essere al 5,2%, cosa questa che varrebbe quattro eurodeputati. Francamente IMHO se qualche possibilità ha questa lista di raggiungere l’obiettivo del 4% questa credo sia legata alla capacità di intercettare il consenso che da sinistra in questi mesi si è spostato verso l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.

La cosa l’ha ben compresa Franco Giordano che và giù duro nei confronti dell’Italia dei Valori etichettando il partito di Di Pietro come “di destra“.

Nel giorno in cui una delle norme piu’ odiose partorite dal Governo Berlusconi, quella sull’allungamento dei tempi di permanenza dei clandestini nei Cpt, e’ stata clamorosamente battuta in parlamento, l’Idv di Antonio Di Pietro svela il suo vero volto, che e’ un volto compiutamente di destra.

La norma e’ stata battuta grazie al dissenso, nel voto segreto, di alcuni deputati della stessa destra. Di Pietro, invece, aveva scelto di favorire l’approvazione di questa legge odiosa con l’astensione. E la sua e’ una scelta che si spiega facilmente,dal momento che l’Idv e’ favorevole al prolungamento dell’allungamento dei tempi di permanenza (ma sarebbe piu’ corretto dire di detenzione) nei Cpt.

Non a caso, del resto, e’ la stessa Idv che, nella scorsa legislatura aveva impedito il formarsi della commissione d’inchiesta su Genova. Il voto di oggi prova che l’Idv e’ solo una delle forme che assume nel nostro paese l’offensiva di destra.