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Endorsement della prof Gemma Politi a favore di Raffaele Lombardo
Raffaele Lombardo aveva esagerato
Un articolo a firma di Emanuele Lauria su la Repubblica di oggi, ci informa che a seguito dell’apertura di un’inchiesta della Procura regionale della Corte dei conti sulle spese sostenute dalla Regione Sicilia lo scorso Natale (2008) per i regali a deputati, dirigenti regionali e giornalisti, lo stesso Raffaele Lombardo ha deciso di rimborsare la cifra illegittimamente spesa per l’acquisto dei cadeaux, circa 300 mila euro.
Nell’elenco dei doni natalizi figuravano 90 paia di gemelli con lo stemma dell’autonomia, omaggiati a deputati e assessori del costo di 358 euro a pezzo, 70 palmari Blackberry (390,83 euro più Iva) per i giornalisti, 39 cravatte e cinque sciarpe di seta per i dirigenti regionali (da 50 a 84 euro), ed ancora due teste in ceramica dei discendenti della famiglia reale Borbone (115 euro l´una), tre cupole sempre in ceramica (308 euro l’una), e ancora bottiglie di vino, cestini natalizi e confezioni di prodotti tipici.
Il consigliere della Corte dei conti Tommaso Brancato, aveva mosso due rilievi: l’incongruità della spesa, che in questi casi dovrebbe essere di «modica entità», e la violazione del concetto di rappresentanza.
L’attività di rappresentanza, in particolare, deve essere rivolta all’esterno dell’amministrazione. Che senso ha promuovere, con fondi pubblici, l’immagine della Regione nei confronti di organismi interni all’ente quali assessori e burocrati?
Brancato, dopo aver chiesto chiarimenti a Palazzo d’Orleans, ha portato avanti l’indagine fino alla soglia degli inviti a dedurre, che nella giustizia contabile equivalgono agli avvisi di garanzia.
Alla fine il governatore si è deciso a collaborare, dicendosi disponibile, in una missiva inviata alla Corte, a restituire le somme prelevate, per i regali dello scorso Natale, dai bilanci della presidenza della Regione.
Ora tocca alla Corte dei conti indicare quali, fra le spese affrontate, sono state illegittime. Complessivamente, secondo Palazzo d’Orleans, la cifra stanziata per i doni natalizi del 2008 è stata pari a 300 mila euro, ma il governatore potrebbe «cavarsela» con un assegno da qualche decina di migliaia di euro.
Un sacrificio personale che eviterà al presidente di finire al centro di un processo della magistratura contabile che non gioverebbe alla sua immagine.
La “figuraccia” comunque resta.
Alla regione Sicilia è il momento dei boy scout
Con la remissione delle deleghe da parte dell’assesore Armao ed il conseguente venir meno delle ragioni che giustificavano la mozione di sfiducia del Pd, Raffaele Lombardo ha disinnescato la prima mina che si frapponeva alla realizzazione di una nuova maggioranza di governo, diversa sia da quella con cui ha vinto le elezioni, che da quella velleitaria appena andata in crisi nel voto sul Dpef.
Lo stesso Lombardo ha dichiarato: “Con il voto che ha bocciato il Dpef si è verificata una dissoluzione della maggioranza“.
Ora Lombardo intende ripartire con chi ci sta, “con chi ci crede“.
Tra i gruppi presenti in assemblea, in aggiunta ai gruppi della maggioranza appena dissoltasi, solo il Pd potrebbe rispondere all’appello. Ed il Pd ha già fatto sapere che si può fare, ma il governatore deve fare ancora un passo e dopo una riunione cui hanno partecipato il capogruppo Antonello Cracolici, il segretario regionale Giuseppe Lupo e Filippo Penati, coordinatore della segreteria politica di Pierluigi Bersani ha stilato un documento nel quale tra le altre cose è detto: “Sancire il fallimento della maggioranza è condizione essenziale per verificare la possibilità di aprire una stagione di riforme” ed ancora, “Il Pd è pronto a fare la sua parte per realizzare le riforme necessarie a cambiare la Sicilia e aprire una nuova fase di svolta“.
