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Alla regione Sicilia è il momento dei boy scout
Con la remissione delle deleghe da parte dell’assesore Armao ed il conseguente venir meno delle ragioni che giustificavano la mozione di sfiducia del Pd, Raffaele Lombardo ha disinnescato la prima mina che si frapponeva alla realizzazione di una nuova maggioranza di governo, diversa sia da quella con cui ha vinto le elezioni, che da quella velleitaria appena andata in crisi nel voto sul Dpef.
Lo stesso Lombardo ha dichiarato: “Con il voto che ha bocciato il Dpef si è verificata una dissoluzione della maggioranza“.
Ora Lombardo intende ripartire con chi ci sta, “con chi ci crede“.
Tra i gruppi presenti in assemblea, in aggiunta ai gruppi della maggioranza appena dissoltasi, solo il Pd potrebbe rispondere all’appello. Ed il Pd ha già fatto sapere che si può fare, ma il governatore deve fare ancora un passo e dopo una riunione cui hanno partecipato il capogruppo Antonello Cracolici, il segretario regionale Giuseppe Lupo e Filippo Penati, coordinatore della segreteria politica di Pierluigi Bersani ha stilato un documento nel quale tra le altre cose è detto: “Sancire il fallimento della maggioranza è condizione essenziale per verificare la possibilità di aprire una stagione di riforme” ed ancora, “Il Pd è pronto a fare la sua parte per realizzare le riforme necessarie a cambiare la Sicilia e aprire una nuova fase di svolta“.
Insomma cosa fatta è !
Perchè i tre ‘Lupetti’ allo “Estote parati !” conseguente all’incontro di qualche settimana fa del ‘Vecchio Lupo’ Massimo D’Alema con il governatore Raffaele Lombardo con una sola voce, in coro e senza esitazioni hanno risposto: “Siamo pronti !“
*** – da Wikipedia – Estote parati, locuzione in latino per “siate pronti” o “siate preparati”.
Ha radici evangeliche, in particolare nel Vangelo secondo Matteo (Et vos estote parati quia qua nescitis hora, Filius hominis venturus est; Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà. Matteo 24,44) e secondo Luca (Et vos estote parati, quia qua hora non putatis, Filius hominis venit; Voi siate preparati, perché nell’ora che non supponete, il Figlio dell’uomo viene. Luca 12,40).
Estote parati è la traduzione latina del motto degli scout e delle guide. Il senso della frase è rintracciabile sia nel significato proposto dal fondatore del movimento Scout Robert Baden-Powell (“… siate pronti, in spirito e corpo, per compiere il vostro dovere”), sia in quello attribuito dalle associazioni cattoliche al messaggio evangelico. Le associazioni scout cattoliche usano solitamente questa forma, le altre associazioni tendono a preferirne la traduzione nella lingua locale.
La branca Lupetti è parte dello scautismo, ed è formata da bambini e bambine tra gli 8 e i 12 anni che si riuniscono in unità chiamate branchi. Il lupettismo è un metodo educativo che ha lo scopo di aiutare a crescere il/la bambino/a seguendo i principi dell’impegno e della solidarietà con un metodo originale ed adatto alla sua età.
All’ARS è il giorno della mozione di censura del Pd
Ma si dice anche che, all’Assemblea Regionale Siciliana, oggi sarà possibile vedere una ‘edizione plurale’ e meno nota di “Accattone” di Pier Paolo Pasolini dal titolo probabile di “Accattoni” con la Sicilia al posto di Maddalena.
Infatti persistendo le ben note e scarsamente sanabili divisioni della ex maggioranza il governatore dell’isola Raffaele Lombardo avrebbe messo in campo tutte le risorse, possibili ed immaginabili, per sfamare, avvicinandosi il Santo Natale, quanti più “poveri deputati” possibili.
Parenti, parenti dei parenti, amici e clientes dei “poveri deputati” stanno già fremendo nella speranza che in questi tempi di magra si aprano finalmente anche per loro le porte per una qualche più o meno stabile sistemazione.
Il tutto, dice Raffaele Lombardo, perchè non si torni alle urne, perchè la parola crisi non sia pronunciata e perchè non si arrivi ad un cambio di maggioranza trasparente il quale non sarebbe privo di conseguenze sui rapporti tra governo regionale e governo nazionale.
