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Provincia di Trapani, una vicenda oscura e dall’epilogo inquietante
La vicenda è quella dei residui passivi della Amministrazione della Provincia Regionale di Trapani, di cui si è scritto qui e qui.
Eravamo fermi al punto in cui il responsabile del settore finanziario Giuseppe Fundarò dopo la verifica dei dati contabili, aveva posto la sua firma sulla determina che ridefiniva il quadro dei residui attivi e passivi provenienti dagli esercizi 2007 e precedenti e dalla competenza dell’esercizio 2008.
Si erano accertati residui attivi per 59.663.332 euro e residui passivi per 39.300.482,17 euro, restavano da accertare le responsabilità di quello che per certi versi assumeva tutto l’aspetto di un bilancio parallelo, ad uso e consumo di politici e/o funzionari tutti ancora da accertare.
Tanta ansia di trasparenza da parte del presidente Turano ha fino ad ora (a leggere l’edizione di oggi de La Sicilia) prodotto un solo frutto, le dimissioni di colui che aveva accertato l’esistenza e la consistenza del bilancio parallelo, il dirigente del settore finanziario Giuseppe Fundarò.
Inquietante, assolutamente inquietante.
“Dopo la vicenda del «tesoretto»
Dimissioni «pesanti» alla Provincia lascia il dirigente delle Finanze
Si prevede una girandola di nomine all’interno della burocrazia che è stata ridisegnata
Sono dimissioni «pesanti» e che faranno discutere quelle arrivate sul tavolo del presidente della Provincia, l’onorevole Mimmo Turano. Sono quelle che ha rassegnato, per motivi personali, già da venerdì scorso, Giuseppe Fundarò che da alcuni anni è dirigente dei servizi finanziari dell’amministrazione provinciale.
Uno dei più alti in grado della burocrazia provinciale, sopratutto per la delicata poltrona sulla quale è andato a sedere, quella dalla quale vengono mossi i meccanismi della spesa della Provincia regionale.
E negli ultimi tempi questi meccanismi sono stati nell’occhio del ciclone, da quando si è scoperto che gli «avanzi» di amministrazione non erano quelli certificati negli ultimi bilanci, ma erano molti di più. Gli «avanzi» sono i soldi impegnati e non spesi, costituiscono i cosidetti residui, ed erano davvero tanti quelli che erano sfuggiti ai «conti», tant’è che sin dal primo momento, da quando fu fatta questa scoperta, si è parlato di un «tesoretto». In soldoni, 40 milioni di euro. Soldi che se non finivano nei bilanci erano così, come sospesi, posti in un limbo, quasi a costituire un «bilancio parallelo». Una vicenda che non è stata mai chiarita fino in fondo. Liquidata dallo stesso presidente Turano come un errore burocratico. Sotto silenzio l’aspetto delle responsabilità, non è stato spiegato nemmeno se ne sono state rilevate. Sta di fatto che i dirigenti dei diversi servizi hanno dovuto passare ore e ore a fare le ricognizioni per risalire a tutti i residui, a tutti i soldi che erano rimasti non spesi sebbene avevano avuto precise destinazioni. Al momento costituivano come delle «riserve» per ogni settore.
Le dimissioni oggi del dirigente degli uffici finanziari Fundarò (che è assessore comunale a Castellammare) sebbene non spiegate (ma nemmeno ufficializzate fuori da Palazzo Riccio di Morana) seguono quasi la sorte di quegli «avanzi». Anche le dimissioni sono state poste in una sorta di «limbo» dove non è agevole accedere per capire cosa succede. Sono da mettere in relazione al «tesoretto»? O dopo il riordino della burocrazia provinciale adesso è il momento del riordino delle figure dirigenziali? Adesso ci sarà sicuramente una girandola nella riassegnazione delle dirigenze, Turano potrebbe approfittarne per collocare suoi «uomini» e rafforzarsi, nonostane le «bizze» della sua maggioranza.“
da “La Sicilia“
Provincia di Trapani: “Bilancio parallelo”, o “Poder Paralelo” ?
Ovvero se la realtà supera la fantasia.
Avevo parlato in questo “post” di una telenovela brasiliana, i cui primi episodi sono stati girati per buona parte a Palermo, Scopello e nel territorio del comune di Castellammare del Golfo, ed ispirata a vicende di tipo mafioso e dal significativoi titolo di “Poder Paralelo“, che facilmente tradotto suona “Potere Parallelo“, con allusione evidente all’organizzazione mafiosa.