Insomma cosa fatta è !
Perchè i tre ‘Lupetti’ allo “Estote parati !” conseguente all’incontro di qualche settimana fa del ‘Vecchio Lupo’ Massimo D’Alema con il governatore Raffaele Lombardo con una sola voce, in coro e senza esitazioni hanno risposto: “Siamo pronti !“
*** – da Wikipedia – Estote parati, locuzione in latino per “siate pronti” o “siate preparati”.
Ha radici evangeliche, in particolare nel Vangelo secondo Matteo (Et vos estote parati quia qua nescitis hora, Filius hominis venturus est; Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà. Matteo 24,44) e secondo Luca (Et vos estote parati, quia qua hora non putatis, Filius hominis venit; Voi siate preparati, perché nell’ora che non supponete, il Figlio dell’uomo viene. Luca 12,40).
Estote parati è la traduzione latina del motto degli scout e delle guide. Il senso della frase è rintracciabile sia nel significato proposto dal fondatore del movimento Scout Robert Baden-Powell (“… siate pronti, in spirito e corpo, per compiere il vostro dovere”), sia in quello attribuito dalle associazioni cattoliche al messaggio evangelico. Le associazioni scout cattoliche usano solitamente questa forma, le altre associazioni tendono a preferirne la traduzione nella lingua locale.
La branca Lupetti è parte dello scautismo, ed è formata da bambini e bambine tra gli 8 e i 12 anni che si riuniscono in unità chiamate branchi. Il lupettismo è un metodo educativo che ha lo scopo di aiutare a crescere il/la bambino/a seguendo i principi dell’impegno e della solidarietà con un metodo originale ed adatto alla sua età.
All’ARS è il giorno della mozione di censura del Pd
Ma si dice anche che, all’Assemblea Regionale Siciliana, oggi sarà possibile vedere una ‘edizione plurale’ e meno nota di “Accattone” di Pier Paolo Pasolini dal titolo probabile di “Accattoni” con la Sicilia al posto di Maddalena.
Infatti persistendo le ben note e scarsamente sanabili divisioni della ex maggioranza il governatore dell’isola Raffaele Lombardo avrebbe messo in campo tutte le risorse, possibili ed immaginabili, per sfamare, avvicinandosi il Santo Natale, quanti più “poveri deputati” possibili.
Parenti, parenti dei parenti, amici e clientes dei “poveri deputati” stanno già fremendo nella speranza che in questi tempi di magra si aprano finalmente anche per loro le porte per una qualche più o meno stabile sistemazione.
Il tutto, dice Raffaele Lombardo, perchè non si torni alle urne, perchè la parola crisi non sia pronunciata e perchè non si arrivi ad un cambio di maggioranza trasparente il quale non sarebbe privo di conseguenze sui rapporti tra governo regionale e governo nazionale.
Noi qui, affezionati alla tradizione e conservatori, preferiamo vedere e discutere ancora di “Accattone“, primo film del 1961 di Pier Paolo Pasolini.
*** Accattone di Pier Paolo Pasolini – La trama – Un sottoproletario romano, Accattone, vive sfruttando Maddalena, una prostituta strappata ad un napoletano in carcere. L’uomo evita la vendetta degli amici del carcerato, incolpando Maddalena di tutto ed abbandonandola nelle mani dei guappi. Rimasto senza soldi, Accattone cerca di tornare da sua moglie, che però lo respinge, poi incontra Stella, una ragazza che lui cerca di convincere a prostituirsi. Colpito dal rifiuto di Stella, cerca di guadagnarsi da vivere onestamente, ma sarà tutto inutile
Raffaele Zhou Enlai Lombardo denuncia la cricca dei quattro
La causa dei ritardi nell’attività legislativa all‘Ars ? Tutta colpa della “cricca dei quattro”, dice al Tgweb il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo:
“Duole rilevare che esiste una cricca di quattro indegni parlamentari regionali, espressione di chi vuole che nulla cambi, proprio in una terra in cui tutto deve cambiare, che hanno la parola facile nell’insultare e che soprattutto sono messi lì a impedire che il processo di risanamento e di riforme in atto giunga a compimento”.
