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Pagine di storia, i Templari a Trapani e in provincia
Credo vi sarà gradita la riproposizione di un pregevole articolo di Elio D’Amico, pubblicato su “La Sicilia” di oggi, che illustra la presenza dei cavalieri Templari a Trapani e in provincia
I segni dei templari in città
Nel rosone della chiesa di S. Agostino e nella storia del simulacro della Madonna
Ma i Cavalieri si presume che abbiano avuto insediamenti anche a Mazara e a Castellammare
La vita e l’attività dei Cavalieri Templari sono certamente tra le pagine più misteriose dell’umanità: ai misteri che hanno avvolto gli oltre duecento anni della loro esistenza, si è aggiunta la distruzione di tutti i documenti cartacei relativi all’Ordine, distruzione avvenuta dopo che i Cavalieri sono stati considerati eretici, imprigionati e condannati a morte.
Fondati nel 1118 da Ugo De Payns ed altri 8 Cavalieri, nel 1127 ottengono la “Regola” da Bernardo da Chiaravalle e nel Concilio de Troyes ottengono il riconoscimento papale a cui – solamente – debbono obbedienza.
Insediati a Gerusalemme nelle stalle dell’antico Tempio di Re Salomone, si dice che passassero il tempo a scavare nei sotterranei alla ricerca dei Misteri del Tempio e che in queste ricerche avessero trovato documenti così importanti da stravolgere l’ordine della Chiesa; per tale motivo venivano successivamente avversati (ma anche per essere divenuti una potenza economica superiore persino al Re di Francia) finchè nel 1312 vengono dichiarati eretici, imprigionati ed inviati al rogo. Ma i misteri dei Templari non sono morti con essi, e continuano ad interessare storici laici e cattolici.
Essi si insediarono in tutta Europa, dall’Italia alla Scozia, ma ben poco si sa dei loro insediamenti in Sicilia; tuttavia doveva essere certamente una presenza massiccia se nel 1312 il Papa Clemente V chiede ai Vescovi delle tre Diocesi siciliane – Val di Mazzara, Val di Noto e Val Demone – di fare un inventario dei beni templari affinché si potesse procedere al loro sequestro.
Due furono gli insediamenti principali dei Templari in Sicilia: a Messina e a Trapani, i due principali porti militari della Sicilia, punto di passaggio per i pellegrini diretti in Terrasanta.
In entrambi le città si insediano a ridosso del porto: a Trapani, come scrive il Pirri nel 1733, i Templari si insediano nella chiesa di Santa Maria del Tempio, con annesso ricovero dei pellegrini; ciò avviene nel 1140, dopo che il Papa Innocenzo II (Cistercense come Bernardo da Chiaravalle), ritira la scomunica al Re di Sicilia Ruggero II.
La presenza dei Templari è visivamente confermata nel rosone della chiesa (oggi dedicata a Sant’Agostino) che nella parte interna presenta i simboli delle tre religioni monoteistiche – cristiana, islamica ed ebraica – espressione tipica della filosofia templare; dopo il 1312 la chiesa, come quasi tutti i beni templari, passa ai Cavalieri di Malta, che la ribattezzano dedicandola a San Giovanni Battista.
Il passaggio dei beni dai Cavalieri del Tempio a quelli di Malta fu una delle cause della distruzione, da parte di quest’ultimi, di tutti i documenti cartacei relativi ai Templari, affinché si perdesse traccia della memoria storica della proprietà, per evitare possibili rivendicazioni future.
Significativo il contributo dato dai Templari trapanesi alla guerra dei Vespri: a Trapani, protetto dalla flotta templare, Pietro d’Aragona si rifugia prima di partire per la sfida decisiva con Carlo d’Angiò a Bordeaux, e da Trapani da il comando di arrestare il ribelle Gualtiero da Caltagirone.
Altro legame con la città è il simulacro della Madonna di Trapani, giunta da Cipro su una nave templare guidata dal Cavaliere Guerreggio e da questi alloggiata presso la Chiesa della Madonna del Parto dei Carmelitani; la leggenda, poi, farà rimanere per sempre la statua a Trapani, custodita, appunto dai Padri Carmelitani.
Queste sono le tracce certe lasciate sul territorio dai Cavalieri Templari; ma si presume che essi abbiano avuto insediamenti almeno anche a Mazara del Vallo e a Castellammare del Golfo.