Il giovane boss protagonista della telenovela ha per nome “Tony Castellammare”.
Ora da giorni leggiamo dell’esistenza presso la Provincia Regionale di Trapani di un “Bilancio Parallelo” di cui non si riesce a stabilire la consistenza, chi l’ha creato, da quanto tempo, perchè, e chi ne ha avuto la disponibilità negli anni.
Il Presidente Mimmo Turano parla di affiancare al direttore dei servizi finanziari della Provincia nonchè assessore del comune di Castellammare del Golfo, il castellammarese Giuseppe Fundarò, un esperto per scovare fino all’ultimo euro del bilancio parallelo scoperto dal suo precedentemente tanto contestato “ufficio di staff”, come dire “tutti gli uomini del Presidente”.
Turano parla di questo “Bilancio Parallelo” come “una vera e propria riserva finanziaria” in considerazioni che nella verifica appena avviata sarebbero già emersi circa 2 milioni di euro e che gli anni da esaminare vanno dal 1987 ad oggi.
Turano ha rilevato che “lo stesso Consiglio è stato spogliato della potestà di decidere sull’utilizzazione dell’avanzo di amministrazione”.
Il presidente continua a consultare un libro mastro di centinaia di pagine che costruisce la storia di quei 67 milioni di euro che sarebbero stati accantonati senza alcuna motivazione.
Di questi almeno 20 -30 milioni di euro potrebbero essere inseriti nel nuovo avanzo di amministrazione per entrare a far parte della programmazione dell’azione amministrativa.
Tra le pieghe del bilancio ci sarebbero anche opere pubbliche quali la Galleria di Scindo Passo di Favignana- opera quanto mai discussa – con una somma di 911 mila euro “immobilizzata”.
L’opposizione (che se fosse vero quanto affermato dal presidente Turano, farebbe una figura da fessi e/o da conniventi mica da ridere), manifesta perplessità, e ritenendo si tratti di una contrapposizione tra “uffici della amministrazione” e “uomini del Presidente”, chiede a Turano di presentare dati certi prima di pronunciarsi.
Gli ingredienti ci sono quasi tutti, certo manca la parte sentimentale, ma in quanto a capacità di intrighi amorosi Trapani non è seconda a nessuna città d’Italia, quindi come non pensare che siamo solo alla prima puntata di una nuova telenovela ?
Tutti gli uomini dell’UDC nei comuni della Provincia di Trapani
Nominati i coordinamenti in dodici Comuni della provincia.
I nuovi organigrammi, sintesi di laboriose trattative in sede locale per tenere a freno i conflitti tra le diverse anime del partito, sono stati decisi dal segretario provinciale Mimmo Turano e del suo vice Francesco Regina ed hanno l’avallo politico del segretario regionale Saverio Romano.
Il coordinamento di Alcamo è così composto da Salvatore Orlando, Saverio Messana ed Angelo Marrocco.
A Castellammare del Golfo Leonardo Foderà avrà al suo fianco un numeroso gruppo costituito da: Francesco Navarra, Vincenzo Borruso, Salvatore Fundarò, Damiano Canzoneri, Giovanni Tartamella e Giovanni Ciufia.
Il coordinamento di Castelvetrano può contare su Giovanni Curiale, Salvatore Stuppia, Silvestre Pisciotta, Francesco Cirrincione ed il vicesegretario provinciale Francesco Regina.
A Calatafimi-Segesta sono stati nominati Salvatore Garitta, Santo Pisano e Salvatore Mazzarese.
Un altro triunvirato per Campobello di Mazara con Epifanio Stallone, Andrea Gulotta e Salvatore Tumminello.
A Mazara del Vallo, Santoro Genova, Giovanni Quinci e Giacomo Marino.
A Marsala l’avvocato Stefano Pellegrino avrà la collaborazione di Gaspare Oddo e Franco Barraco.
Il coordinamento comunale di Partanna ha come riferimenti Franco Blunda, Francesco Cannia e Nicola Colletta.
A Paceco Giovanna Genna, Peppe Maltese, Antonino Galia e Michele Leo.
A Santa Ninfa l’Udc sarà rappresentata da Isidoro Spina, Francesco Lo Curto, Vincenzo Basile e Giuseppe Giambalvo.
A Vita, Baldo Accardi, Vincenzo Mannone, Paolo Buffa e Salvatore Napoli.
Mentre il coordinamento comunale di Petrosino è costituito da Giovanni Mauro, Luigi Abbignani ed Angelo Valenti.