Noi qui, affezionati alla tradizione e conservatori, preferiamo vedere e discutere ancora di “Accattone“, primo film del 1961 di Pier Paolo Pasolini.
*** Accattone di Pier Paolo Pasolini – La trama – Un sottoproletario romano, Accattone, vive sfruttando Maddalena, una prostituta strappata ad un napoletano in carcere. L’uomo evita la vendetta degli amici del carcerato, incolpando Maddalena di tutto ed abbandonandola nelle mani dei guappi. Rimasto senza soldi, Accattone cerca di tornare da sua moglie, che però lo respinge, poi incontra Stella, una ragazza che lui cerca di convincere a prostituirsi. Colpito dal rifiuto di Stella, cerca di guadagnarsi da vivere onestamente, ma sarà tutto inutile
“Matar es mi destino” documentario di Giovanni Massa sulla vita di Pino Mercanti
Si chiama “Matar es mi destino, storie di film e di uomini” il documentario di Giovanni Massa, prodotto da Nanook Ferribotte Film, proiettato in anteprima lunedì scorso al cinema Rouge et Noire di Piazza Verdi a Palermo.
Vi si racconta la vita di Pino Mercanti, registra palermitano che ha prodotto nella sua carriera ventidue lungometraggi, contribuendo a mettere in piedi negli anni Cinquanta l’industria cinematografica in Sicilia. Industria che durò finché la mafia non mise i bastoni tra le ruote e i produttori si ritirarono.
Mettendo insieme ricordi di famiglia e ricerca storica, scavo antropologico nel cinema italiano degli anni ’60 e inchiesta psicologica, repertorio e riprese originali, brani di film, interviste (tra gli altri Turi Vasile, Francesco Alliata, Nila Noto, Steve Della Casa) vecchi super8 e cinema digitale, e con incursioni avanti e indietro nel tempo, Giovanni Massa propone una riflessione sul tema della memoria, personale e collettiva in relazione al film The Underground, l’ultimo diretto dal regista palermitano Pino Mercanti.
Era il 1970: un contesto di profonde trasformazioni sociali che stavano per segnare la nostra storia. Il film in questione si intitolava “The Underground” (1970), ma in Spagna – paese coproduttore – uscì col titolo “Matar es mi Destino”.
Non fu un grande film: fu l’ultima opera di un regista che ha girato 22 film “ufficiali” tra gli anni ’40 e la fine degli anni ’60, un onesto artigiano del cinema.
Ricordiamo che alla figura controversa di Pino Mercanti, regista tra l’altro di “Turi della tonnara” girato in gran parte a Castellammare del Golfo, si erano già ispirati Ciprì e Maresco per una delle loro produzioni.
qui il trailer
Pesca al tonno rosso ridotta del 40%, l’Italia vota contro
Ieri l’Iccat, l’organizzazione internazionale che gestisce la pesca del tonno rosso e riunisce 48 Paesi, ha ridotto di un oltre un terzo le quote di «catture » consentite nell’Atlantico e nel Mediterraneo, dopo un lungo negoziato con la Commissione europea, a Recife in Brasile.
La risorsa tonno rosso è in rapido calo, da molti anni, e va salvaguardata.
Nel 2010, è prevista la riduzione del 40% dele prede consentite, nell’Atlantico e nel Mediterraneo, sul piano pratico si passerà dalle attuali 22.000 alle 13.500 «catture».
Sarà inoltre ridotta la stagione di pesca che, durerà un solo mese, dal 15 maggio al 15 giugno, e non saranno consentite proroghe giustificate dal maltempo.
Infine, i Paesi iscritti all’Iccat si sono impegnati a dimezzare la capacità delle loro flotte.
“È un importante risultato – ha detto il presidente dell’Iccat, Fabio Hazin – ed è in piena conformità con il parere degli scienziati. Grazie alle riduzioni delle quote, vi sarà un 60 per cento di probabilità che i grandi banchi di tonno si ricostituiscano nel giro di 15 anni”.