In quest’ultima città, nella chiesa della Madonna del Rosario, la cui costruzione inizia nel 1093, nella facciata, a fianco ad un bassorilievo della Madonna con Bambino, spicca una chiara croce templare, segno che, in qualche modo, la chiesa doveva essere legata all’Ordine.
Ancora più labili i legami con Mazara del Vallo, suffragati soltanto dal fatto che i Cavalieri non potevano mancare dal porto più vicino all’Africa, supposto inizio della Via Francigena che legava le Abbazie di Santiago de Compostella e di Canterbury alla Terrasanta.
Elio D’Amico per La Sicilia
Michele Placido vs. Silvio Berlusconi per “La Piovra”
Roma, 28 nov. (Adnkronos) – “Berlusconi si dovrebbe autostrozzare perchè ‘Il Capo dei capi’ e’ un prodotto di Canale 5. Firmato: il Commissario Cattani”. E’ un Michele Placido ironico quello che con l’ADNKRONOS commenta le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi che, intervenendo ad Olbia ad un convegno organizzato dall’Enac ha affermato: “Se trovo chi ha girato nove serie della ‘Piovra’ e scritto libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo, giuro che lo strozzo“.
“Ha ragione Berlusconi – ironizza lo storico protagonista delle prime quattro serie della ‘Piovra’ – la mafia non esiste, gli attentati a Falcone e Borsellino, a Firenze, Milano e Torino erano solo riprese cinematografiche dirette da Damiano Damiani, Florestano Vancini e Luigi Perelli (alcuni tra i registi della ‘Piovra’ ndr)”.
Alla vita televisiva, Corrado Cattani il commissario protagonista de “La Piovra” nacque l’11 marzo del 1984. L’audience fu subito elevatissima: otto milioni di spettatori la prima puntata quindici milioni alla sesta. Lo sceneggiato venne venduto in quasi tutto il mondo e ne furono ricavate ben nove serie.
La Piovra 1 del 1984, miniserie in sei episodi, ebbe la regia di Damiano Damiani e fu in gran parte un prodotto confezionato con ingredienti trapanesi DOC.
Aveva vissuto infatti a Trapani la sua giovinezza l’ottimo sceneggiatore Nicola Badalucco, nato a Milano nel 1929 e che al nord era ritornato nel 1954 dopo la laurea per dedicarsi al giornalismo. Sceneggiatore di films quali tra gli altri: Morte a Venezia, Bronte: cronaca di un massacro, L’Agnese va a morire, Un uomo in ginocchio, e ad un passo dall’Oscar nel 1969 avendo ottenuto la nomination “per la migliore sceneggiatura originale” per “La caduta degli dei” di Luchino Visconti.
Riconoscibilmente trapanese il contesto politico-sociale descritto nella prima serie.
Trapanese lo sfondo di quasi tutte le scene girate tra le strade e gli ambienti della città di Trapani.
Nella prima puntata, il Commissario Cattani (Michele Placido) e il suo vice Leo De Maria (Massimo Bonetti) si imbattono in un importante funerale, al quale sono presenti (quasi) tutti i principali personaggi della serie …
Update (1)
Contrariamente a quanto riportato da Wikipedia (capita), tutte o quasi le altre fonti attribuiscono a Nicola Badalucco non la sceneggiatura, ma il soggetto originale de “La Piovra 1″, per come riportato peraltro nei titoli di testa di questo video relativo all’inizio della prima puntata della prima serie, nel quale la sceneggiatura è attribuita a Ennio De Concini.
Per la biografia di Nicola Badalucco, la fonte più completa di informazioni è questa da integrare eventualmente con questa
Visitate Trapani la città delle “aqcue bianche”
In Sicilia, provincia di Trapani, c’è gente così … e poi c’è Papania
Catturato il capomafia Raccuglia
Gente in strada applaude e grida ’scemo’
PALERMO – Era già successo altre volte in occasione dell’arresto di boss di rango come Giovanni Brusca o Bernardo Provenzano, di fronte alla Questura di Palermo, ma questa volta la gente è scesa subito in strada a Calatafimi, il paese del trapanese dove è stato catturato Mimmo Raccuglia. Non appena si è sparsa la vice dell’arresto del capomafia una piccola folla si è infatti radunata davanti al covo dove è stato bloccato il latitante. La gente ha applaudito i poliziotti con il volto coperto da passamontagna che avevano partecipato all’operazione e ha cominciato a scandire un insulto bruciante per un mafioso del calibro di Raccuglia: “Scemo, scemo…“. Una scena analoga si è ripetuta poco dopo davanti agli uffici della Questura di Palermo, al momento dell’arrivo del corteo di auto blindate che scortavano il boss. I ragazzi di Addiopizzo, oltre ad applaudire, hanno cominciato a scandire in coro: “chi non salta è mafioso”, e gli agenti della sezione catturandi affacciati dalle finestre hanno accolto l’invito, saltando ritmicamente e salutando con le mani la folla che si era radunata nella piazza.