ANSA
La Banda dei Quattro fu un gruppo di quattro politici della Repubblica Popolare Cinese che furono arrestati nel 1976, dopo la morte di Mao Zedong, ed in seguito processati e condannati. Prima dell’arresto non esisteva il termine Banda dei Quattro che fu coniato per l’occasione.
Accusati di essere membri della banda furono Jiang Qing, vedova di Mao e sua quarta e ultima moglie, e tre suoi associati: Zhang Chunqiao, Yao Wenyuan e Wang Hongwen. In seguito anche Kang Sheng e Xie Fuzhi furono parimenti accusati di appartenere alla banda, ma non processati in quanto deceduti prima del 1976.
L’arresto segnò la fine più evidente di quel movimento politico noto come Rivoluzione culturale che era stato iniziato da Mao contro le strutture del partito comunista cinese e in particolare contro dirigenti nazionali come Liu Shaoqi e Deng Xiaoping e dirigenti locali come il sindaco di Pechino Peng Zhen.
I quattro rivestivano un ruolo prettamente simbolico più che di effettivo potere politico. Jiang Qing solo dopo il 1966 ebbe degli incarichi politici, in ambito della formulazione delle scelte di politica culturale. Yao Wenyuan e Wang Hongwen avevano avuto un ruolo nell’instaurazione della comune di Shanghai, quando erano stati allontanati i membri del partito comunista cinese dagli incarichi pubblici e trasformata l’intera città in una sola “unità di lavoro” a carattere autogestionale. Ma certamente una figura molto più determinante della loro per l’affermazione della rivoluzione culturale era stata quella di Lin Biao. Il problema che negli anni settanta la rivoluzione culturale avesse fatto suo il motto “critichiamo Lin Biao critichiamo Confucio” impedì però di associare Lin Biao alla Banda dei Quattro.
Gli attacchi a Zhou Enlai, mascherati da una campagna “anticonfuciana” risalivano a dopo il X Congresso del Partito Comunista Cinese, durante il quale egli era riuscito a riportare Deng Xiaoping nella dirigenza dopo gli anni di prigione. Negli ultimi mesi di vita Zhou riuscì a rafforzare il gruppo legato a Deng e, in seguito, a far nominare Hua Guofeng come suo successore alla presidenza del consiglio di stato e successore di Mao nel partito. La scialba figura di Hua, pressoché sconosciuto prima e presto dimenicato poi, servì a creare quella tregua durante la quale fu preparata l’azione contro la Banda dei Quattro.
Esattamente come per Lin Biao nel 1971, la Banda dei Quattro fu accusata di preparare un colpo di stato, questa volta fissato nel periodo successivo al 9 settembre 1976, giorno della morte di Mao.
Il 6 ottobre 1976 Hua annunciando il tentativo di colpo di stato fece arrestare i quattro e un certo numero di figure minori vicine alle loro posizioni.
Nel 1981 i quattro furono processati, accusati di tutti gli eccessi della rivoluzione culturale e di attività anti-partito. Jiang Qing e Zhang Chunqiao furono condannati a morte (condanna in seguito modificata in ergastolo), mentre a Yao Wenyuan e a Wang Hongwen furono dati venti anni di carcere. Nello stesso anno Hua Guofeng passava formalmente i poteri a Deng Xiaoping.
Estratto da wikipedia
Come diceva quel tale: “quando la storia si ripete, la prima volta è una tragedia, la seconda è una farsa” ?