Sulla pesca del tonno rosso di pù qui
In Sicilia, provincia di Trapani, c’è gente così … e poi c’è Papania
Catturato il capomafia Raccuglia
Gente in strada applaude e grida ’scemo’
PALERMO – Era già successo altre volte in occasione dell’arresto di boss di rango come Giovanni Brusca o Bernardo Provenzano, di fronte alla Questura di Palermo, ma questa volta la gente è scesa subito in strada a Calatafimi, il paese del trapanese dove è stato catturato Mimmo Raccuglia. Non appena si è sparsa la vice dell’arresto del capomafia una piccola folla si è infatti radunata davanti al covo dove è stato bloccato il latitante. La gente ha applaudito i poliziotti con il volto coperto da passamontagna che avevano partecipato all’operazione e ha cominciato a scandire un insulto bruciante per un mafioso del calibro di Raccuglia: “Scemo, scemo…“. Una scena analoga si è ripetuta poco dopo davanti agli uffici della Questura di Palermo, al momento dell’arrivo del corteo di auto blindate che scortavano il boss. I ragazzi di Addiopizzo, oltre ad applaudire, hanno cominciato a scandire in coro: “chi non salta è mafioso”, e gli agenti della sezione catturandi affacciati dalle finestre hanno accolto l’invito, saltando ritmicamente e salutando con le mani la folla che si era radunata nella piazza.
Conoscere la Sicilia: il funerale siciliano
Magistrale interpretazione di Gianfranco Jannuzzo di un testo dello stesso Jannuzzo e di Renzino Barbera.
Provincia di Trapani, una vicenda oscura e dall’epilogo inquietante
La vicenda è quella dei residui passivi della Amministrazione della Provincia Regionale di Trapani, di cui si è scritto qui e qui.
Eravamo fermi al punto in cui il responsabile del settore finanziario Giuseppe Fundarò dopo la verifica dei dati contabili, aveva posto la sua firma sulla determina che ridefiniva il quadro dei residui attivi e passivi provenienti dagli esercizi 2007 e precedenti e dalla competenza dell’esercizio 2008.
Si erano accertati residui attivi per 59.663.332 euro e residui passivi per 39.300.482,17 euro, restavano da accertare le responsabilità di quello che per certi versi assumeva tutto l’aspetto di un bilancio parallelo, ad uso e consumo di politici e/o funzionari tutti ancora da accertare.
Tanta ansia di trasparenza da parte del presidente Turano ha fino ad ora (a leggere l’edizione di oggi de La Sicilia) prodotto un solo frutto, le dimissioni di colui che aveva accertato l’esistenza e la consistenza del bilancio parallelo, il dirigente del settore finanziario Giuseppe Fundarò.
Inquietante, assolutamente inquietante.
“Dopo la vicenda del «tesoretto»
Dimissioni «pesanti» alla Provincia lascia il dirigente delle Finanze
Si prevede una girandola di nomine all’interno della burocrazia che è stata ridisegnata
Sono dimissioni «pesanti» e che faranno discutere quelle arrivate sul tavolo del presidente della Provincia, l’onorevole Mimmo Turano. Sono quelle che ha rassegnato, per motivi personali, già da venerdì scorso, Giuseppe Fundarò che da alcuni anni è dirigente dei servizi finanziari dell’amministrazione provinciale.
Uno dei più alti in grado della burocrazia provinciale, sopratutto per la delicata poltrona sulla quale è andato a sedere, quella dalla quale vengono mossi i meccanismi della spesa della Provincia regionale.
E negli ultimi tempi questi meccanismi sono stati nell’occhio del ciclone, da quando si è scoperto che gli «avanzi» di amministrazione non erano quelli certificati negli ultimi bilanci, ma erano molti di più. Gli «avanzi» sono i soldi impegnati e non spesi, costituiscono i cosidetti residui, ed erano davvero tanti quelli che erano sfuggiti ai «conti», tant’è che sin dal primo momento, da quando fu fatta questa scoperta, si è parlato di un «tesoretto». In soldoni, 40 milioni di euro. Soldi che se non finivano nei bilanci erano così, come sospesi, posti in un limbo, quasi a costituire un «bilancio parallelo». Una vicenda che non è stata mai chiarita fino in fondo. Liquidata dallo stesso presidente Turano come un errore burocratico. Sotto silenzio l’aspetto delle responsabilità, non è stato spiegato nemmeno se ne sono state rilevate. Sta di fatto che i dirigenti dei diversi servizi hanno dovuto passare ore e ore a fare le ricognizioni per risalire a tutti i residui, a tutti i soldi che erano rimasti non spesi sebbene avevano avuto precise destinazioni. Al momento costituivano come delle «riserve» per ogni settore.