Operazione Dioscuri, dieci arresti ad Alcamo
Provvedimento anche per due donne
03 novembre, 07:36
TRAPANI – Agenti della Squadra Mobile di Trapani e del commissariato di Alcamo hanno arrestato dieci persone accusate di associazione mafiosa, estorsione, incendio, danneggiamento, detenzione illegale di armi ed esplosivi e ricettazione. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto di Palermo Teresa Principato e dai pm della dda Paolo Guido e Carlo Marzella, ha ricostruito gli assetti del mandamento mafioso di Alcamo, controllato dalla storica famiglia mafiosa dei Melodia, strettamente legata al boss latitante Matteo Messina Denaro. Al capomafia ricercato i Melodia, da anni ai vertici del mandamento, avrebbero fatto riferimento in caso di dissidi con “famiglie” di altre zone. Tra gli arrestati anche due donne: Anna Maria Accurso, moglie del capo mandamento detenuto Antonino Melodia, e Anna Greco, figlia di uno degli arrestati. Accurso veniva impiegata per ricevere e conservare i soldi incassati dalle estorsioni. Greco, invece, era incaricata di recapitare le lettere con le richieste di pizzo e riscuotere il denaro dalle vittime del racket.
In carcere, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Palermo Antonella Consiglio, sono finiti Anna Maria Accurso, 46 anni, Filippo Di Maria, 46 anni; Lorenzo Greco, 77 anni; Diego Melodia, 74 anni; Nicolò Melodia, 85 anni; Stefano Regina, 45 anni; Gaetano Scarpulla, 40 anni; Felice Vallone, 41 anni; Tommaso Vilardi, 66 anni e Anna Greco, 49 anni. A Lorenzo Greco, Stefano Regina e Felice Vallone, già detenuti, la misura cautelare è stata notificata in carcere.
Per anni hanno combattuto una lotta fratricida per il controllo del mandamento: Diego e Nicolò Melodia, esponenti storici della mafia di Alcamo, si sono contesi i guadagni del racket delle estorsioni e la gestione degli affari illeciti della zona. E’ uno dei particolari emersi dall’operazione antimafia denominata Dioscuri proprio in riferimento al rapporto di parentela tra i due arrestati. I moderni Castore e Polluce avrebbero dato vita a due opposte fazioni reclutando, ciascuno, i propri fedelissimi. E imprenditori e commercianti sarebbero stati costretti a far fronte alle richieste di pizzo dell’una e dell’altra cosca. Secondo gli inquirenti, Nicola Melodia, dopo l’arresto dei due figli Antonino e Ignazio, ha assunto il ruolo di capo della famiglia di Alcamo. Il fratello Diego ha tentato di scalzarlo accaparrandosi il controllo del racket grazie a Lorenzo Greco, già condannato per favoreggiamento mafioso e detenzione di armi, e Felice Vallone, da poco scarcerato dopo una condanna per mafia. Dell’esercito di Nicolò Melodia, invece, avrebbe fatto parte, tra gli altri, Filippo Di Maria che, secondo gli inquirenti, avrebbe riscosso il pizzo e intrattenuto rapporti con politici locali per conto della cosca. Numerosi i danneggiamenti e le estorsioni scoperte dalla polizia: ai taglieggiamenti, spesso doppi, venivano sottoposti concessionarie di auto e imprese. Le somme chieste andavano dai 10mila euro fino ai 200mila imposti ad un imprenditore alcamese.
Provincia di Trapani, una vicenda oscura e dall’epilogo inquietante
La vicenda è quella dei residui passivi della Amministrazione della Provincia Regionale di Trapani, di cui si è scritto qui e qui.
Eravamo fermi al punto in cui il responsabile del settore finanziario Giuseppe Fundarò dopo la verifica dei dati contabili, aveva posto la sua firma sulla determina che ridefiniva il quadro dei residui attivi e passivi provenienti dagli esercizi 2007 e precedenti e dalla competenza dell’esercizio 2008.