Ecco questa di Raffaele il cinese è evidentemente una farsa.
Di ombra in ombra e poi la luce !
Dopo l’ombra di un ministro la Sicilia rivela oggi “urbi et orbi” di esprimere anche l’ombra di un governatore e da quest’ombra di essere amministrata.
Anche questa volta lasciamo che sia lo stesso personaggio l’onorevole Raffaele Lombardo governatore dell’Isola a rivelare tutta la sua inconsistenza.
Dichiara infatti Raffaele Lombardo intervenendo a RAI News 24 e parlando della tragedia di Messina: “Il disegno di legge sul piano case in Sicilia che giace da qualche mese all’Assemblea regionale siciliana non potrà che essere rivisto, lo ritireremo e lo rivedremo – in Sicilia, soprattutto a Messina ci sono territori, in cui l’equilibrio idrogeologico è fragilissimo e credo che di queste alterazioni ce ne siano state più che in altre parti. Andare a pensare di riedificare con il trenta per cento in più sarebbe da folli, quindi il ddl va ritirato“.
Il che tradotto dovrebbe significare più o meno “Ero matto fino a pochi giorni or sono poi una cinquantina di morti causati dal dissesto del territorio, di cui sono stato in passato fautore e a cui mi accingevo a dare un’ulteriore spinta, mi hanno fatto rinsavire.“
Hallelujah !
Raffaele ha visto la luce !
Fuori l’UDC, fuori Giulia Adamo
E’ questo il verdetto ad un mese dall’azzeramento del primo esecutivo di Raffaele Lombardo il quale ha completato, con la nomina degli ultimi tre assessori, la giunta regionale.
Dal governo siciliano resta fuori l’Udc.
Già oggi il segretario siciliano del partito di Casini, Saverio Romano, lo aveva anticipato: “siamo pronti a diventare opposizione. Del resto lo siamo gia’ a Roma”, ma aveva anche sottolineato una differenza tra la situazione nazionale e regionale che e’ quella che in Sicilia l’Udc era parte integrante della coalizione che ha eletto Raffaele Lombardo presidente.
Resta ancora una volta fuori dalla giunta la deputata marsalese del Pdl Giulia Adamo.
I tre nuovi assessori del Pdl, due politici ed un tecnico, sono: Nino Strano, ex senatore di An ed ex assessore regionale, Nino Beninati, ex assessore regionale, e Mario Milone, attuale vice sindaco di Palermo.
Giulia Adamo ancora una volta fuori ?
Le indiscrezioni delle ultime ore dicono che non ci sarebbe Giulia Adamo tra i nomi designati da Raffaele Lombardo per il completamento della Giunta Regionale di governo.
Questa sera infatti a Roma dovrebbe esserci l’incontro tra il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, e il governatore siciliano Raffaele Lombardo per sbrogliare la ‘matassa’ Sicilia.
Il presidente della Regione, subito dopo l’incontro coi sindacati sulla vertenza Fiat di Termini Imerese, prima di partire per Roma ha annunciato che ha gia’ in tasca i nomi dei tre assessori che completano la sua squadra, e che in serata saranno annunciati.
I nomi che circolano sono quelli di Nino Strano area An, Nino Beninati fedelissimo di Angelino Alfano e Salvo Pogliese, area AN.
E nel conto degli sconfitti mettiamo anche il Pdl
Al momento in cui scrivo i dati non sono ancora definitivi, mancano pochissime sezioni, e potranno ancora variare di qualche decimale, in meglio per quanto riguarda il Pdl, in peggio per quanto riguarda il Pd.
Ciò detto come sono andate queste consultazioni elettorali ?
Ha perso il Pdl, (il 2, 34 %) alla sua prima prova elettorale, non solo rispetto alle, evidentemente a carte viste, eccessive aspettative suscitate dai sondaggi ma anche rispetto ai risultati reali che alle precedenti elezioni lo vedevano al 37, 4 % contro il 35,06 fatto registrare in queste elezioni.