Le dimissioni oggi del dirigente degli uffici finanziari Fundarò (che è assessore comunale a Castellammare) sebbene non spiegate (ma nemmeno ufficializzate fuori da Palazzo Riccio di Morana) seguono quasi la sorte di quegli «avanzi». Anche le dimissioni sono state poste in una sorta di «limbo» dove non è agevole accedere per capire cosa succede. Sono da mettere in relazione al «tesoretto»? O dopo il riordino della burocrazia provinciale adesso è il momento del riordino delle figure dirigenziali? Adesso ci sarà sicuramente una girandola nella riassegnazione delle dirigenze, Turano potrebbe approfittarne per collocare suoi «uomini» e rafforzarsi, nonostane le «bizze» della sua maggioranza.“
da “La Sicilia“
Salemi: a dire basta ora è Vittorio Sgarbi
Una nota d’agenzia (Adnkronos) ed un’intervista, pubblicata dalla edizione Palermo de “la Repubblica” di oggi 10 ottobre, per dire che: “Il sindaco di Salemi (Trapani), Vittorio Sgarbi, stamane ha revocato l’incarico di assessore a Oliviero Toscani.
Il fotografo, che aveva la delega alla Creativita’, alla Comunicazione e ai Diritti umani, nonostante avesse piu’ volte annunciato alla stampa l’intenzione di dimettersi, non ha mai formalizzato questo intendimento, e cioe’ non ha mai presentato al Comune la lettera di rinuncia alla carica assessoriale.“
“Toscani è ingeneroso, le sue invettive sono false e senza prove. A questo punto lo caccio io.“
“Ho deciso di revocargli l’incarico perche’ e’ venuto meno il rapporto fiduciario. Ovviamente l’attivita’ dell’assessorato alla Creativita’ continuera’ con nuovi stimoli e nuove risorse per dimostrare che in Sicilia e’ possibile lavorare e non vi e’ la condizione di dover scappare.“.
Il sostituto di Toscani sara’ nominato con molta probabilita’ gia’ lunedi’ prossimo.
E nell’intervista Sgarbi precisa inoltre, ancora una volta, il suo rapporto con Pino Giammarinaro con una serie di affermazioni abbastanza secche: “E’ stato Giammarinaro a volermi come sindaco di Salemi. Mi ha chiamato lui e siamo qui grazie a qiesta unione. Ma poi io mi sono messo a fare il sindaco e adesso decido solo io. Lui controllerebbe tutto ? A stento è riuscito a ottenere una miseria, tremila euro, per un torneo di volley. Idem la sua richiesta per un gruppo musicale, a costo zero.“.
Ed ancora: “Riguardo a Giammarinaro che posso dire ? Voleva che in giunta ci fossero uomini suoi, voleva nominare il vice-sindaco, è vero. E tanti altri. Ma io non ho voluto. Alla fine i personaggi che possiamo ricondurre a lui sono gli assessori Angelo Calistro e Caterina Bivona.“.
“Giammarinaro è privo di capacità politica, o meglio, di capacità di condizionamento. Se Toscani ha le prove di qualcosa le tiri fuori.“.
Ed infine la stoccata finale a Oliviero Toscani (o a Pino Giamamrinaro ?): “[Oliviero Toscani]non vuole fare l’assessore alla Creatività perchè crede che tutto sia controllato da Giammarinaro ? E’ come se dicessi che io non posso fare il sindaco di Salemi perchè c’è Matteo Messina Denaro.“.