Si erano accertati residui attivi per 59.663.332 euro e residui passivi per 39.300.482,17 euro, restavano da accertare le responsabilità di quello che per certi versi assumeva tutto l’aspetto di un bilancio parallelo, ad uso e consumo di politici e/o funzionari tutti ancora da accertare.
Tanta ansia di trasparenza da parte del presidente Turano ha fino ad ora (a leggere l’edizione di oggi de La Sicilia) prodotto un solo frutto, le dimissioni di colui che aveva accertato l’esistenza e la consistenza del bilancio parallelo, il dirigente del settore finanziario Giuseppe Fundarò.
Inquietante, assolutamente inquietante.
“Dopo la vicenda del «tesoretto»
Dimissioni «pesanti» alla Provincia lascia il dirigente delle Finanze
Si prevede una girandola di nomine all’interno della burocrazia che è stata ridisegnata
Sono dimissioni «pesanti» e che faranno discutere quelle arrivate sul tavolo del presidente della Provincia, l’onorevole Mimmo Turano. Sono quelle che ha rassegnato, per motivi personali, già da venerdì scorso, Giuseppe Fundarò che da alcuni anni è dirigente dei servizi finanziari dell’amministrazione provinciale.
Uno dei più alti in grado della burocrazia provinciale, sopratutto per la delicata poltrona sulla quale è andato a sedere, quella dalla quale vengono mossi i meccanismi della spesa della Provincia regionale.
E negli ultimi tempi questi meccanismi sono stati nell’occhio del ciclone, da quando si è scoperto che gli «avanzi» di amministrazione non erano quelli certificati negli ultimi bilanci, ma erano molti di più. Gli «avanzi» sono i soldi impegnati e non spesi, costituiscono i cosidetti residui, ed erano davvero tanti quelli che erano sfuggiti ai «conti», tant’è che sin dal primo momento, da quando fu fatta questa scoperta, si è parlato di un «tesoretto». In soldoni, 40 milioni di euro. Soldi che se non finivano nei bilanci erano così, come sospesi, posti in un limbo, quasi a costituire un «bilancio parallelo». Una vicenda che non è stata mai chiarita fino in fondo. Liquidata dallo stesso presidente Turano come un errore burocratico. Sotto silenzio l’aspetto delle responsabilità, non è stato spiegato nemmeno se ne sono state rilevate. Sta di fatto che i dirigenti dei diversi servizi hanno dovuto passare ore e ore a fare le ricognizioni per risalire a tutti i residui, a tutti i soldi che erano rimasti non spesi sebbene avevano avuto precise destinazioni. Al momento costituivano come delle «riserve» per ogni settore.
Le dimissioni oggi del dirigente degli uffici finanziari Fundarò (che è assessore comunale a Castellammare) sebbene non spiegate (ma nemmeno ufficializzate fuori da Palazzo Riccio di Morana) seguono quasi la sorte di quegli «avanzi». Anche le dimissioni sono state poste in una sorta di «limbo» dove non è agevole accedere per capire cosa succede. Sono da mettere in relazione al «tesoretto»? O dopo il riordino della burocrazia provinciale adesso è il momento del riordino delle figure dirigenziali? Adesso ci sarà sicuramente una girandola nella riassegnazione delle dirigenze, Turano potrebbe approfittarne per collocare suoi «uomini» e rafforzarsi, nonostane le «bizze» della sua maggioranza.“
da “La Sicilia“
Trapani – Erice: gli incerti confini ed i diritti di riscossione
Questa faccenda:
Comune di Erice installa parcheggi a pagamento nel territorio di Trapani
Trapani – Il comune di Erice ha installato insegne che indicano l’istituzione di parcheggi a pagamento e divieti di sosta, in alcune zone che però ricadono nel territorio di Trapani. L’errore dipende dal fatto che alcune arterie ricadono nei due comuni. Il sindaco di Trapani, Girolamo Fazio, ha scritto al collega di Erice, Giacomo Tranchida, per invitare l’amministrazione ericina a rimuovere pali e cartelli dai marciapiedi di Trapani, nonché la ditta che ha eseguito i lavori a ripristinare gli stessi marciapiedi danneggiati. (Ansa)
Il sindaco Mimmo Fazio usa parole durissime: “Ho avuto la possibilità di constatare che il Comune di Erice si è impadronito del territorio comunale di Trapani, installandovi parcheggi a pagamento. Sui marciapiedi, ricadenti nel territorio di Trapani, da via Villa Rosina ad oltre fino all’uscita dalla città, sono stati collocati pali con le insegne per i parcheggi a pagamento. Se non ricordo male, il confine territoriale nelle zone indicate è costituito dalla mezzeria della strada”. Fazio ha scritto al collega Giacomo Tranchida sollecitandolo a rimuovere pali e cartelli e la ditta che ha eseguito i lavori a ripristinare gli stessi marciapiedi danneggiati. (Trapani OK)
chissà come chissà perchè mi ha ricordato una questione di confini e di diritti alla riscossione descritta da Luciano De Crescenzo in “Così parlò Bellavista”, film di e con Luciano de Crescenzo del 1984.