Provincia di Trapani: cronache di normale disamministrazione
Ha per titolo: “Nubifragio a Castellammare: solo ora la Provincia chiede lo stato di calamità…” un pezzo publicato ieri su Marsala.it di
I puntini finali esprimono lo stupore del titolista e dell’estensore dell’articolo per il ritardo ingiustificabile con cui è stata avviata la procedura di richiesta dello stato di calamità.
Questo l’articolo.
“Il territorio provinciale è stato colpito lo scorso 31 gennaio da un violento nubifragio, costituito da copiose e abbondanti piogge, di intensità elevata, che hanno provocato diverse esondazioni, smottamenti e dissesti idrogeologici in particolare nelle zone di Castellammare del Golfo, Alcamo e Segesta, a causa anche delle numerose costruzioni abusive e delle lottizzazioni che in questi anni, con la compiacenza degli enti locali, hanno devastato un territorio molto fragile dal punto di vista idrogeologico.
Solo ora, comunque, la Giunta Provinciale sta correndo ai ripari. Durante i lavori dell’ultima riunione, la prima dopo i mesi di stallo dovuti al rimpasto, è stato approvato l’atto deliberativo che attiva le procedure, per la richiesta da inviare al Presidente della Regione e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il riconoscimento dello “Stato di Calamità Naturale” delle zone colpite dal nubifragio dello scorso mese di gennaio.
Secondo la relazione tecnica ,redatta dal settore viabilità della Provincia di Trapani, i danni ammonterebbero ad oltre 11 milioni di Euro. Vista l’urgenza d’intervenire nelle zone colpite da tali fenomeni naturali, il presidente Turano ha subito attivato gli uffici della Provincia per inoltrare l’istanza di riconoscimento agli organi competenti. Nella richiesta, sono state chieste le risorse finanziarie per intervenire nelle zone :
S.P. 68 “Segesta” – Ponte Bagni Inici
S. R. “Celso Inici” – :
S. P. 2 “Castellammare – Ponte Bagni-
S. P. 47 “ Alcamo- Stazione di Castellammare
S. P. 55 “Alcamo- Alcamo Marina”
S. P. 20 “Trapani- Bonagia- Valderice”
“Dopo le copiose piogge di quei giorno –afferma l’Assessore Regina-abbiamo immediatamente attivato gli uffici , con l’intento di verificare ufficialmente i danni provocati dal maltempo. Adesso , dopo l’approvazione dell’ atto deliberativo, di concerto con il Presidente Turano invieremo la documentazione per la richiesta del riconoscimento dello “Stato di Calamità Naturale” per le zone colpite, dove occorre intervenire con urgenza in considerazione anche dei notevoli disagi subiti dalla popolazione residente” .
Ma in realtà la provincia si sta muovendo con grave ritardo. Ad esempio il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo già il 5 Febbraio approvò la richiesta di calamità naturale. In quel comune sono state colpite trentanove strade esterne (per un totale di cento chilometri), delle quali diciassette danneggiate in maniera gravissima.
La cosa ancora più grave è che quel nubifragio è costato la vita ad un uomo, rimasto intrappolato nella sua abitazione estiva, a causa dell’esondazione del fiume San Bartolomeo.
Anche la stima dei danni era già stata fatta da tempo, non è nuova. Il resposabile del settore lavori pubblici del Comune di Castellammare, l’ingegnere Simone Cusumano aveva già calcolato che solo per la messa in sicurezza delle strade, occorreranno circa 10 milioni di euro.
Turano queste cose le sapeva già. Perchè era presente alla seduta straordinaria del consiglio comunale di Castellammare dove questi dati furono presentati.“
C’è da aggiungere altro ?
Provincia di Trapani, la crisi non c’è più
Facendo seguito all’impegno assunto in aula la settimana precedente, il Presidente della Provincia Regionale di Trapani, Mimmo Turano, ha proceduto, nel corso della seduta del Consiglio Provinciale di lunedì, alla presentazione ufficiale della nuova squadra assessoriale e ridistribuzione delle deleghe.