Oliviero Toscani: “Io a Giammarinaro non devo nulla”
Oliviero Toscani è’ tornato ieri sull’argomento delle sue dimissioni da assessore alla creatività del Comune di Salemi con una intervista ad Emanuele Lauria, pubblicata dalla edizione Palermo de “La Repubblica”
“L’ormai ex assessore alla Creatività del Comune Di Salemi spiega il suo addio: ‘Laggiù c’è una colla in cui restano invischiate le iniziative importanti. Mi hanno visto Come un disturbatore, c’è una vecchia mentalità’”
Il fotografo attacca il ras dc Giammarinaro: ‘Comanda lui, Sgarbi è un ingenuo’”
“Non sono riuscito a realizzare il progetto delle case a un euro. Tutti hanno desistito di fronte ai problemi posti dai tecnici. In realtà sono interessi privati che condizionano l’attività. Basta atterrare a Punta Raisi per sentir discutere di finanziamenti, aiuti pubblici fondi europei. La Sicilia soffre di rassegnazione, di mancanza di energia e coraggio”
Intervista al fotografo dopo l’addio alla giunta di Salemi
Toscani: “Io, bloccato dagli speculatori”
Emanuele Lauria
«Dopo un anno in Sicilia mi è venuta voglia di votare per la Lega». Caustico, tagliente e provocatorio come le sue campagne pubblicitarie: Oliviero Toscani non fa sconti. E, chiamato in causa da Sgarbi, torna sui motivi della decisione – annunciata a Repubblica – di lasciare la giunta di Salemi e rinunciare alla scommessa incarnata da un assessorato alla Creatività. Rivelando come dietro l´addio ci sia lo stop alla vendita delle case a un euro. Operazione affogata in un più vasto piano di dismissione degli immobili di cui lo stesso Toscani ha chiesto il ritiro: «Hanno prevalso interessi speculativi». Il fotografo mette nel mirino Sgarbi («Parla tanto ma ha le mani legate») e un paese «dove gli uomini di Giammarinaro controllano tutto».
Toscani, lei si è tirato indietro e Sgarbi l’ha accusata di aver accettato l’idea che tutto qui è uguale, tutto è mafia.
«Io sono un libero professionista, Vittorio cerca di fare il politico. Io voglio concludere le cose che porto avanti. Ho capito che c´è una colla, laggiù, in cui restano invischiate le iniziative più importanti. Non è che nel resto d´Italia sia molto diverso, ahimè».
Ha detto che la creatività è l´opposto della sicilianità, suscitando aspre polemiche. E premi Nobel come Pirandello o Quasimodo dove li mettiamo?
«Protagonisti del secolo scorso. Oggi la Sicilia cosa produce? Cosa dice la gente nel mondo di quest´Isola? Siamo seri: è un problema di mentalità. Basta atterrare a Punta Raisi per sentire discutere di finanziamenti, aiuti pubblici, fondi europei. Di assistenzialismo, in una parola. Sbaglio o già Sciascia accennava al male della sicilitudine? Chi vuol bene a questa terra parla come me, gli altri fanno facili moralismi».
Sicilia irredimibile, per dirla ancora con Sciascia.
«Aveva ragione lui. A Salemi sono stato visto come un disturbatore perché, ad esempio, mi sono opposto a un parcheggio schifoso in piazza Alicia, l´unica cosa bella che ha il paese. “Non si posteggia perché c´è Toscani”, hanno detto subito i salemitani. Il proprietario del bar è venuto da me a lamentarsi, invece di ringraziarmi perché la piazza ha acquisito valore e ora può mettere i tavolini fuori. Ripeto: è una questione di mentalità».
Ma quali progetti non è riuscito a realizzare?
«Uno su tutti, le case a un euro. Ci lavoravamo da un anno, avevamo fatto venire a Salemi notai e avvocati di grido. Tutti alla fine hanno desistito, davanti ai tremila problemi posti dai tecnici. In realtà ci sono interessi privati che condizionano il Comune. Tutti lo sanno. Come tutti sanno che a Salemi c´è un capo supremo a determinare l´attività amministrativa».
Parla dell´ex deputato dc Giammarinaro, sponsor dell´elezione di Sgarbi?
«È un problema di Vittorio, non mio. Io a Giammarinaro non devo nulla, l´ho detto anche in piazza. Ieri mi ha telefonato chiedendomi di non andare via, ho risposto che farò quello che devo fare. Sgarbi parla ma ha le mani legate. Giammarinaro gli ha indicato un paio di assessori, i suoi uomini controllano tutto. Vittorio è un uomo incredibile, è generoso e buono. Ma ingenuo. Deve crescere».
Il ciclone Sgarbi a Salemi, un anno dopo. Solo immagine?
«Macché. Abbiamo realizzato tanti progetti, dalla lotta al randagismo alla promozione del vino. Per una manifestazione come “Benedivino”, che ha avuto risalto nazionale, sono dovuto andare a invocare un contributo dal presidente della Provincia Turano come fosse un favore. Mia moglie non ci credeva: “Ma devi arrivare a questo?”, mi ha chiesto. Tra parentesi: gli artisti di “Benedivino” ancora attendono quanto promesso. Con le case a un euro, l´iniziativa cui tenevo di più, volevo ricostruire il paese. L´impressione è che abbiano prevalso tentazioni speculative. Sì, ho chiesto di fermare tutto».