D’altra parte non siamo forse in entrambi i casi nell’ex Regno delle due Sicilie ?
Salemi: a dire basta ora è Vittorio Sgarbi
Una nota d’agenzia (Adnkronos) ed un’intervista, pubblicata dalla edizione Palermo de “la Repubblica” di oggi 10 ottobre, per dire che: “Il sindaco di Salemi (Trapani), Vittorio Sgarbi, stamane ha revocato l’incarico di assessore a Oliviero Toscani.
Il fotografo, che aveva la delega alla Creativita’, alla Comunicazione e ai Diritti umani, nonostante avesse piu’ volte annunciato alla stampa l’intenzione di dimettersi, non ha mai formalizzato questo intendimento, e cioe’ non ha mai presentato al Comune la lettera di rinuncia alla carica assessoriale.“
“Toscani è ingeneroso, le sue invettive sono false e senza prove. A questo punto lo caccio io.“
“Ho deciso di revocargli l’incarico perche’ e’ venuto meno il rapporto fiduciario. Ovviamente l’attivita’ dell’assessorato alla Creativita’ continuera’ con nuovi stimoli e nuove risorse per dimostrare che in Sicilia e’ possibile lavorare e non vi e’ la condizione di dover scappare.“.
Il sostituto di Toscani sara’ nominato con molta probabilita’ gia’ lunedi’ prossimo.
E nell’intervista Sgarbi precisa inoltre, ancora una volta, il suo rapporto con Pino Giammarinaro con una serie di affermazioni abbastanza secche: “E’ stato Giammarinaro a volermi come sindaco di Salemi. Mi ha chiamato lui e siamo qui grazie a qiesta unione. Ma poi io mi sono messo a fare il sindaco e adesso decido solo io. Lui controllerebbe tutto ? A stento è riuscito a ottenere una miseria, tremila euro, per un torneo di volley. Idem la sua richiesta per un gruppo musicale, a costo zero.“.
Ed ancora: “Riguardo a Giammarinaro che posso dire ? Voleva che in giunta ci fossero uomini suoi, voleva nominare il vice-sindaco, è vero. E tanti altri. Ma io non ho voluto. Alla fine i personaggi che possiamo ricondurre a lui sono gli assessori Angelo Calistro e Caterina Bivona.“.
“Giammarinaro è privo di capacità politica, o meglio, di capacità di condizionamento. Se Toscani ha le prove di qualcosa le tiri fuori.“.
Ed infine la stoccata finale a Oliviero Toscani (o a Pino Giamamrinaro ?): “[Oliviero Toscani]non vuole fare l’assessore alla Creatività perchè crede che tutto sia controllato da Giammarinaro ? E’ come se dicessi che io non posso fare il sindaco di Salemi perchè c’è Matteo Messina Denaro.“.
Visioni Festival del Cinema Religioso – Programma

Visioni di Salemi, il manifesto
PROGRAMMA
Martedì 29 settembre 2009
20.45
Inaugurazione di Visioni, festival del cinema religioso – a cura di Vittorio Sgarbi,
Yongman Kim, Gregorio Napoli
Proiezione di La settima stanza – di Marta Mészaros
Con spettacolo dal vivo di Moni Ovadia, autore e attore
Mercoledì 30 settembre 2009
21.00
Proiezione di Persepolis – di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud
Presentazione a cura di Amir Seradji, responsabile studenti iraniani a Milano
Giovedì 1 ottobre 2009
20.30
Proiezione di Madri – di Barbara Cupisti
Presentazione a cura di Barbara Cupisti, regista
22.30
Proiezione di Prima della Pioggia – di Milcho Manchevski
Presentazione a cura di Monsignor Dario Edoardo Viganò, critico cinematografico
Venerdì 2 ottobre 2009
20:30
Dialogo religioso: punti di contatto tra Islam, Cristianesimo ed Ebraismo –
presentazioni letterarie e dibattito con Alain Elkann, giornalista e scrittore
22.30
Primo ‘premio Kim alla carriera’ al maestro Gualtiero Jacopetti
Anteprima mondiale di L’importanza di essere scomodo: Gualtiero Jacopetti -
regia di Andrea Bettinetti
Presentazione a cura di Gualtiero Jacopetti, Andrea Bettinetti, Yongman Kim
Sabato 3 ottobre 2009
11:00
Proiezione di ‘Nazarin’ – di Luis Bunuel
Padre Fantuzzi presenta il film ai licei
16:30
Anteprima di ‘Matteo Ricci, un gesuita nel regno del drago’ – di Gjon Kolndrekaj.