Ha perso il Pd con il 26,24 % contro il 33,10 % del 2008 che al di là di quanto recuperato dalla gestione Franceschini rispetto alla dilapidazione del patrimonio di consenso operata da Walter Veltroni tuttavia sempre una perdità del 6,86 % fa registrare e dimostra la cecità di una classe dirigente che lascia fuori i Radicali di Bonino e Pannella con il loro 2,43 %.
Subisce una battuta d’arresto la tendenza al bipartitismo assecondata nel 2008 dall’accordo tacito tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, ma nel contempo non si può certo dire che sia stata battuta, se è vero come è vero che nessuna delle formazioni che avevano come obiettivo minimo quello di superare lo sbarramento del 4 % c’è riuscita.
I circa due milioni e settecentomila voti (pari a sei sette deputati europei), sprecati dalle formazioni non riferibili all’area di centro destra e che puntavano a superare lo sbarramento del 4 % dicono tutto poi della sconfitta presente e della debolezza in prospettiva del centro – sinistra.
Ha perso l’Mpa di Raffaele Lombardo e Francesco Storace è definitivamente “out”, vista anche l’affermazione (si fa per dire) di formazioni come “Fiamma tricolore” con lo 0,78 % e “Forza Nuova” con lo 0,47 %.
Ha resistito l’Udc che registra un piccolo, ma significativo avanzamento passando dal 5,6 % al 6,47 %che marca ancor di più la sua non omologabilità al Pdl di Berlusconi.
Ha vinto la Lega Nord che passa dal 8,3 % al 10, 41 %, ha vinto l’Idv di Antonio di Pietro che dal 4,4 % passa ora al 7,94 %
Vittorio Sgarbi perde il pelo ma non il vizio
Ricorderete che, non molto tempo, fa Vittorio Sgarbi fu sputtanato “urbi et orbi” perchè in una pubblicazione edita a sua firma si riscontrarono brani interamente copiati da precedenti pubblicazioni di altri autori.
Nell’occasione Sgarbi riconobbe il plagio, ma si difese, attribuendo alla amorevole madre la responsabilità dell’accaduto.
Ora si apprende dalle agenzie un altro caso di sospetto plagio.
Stamane infatti, proprio come fatto da Raffaele Lombardo con la giunta regionale di governo della regione siciliana, anche Vittorio Sgarbi ha deciso di azzerare la giunta, in questo caso quella dell’amministrazione comunale di Salemi, per l’inadeguatezza al ruolo dimostrata dalla rappresentanza assessoriale.
La decisione è stata assunta dopo avere constatato che una sua direttiva sulla proroga dell’esposizione all’interno del Museo Civico di Salemi dell’”Adorazione dei pastori” di Caravaggio è stata disattesa.
“Avevo disposto – spiega Vittorio Sgarbi – che il capolavoro del Caravaggio rimanesse esposto al pubblico fino al 31 maggio, anche per consentire a ben 300 turisti stranieri, ospiti dell’Hotel Kempinsky di Mazara del Vallo – peraltro fatti appositamente arrivare in Sicilia – di ammirare la tela del grande artista italiano.
Sono indignato perché ho scoperto che, a mia insaputa e per non impegnare la ridicola somma di 5 mila euro destinata all’assicurazione del quadro, i miei assessori non hanno voluto prorogare la mostra restituendo la tela al Museo di Messina. Una cosa inaudita. Ma come si sono permessi? Salemi è oggi conosciuta in tutto il Mondo grazie ad iniziative culturali come la mostra del Caravaggio”.
Sgarbi procederà alla designazione della nuova giunta dopo le elezioni europee.
Vuoi vedere che, con i dovuti aggiornamenti, avevamo ragione anche in questo caso ?