La nuova Giunta Provinciale risulta così composta:
Cesare Colbertaldo (Patrimonio, Salvaguardia dei Beni patrimoniali e immobili – Società Partecipate – Protezione Civile);
Marianna Como (P.I., Edilizia Scolastica, Diritto allo Studio, Rapporti con il Consorzio Universitario);
Giovanni Lo Sciuto (Politiche Sociali e della Famiglia, Politiche del Lavoro e Giovanili, Immigrazione, Emigrazione, Sanità, Formazione Professionale);
Francesco Regina (Pianificazione territoriale e Tutela ambientale, Parchi e Riserve, Politiche energetiche, ATO Rifiuti);
Nicolò Maria Lisma (Pesca, Politiche del Mare, Sviluppo economico delle coste, Risorse marine e Isole minori);
Nicoletta Ferrantelli (Organizzazione e Sviluppo delle Risorse, Personale, Pari Opportunità, Innovazioni tecnologiche);
Vincenzino Culicchia (Bilancio, Finanza locale e Tributi, Programmazione finanziaria);
Baldassare Lauria (Affari Legali e Contenzioso, Legalità e Trasparenza dell’Azione Amministrativa, Lavori Pubblici e Infrastrutture – ATO idrico);
Francesco Gancitano (Attività Produttive, Beni Culturali, Rapporti con il Consiglio);
Guglielmo Anastasi (Politiche Comunitarie ed Euromediterranee, Tutela dei Diritti umani e civili);
Michele Cavarretta (Grandi Eventi sportivi e culturali, Programmazione Sportiva Giovanile, Impiantistica Sportiva);
Davide Fiore (Sport, Turismo, Spettacolo, Strutture turistiche ricettive).
L’incarico di Vice Presidente della Provincia rimane assegnato all’On. Vincenzino Culicchia.
Il Presidente della Provincia ha riservato a sé stesso le competenze relative ai rami dell’Amministrazione in materia di cultura e politiche culturali.
In conclusione, crisi rientrata in parte, Mimmo Turano rimette assieme infatti una maggioranza numerica, prima ancora che politica, rimanendo fuori la componente del Pdl che fa capo all’Onorevole Giulia Adamo.
Per il resto da notare che, Sport, Turismo e Cultura spicciole (come dire la politica dei contributi) saranno appannagio di Davide Fiore e dello stesso presidente Mimmo Turano e che Michele Cavarretta, dovrà crearsi e trovare i soldi per i suoi “Grandi avvenimenti sportivi”, come dire lo stesso tipo di rapporto che si pretendeva dalla Maria Giovanna Maglie e da lei denunciato in una intervista dopo il licenziamento.
Non pochi interrogativi suscita la sottrazione della competenza in materia di Lavori Pubblici all’assessore Regina e il passagio delle stesse competenze in capo all’assessore Lauria che si occupa anche di “Legalità e trasparenza”.
In conclusione sembra che proprio il Presidente a cui si imputava un peso preponderante nella gestione delle risorse dell’ente ed assenza di collegialità, come motivazione per l’avvio della crisi non abbia ceduto niente, ed anzi abbia ancor più accentrato su se stesso e sul suo entourage le competenze.
Alla prossima … crisi.
Presidente rimetta, dopo si sentirà meglio
“Nessuno può pensare che io intenda ignorare o scavalcare le segreterie dei partiti, essendo io, anche segretario provinciale dell’Udc e conoscendo bene le regole della politica.
Sarò ben lieto dell’ausilio politico che l’onorevole Saverio Romano, segretario regionale dell’Udc, vorrà dare per chiarire la situazione politica, fermo restando che se il chiarimento non dovesse essere sufficiente procederò alla verifica di maggioranza in Consiglio sul bilancio e dove, non dovessi ottenerla, rimetterò il mandato di presidente“.
Parole di Mimmo Turano, presidente della Provincia Regionale di Trapani, su “La Sicilia” di oggi.
Uomo avvisato …
Nell’ultima seduta del Consiglio Provinciale di Trapani, Maurizio Sinatra consigliere del Pdl nel ritirare la fiducia, a nome di un numeroso gruppo di consiglieri, ha diffidato, in modo inelegante ma efficace, il capogruppo del Pdl Pietro Russo, dal partecipare alla conferenza dei capigruppo: “Se lo farà sarà a titolo personale e di conseguenza il suo emolumento verrebbe percepito senza alcuna legittimazione e sarebbe necessario l’intervento della Procura della Corte dei Conti”.
Provincia d Trapani: AAA cercasi esperti in smaltimento veleni !
Un articolo di Rino Giacalone su La Sicilia di oggi fa una prima ricognizione sulla produzione di veleni conseguente alla crisi politica, che rischia di intasare di inchieste su affari e politica la Procura di Trapani, quella di Marsala e/o entrambe data la cronica carenza di personale almeno per i prossimi dieci anni.