Presentazione a cura di Gjon Kolndrekaj, regista
21:00
Proiezione di ‘Il Vangelo secondo Matteo’ – di Pier Paolo Pasolini.
Presentazione a cura di Padre Virgilio Fantuzzi, critico cinematografico e amico di
Pasolini
Domenica 4 Ottobre 2009
16.00
Proiezione di ‘La banda’ – di Eran Kolirin
Presentazione a cura di Fiamma Nirenstein, giornalista e scrittrice
18.00
Proiezione del primo episodio di “Le belle famiglie” – di Ugo Gregoretti
Presentazione a cura di Ugo Gregoretti, regista
21.00
Proiezione di ‘L’ora di religione (il sorriso di mia madre)’ – scritto e diretto da Marco
Bellocchio.
Presentazione a cura di Marco Bellocchio, regista
Lunedì 5 ottobre 2009
20.00
Proiezione di ‘I picciotti del profeta’ – di Pietrangelo Buttafuoco
Presentazione a cura di Omar Camiletti, co-autore del documentario – Karim
Hannachi, docente di lingua araba
21:59
Proiezione di ‘Dio è concentrico’ – di Filippo Martinez, il film più breve del mondo
della durata di 45 sec
22:00
Proiezione di ‘Videocracy’ – di Erik Gandini
Presentazione a cura di Lele Mora, agente dello spettacolo
Martedì 6 ottobre 2009
Luciano Emmer
18:00
Tributo a Luciano Emmer
21:00
Bella di notte – di Luciano Emmer
23:00
Belle di notte – di Elisabetta Sgarbi
A Castellammare del Golfo la 3a edizione del PLAS
Tre giorni di incontri itineranti all’insegna del divertimento culturale nell’atmosfera di “PLAS 2009” acronimo di “PER LE ANTICHE SCALE”, un evento che avrà luogo a Castellammare del Golfo (Sicilia) in provincia di Trapani dall’11 al 13 settembre 2009.
La manifestazione, giunta alla 3ª Edizione, è promosso e organizzato dalla Proloco di Castellammare del Golfo in collaborazione con il Comune di Castellammare del Golfo, il gruppo ZEP, la cooperativa Skopelos, la Provincia Regionale di Trapani, la Regione Siciliana (Assessorato Agricoltura e Foreste – Assessorato Beni culturali, Ambientali e Pubblica Istruzione).
Artisti di strada, mostre fotografiche e di pittura, installazioni, performance teatrali e di danza, proiezioni di cortometraggi e documentari, concerti, fumettistica, incontri letterari, promozione della gastronomia tra il gusto e il colore dei vini siciliani, prodotti dell’artigianato: questo e tanto altro in programma.
Gli eventi si svolgeranno lungo le antiche scale del centro storico di Castellammare del Golfo in un vero e proprio labirinto urbano compreso tra corso Bernardo Mattarella, villa Regina Margherita, la scalinata di via Discesa Marina, il quartiere Chiusa, la via Crociferi, il corso G.Garibaldi, la piazza Don Luigi Sturzo, i Quattro Canti ed il teatro Apollo.
Da questo spazio si propagheranno una serie di snodi ramificati extrasensoriali, espositivi, culturali, gastronomici in un un ricco calendario all’insegna della contaminazione tra le arti, una sorta di fiera interattiva che combinerà arte, turismo e cultura per rispondere alla voglia di riconquistare la città per vederla e viverla con nuovi e consapevoli occhi.
Il programma della manifestazione lo trovi su Castellammare Online