Che futuro ha l´amministrazione di Salemi?
«Credo che Sgarbi attenda un posto più importante, poi lascerà. A me interessava il progetto Salemi. L´ho portato avanti con ragazzi straordinari, che hanno dovuto confrontarsi con indifferenza e scarsa riconoscenza. Ecco, nei giovani siciliani io credo molto».
Il male peggiore della Sicilia: la politica, la cattiva amministrazione, la mafia?
«Io direi la mala abitudine, il malcostume, il fatalismo, la rassegnazione. La mancanza di energia e di coraggio: di creatività, insomma. Se dovessi descrivere l´Isola con un´immagine delle mie campagne, sceglierei quella della modella anoressica».
da “La Republica” del 09/10/2009
Visioni Festival del Cinema Religioso – Programma

Visioni di Salemi, il manifesto
PROGRAMMA
Martedì 29 settembre 2009
20.45
Inaugurazione di Visioni, festival del cinema religioso – a cura di Vittorio Sgarbi,
Yongman Kim, Gregorio Napoli
Proiezione di La settima stanza – di Marta Mészaros
Con spettacolo dal vivo di Moni Ovadia, autore e attore
Mercoledì 30 settembre 2009
21.00
Proiezione di Persepolis – di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud
Presentazione a cura di Amir Seradji, responsabile studenti iraniani a Milano
Giovedì 1 ottobre 2009
20.30
Proiezione di Madri – di Barbara Cupisti
Presentazione a cura di Barbara Cupisti, regista
22.30
Proiezione di Prima della Pioggia – di Milcho Manchevski
Presentazione a cura di Monsignor Dario Edoardo Viganò, critico cinematografico
Venerdì 2 ottobre 2009
20:30
Dialogo religioso: punti di contatto tra Islam, Cristianesimo ed Ebraismo –
presentazioni letterarie e dibattito con Alain Elkann, giornalista e scrittore
22.30
Primo ‘premio Kim alla carriera’ al maestro Gualtiero Jacopetti
Anteprima mondiale di L’importanza di essere scomodo: Gualtiero Jacopetti -
regia di Andrea Bettinetti
Presentazione a cura di Gualtiero Jacopetti, Andrea Bettinetti, Yongman Kim
Sabato 3 ottobre 2009
11:00
Proiezione di ‘Nazarin’ – di Luis Bunuel
Padre Fantuzzi presenta il film ai licei
16:30
Anteprima di ‘Matteo Ricci, un gesuita nel regno del drago’ – di Gjon Kolndrekaj.
Presentazione a cura di Gjon Kolndrekaj, regista
21:00
Proiezione di ‘Il Vangelo secondo Matteo’ – di Pier Paolo Pasolini.
Presentazione a cura di Padre Virgilio Fantuzzi, critico cinematografico e amico di
Pasolini
Domenica 4 Ottobre 2009
16.00
Proiezione di ‘La banda’ – di Eran Kolirin
Presentazione a cura di Fiamma Nirenstein, giornalista e scrittrice
18.00
Proiezione del primo episodio di “Le belle famiglie” – di Ugo Gregoretti
Presentazione a cura di Ugo Gregoretti, regista
21.00
Proiezione di ‘L’ora di religione (il sorriso di mia madre)’ – scritto e diretto da Marco
Bellocchio.
Presentazione a cura di Marco Bellocchio, regista
Lunedì 5 ottobre 2009
20.00
Proiezione di ‘I picciotti del profeta’ – di Pietrangelo Buttafuoco
Presentazione a cura di Omar Camiletti, co-autore del documentario – Karim
Hannachi, docente di lingua araba
21:59
Proiezione di ‘Dio è concentrico’ – di Filippo Martinez, il film più breve del mondo
della durata di 45 sec
22:00
Proiezione di ‘Videocracy’ – di Erik Gandini
Presentazione a cura di Lele Mora, agente dello spettacolo
Martedì 6 ottobre 2009
Luciano Emmer
18:00
Tributo a Luciano Emmer
21:00
Bella di notte – di Luciano Emmer
23:00
Belle di notte – di Elisabetta Sgarbi