Scrive Rino Giacalone in un pezzo dal titolo, “Provincia: i retroscena – La colmata di Marsala il motivo del contendere nella maggioranza“:
“Le voci di corridoio alla Provincia indicano precisi retroscena alla crisi politica che ha investito la Giunta del presidente Turano.
Una di queste riguarda la colmata di contrada Casabianca di Marsala.
C’è una delibera che è rimasta non adottata dalla Giunta provinciale che contiene, sulla base di una relazione dell’assessorato provinciale al Territorio, la proposta di fermare i lavori.
E su questo, in modo sotterraneo si è accesa la bagarre nella maggioranza di centrodestra, si sono innescati sospetti circa l’esistenza di precisi.
La sostanza delle cose a sentire alcuni protagonisti della querelle è quella che la «colmata» una volta finita farebbe spostare la fatidica linea di inedificabilità dei 150 metri dal mare.
Tutti i terreni esistenti sul fronte costiero interessato e che oggi sono entro questo limite, una volta definita l’area di colmata sarebbero destinati a vedersi fuori dai 150 metri dal mare.
In fotocopia circolano alla Provincia visure catastali, con stampati cognomi importanti della politica locale.
Nomi e cognomi che vengono fatti dall’appena esautorato assessore provinciale al Territorio Girolamo Pipitone.
Il presidente Turano ne ha revocato la nomina dopo la notizia dell’avviso di garanzia che lo ha raggiunto nel contesto dell’indagine sulla truffa ordita ai danni della spa «Belice Ambiente»,
Pipitone ritiene invece che l’indagine non c’entra nulla, «la revoca è solo politica».
«Quella delibera, proposta da tre mesi e rimasta non adottata, si fonda sul fatto che l’impresa che ha ottenuto l’appalto per la colmata (Ati Cedelt spa e Consorzio Gpc srl, procuratore speciali Giovanni Gino, ndr) ha tutte le ragioni per chiedere la rescissione del contratto – dice Pipitone – e ogni giorno che passa senza questo atto è monetizzato a danno della Provincia.
Sono cosciente che la signora Adamo, che sin dal suo primo insediamento ha sostenuto la necessità di questo progetto, si agita ma non ci posso fare niente perchè penso che l’impresa è in perfetta regola.
La sistemazione comporterebbe modificare il destino dei terreni frontalieri, e quelle aree hanno proprietari precisi, amici dell’on. Adamo, suoi familiari e familiari del consigliere Benigno».
La questione però è nota, quell’area era insalubre e andava risanata.
«Penso che si poteva fare come si è fatto a Trapani per la litoranea nord, rimuovendo e modificando la barriera frangiflutti».
Lei però è fuori dalla Giunta per l’indagine che la riguarda, o no?
«Fuori perchè ero un uomo scomodo di questa Giunta, perchè non mi piego, perchè rispetto leggi e legalità.
L’avviso di garanzia non è una condanna è un atto che mi consente di difendermi e mi difenderò nelle giuste sedi.
La mia estromissione nasce da altro, non sono mai stato uomo dell’on. Adamo».
La Provincia per fare «riempire» di terra l’area ha speso nel tempo 528 mila euro per pagare chi ha conferito materiale di risulta.
La «colmata» fu sequestrata per una indagine della Procura di Trapani sull’irregolare smaltimento degli scarti di lavorazione dei cantieri del porto di Trapani, dissequestrata nell’agosto 2006.
Successivamente scattò la bonifica, per rimuovere quei «fanghi» giunti da Trapani, per la quale sono stati spesi 80 mila euro.
Agli atti dell’indagine però anche il conferimento di rifiuti, non compatibili, da parte di imprenditori indagati poi per mafia, ed ancora: per un periodo per lo scarico di sfabbricidi e terre di escavazione a Casabianca, non ci sarebbe stato nessuno a controllare quantità e qualità dei materiali.“
Provincia di Trapani: dialettica politico-istituzionale

Giulia Adamo (Pdl, che lo vogliano gli altri o meno): “Leggo l’intervista del Presidente della Provincia Girolamo Turano,detto Mimmo, pubblicata oggi dai quotidiani La Sicilia e il Giornale di Sicilia e non posso esimermi dal fare alcune considerazioni. Capisco che Turano torna da una ennesima vacanza ( nei momenti importanti della vita politica di questa Provincia il presidente non c’è mai!) ma un po’ di rispetto delle regole della politica è necessario e soprattutto considerazione per i cittadini che hanno espresso il loro voto, lo pretendo sia per i nostri elettori, che per me in qualità di deputato eletto dai cittadini. Caro presidente questo tono da ragazzino prepotente, per non dire altro, lo usi con i suoi padrini … politici. La politica ha delle regole e quella della rappresentanza, è una di quelle imprescindibili in un paese democratico. L’ arroganza è sinonimo di ignoranza e certi toni non devono essere usati da nessuno specialmente da chi è stato eletto con il voto di tutti noi. Auspico che Turano si dimentichi le piste da sci e si metta a lavorare con serietà e con l’impegno che ha promesso in campagna elettorale ma che finora non ha dimostrato per niente. Siamo stanchi di vedere impegnato il presidente a fare nomine di consulenti e vedere considerare la provincia il luogo dove passare un po’ di tempo tra una vacanza all’estero ed una sulla neve.“.
Paolo Ruggirello (Mpa): “Turano manifesta scarsa attenzione per le forze che lo hanno sostenuto, da tempo è stata chiesta dai consiglieri una verifica politica. Noi mettiamo al centro gli interessi dei cittadini, lui difende posizioni di parte e di potere non cerca la collegialità. Malgrado il sole preso non deve credere le le istituzioni siano di sua proprietà.“.
Toni Scilla (Pdl): “Turano dia subito risposte politiche, non è responsabile prorogare il confronto e la verifica politica chiesta dal Pdl. Fare melina e sfuggire alle proprie responsabilità non è cosa buona e giusta. Dopo tante vacanze torni alla politica.“.
Le ennesime vacanze del presidente della Provincia Regionale di Trapani Mimmo Turano sembra proprio che nessuno sia riuscito a mandarle giù.
Dite che è tutta invidia ?

Il sindaco di Trapani Mimmo Fazio a quello di Erice Giacomo Tranchida: “La invito ad evitare di fare riferimento al Comune di Trapani per questioni politiche che riguardano lei ed il Consiglio del suo Comune.“.
Tutto nasce da un forte scontro in consiglio tra il centrodestra ericino e il sindaco Giacomo Tranchida sulla riduzione del numero degli assessori, come previsto dalla legge regionale.
L’opposizione di centro-destra aveva proposto una delibera per la riduzione degli assessori della città della vetta da 7 a 3.
Tranchida non ha aderito alla delibera puntando il dito sul lavoro delle commissioni e sul tentativo di aumentarne il numero proprio da parte di chi proponeva di ridurre la Giunta ed aveva invitato il centrodestra ericino ad occuparsi piuttosto della Provincia e del Comune di Trapani rette da maggioranze di centro-destra.
Provincia di Trapani, Ortisi, Airgest, Gesap e le azioni con lo zoom 10x
Il consigliere provinciale di Rifondazione Comunista, Giuseppe Ortisi, ha presentato un’interrogazione al Presidente della Provincia di Trapani, Mimmo Turano, a proposito dell’acquisto di alcune quote azionarie dell’AIRGEST S.p.a., società che gestisce l’aeroporto di Trapani Birgi e di cui la Provincia Regionale è maggiore azionista.
Infatti la delibera di Giunta n.35 del 18/2/2009 ha disposto l’esercizio del diritto di prelazione della quota azionaria della società AIRGEST S.p.a. detenuta dalla S.p.a. GESAP (società che gestisce l’aeroporto di Punta Raisi) e che la stessa GESAP ha deciso di porre in vendita al prezzo complessivo di euro 1.674.008,00 pari a euro 56,00 per azione per un massimo di n° 17.538 azioni.
La Società AIRGEST S.p.a. ha trasmesso, su richiesta del Presidente della Provincia, perizia di stima redatta dallo Studio Professionisti Associati, con sede a Pesaro, con la quale si ritiene congruo il prezzo proposto da GESAP S.p.a.di 56,00 euro per azione, prezzo 10 volte superiore al valore nominale unitario di euro 5,60.
Ortisi da un lato ha chiesto quindi al Presidente della Provincia di conoscere “quale criterio sia stato utilizzato per individuare il soggetto cui affidare la perizia di stima commissionata dalla AIRGEST S.p.a., data l’estrema delicatezza dell’incarico, e dall’altro se il Presidente non ritiene opportuno assumere iniziative tendenti a coinvolgere nella partecipazione diretta alla società AIRGEST altri soggetti pubblici, quali i Comuni della Provincia.











